La piccola ruggente

Lei è bellissima, con le sue guanciotte paffute e il nasino all’insù.
Occhi intensi, leggermente a mandorla come il papà, due dentini stortini e dei piedini da mangiare.
Curiosissima, furba, tenta in ogni cosa di rendersi indipendente.
E sa il fatto suo, pur così piccola: ha fatto capire chiaramente il suo carattere “leonino”. La chiamo “la ruggente”, da quanto è decisa e ribelle in tutto!
Non era ancora nata (non del tutto!), che stava già gridando nervosamente.
Poveretta, chissà che fatica nascere… per fortuna nessuno se lo ricorda!
Io ogni tanto glielo chiedo: “ti ricordi quando sei nata?” Ma ancora non può parlare.  Ho letto di bambini di 3 anni che rispondono qualcosa a riguardo.. Che dicono che nella pancia della mamma faceva molto caldo, o cose del genere. Glielo chiederò fra un paio di anni!
Sta di fatto che con lei ho iniziato un rapporto e un dialogo già dai primi mesi.
Le parlavo, le cantavo alcune canzoni, per lo più di yoga, tipo il “twameva mata”… ma per la cronaca devo dire che ad oggi (un anno di età) balla quasi solo coi Rolling Stones… e io che mi ero data da fare con la musica classica…!
Io e mio marito ci eravamo iscritti ad un fantastico corso prenatale tenuto da una insegnante di yoga.. meraviglioso!! Si parlava della crescita dei bimbi in pancia, di come “giocare” con loro, si raccontavano i sogni fatti di notte, si parlava anche di astrologia, si facevano esercizi di yoga mirati (anche i papà!), ci si preparava al parto (anche i papà, ribadisco!!), ci si analizzava dal punto di vista psicologico, si gattonava, si ballava… un’esperienza memorabile!!! Si condivideva anche il cibo, ma soprattutto si passavano quelle ore “col bambino”. Ci sentivamo molto vicini a lei che dalla pancia ci ascoltava e chissà che sensazioni provava.
Peccato poi aver perso di vista tutte le persone del gruppo…. Anzi ora mi proporrò di ricontattarle!
E che dire dei primi giorni di vita, così difficili, ma così intensi!!
Noi la amiamo. E sappiamo di avere un compito molto importante: guidarla nella sua crescita.
Sono sempre a chiedermi se sto facendo bene, male, troppo, troppo poco… ma alla fine devo confessare che da subitissimo, mi sono rivolta alla Madre Divina per affidarle la mia piccola. Io, che di preghiere ne avevo sempre recitate poche. Ma molto semplicemente le chiedo:
“Maria,
tu che sei la vera madre di mia figlia,
proteggila,
stai tu con lei anche quando io non ci sono,
tienila vicina a te.
Om, Amen”.
Grazie.
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