Seguire il Maestro

Da qualche anno sto seguendo gli insegnamenti di un Maestro.
Era iniziato tutto con il corso di yoga a cui mi ero iscritta quasi per caso, senza nemmeno sapere che cosa fosse. E mi ero trovata subito bene, subito mi si erano aperte delle “porte” che mi hanno spinto a cercare più in profondità, a studiarmi meglio e infine a provare a cambiarmi.

Ho continuato ad approfondire gli argomenti, le tematiche, iniziando a scavare un po’, leggendo libri.
Finché l’insegnante ci ha svelato di seguire un Maestro in particolare, che anche noi allievi eravamo desiderosi di conoscere. E così è stato per altri 3-4 anni (dopo i primi 3 di “semplice” yoga): conoscenza del Maestro, frequentazione di un altro centro-comunità, basato sui suoi insegnamenti.
Nel contempo, vari alti e bassi con l’insegnante, che però non mi hanno allontanato da lui e dal percorso che avevo deciso di fare anche mio.
Poi il riavvicinamento a lei, e, quasi contestualmente, una presa di coscienza del bisogno che avevo di avvicinarmi ulteriormente allo yoga, e di ciò che sarebbe stato il mio futuro (spirituale): la decisione di accogliere il Maestro anche formalmente, come mia guida.

Ero diventata sua discepola! Un momento di estrema esaltazione e di fremito interiore!
Con questa consapevolezza ho trascorso gli ultimi 4 anni, lungo un sentiero ricco di “doni” spirituali e di continue crescite (per lo meno conoscitive).
E arriviamo ad oggi, al desiderio di rinnovare costantemente le decisioni prese in passato e i propositi di seguire il Maestro, e cercare di farlo in maniera sempre meno esteriore e sempre più interiore.
Il mio oggi comprende una famiglia, una bambina, e il tempo per partecipare a lunghe giornate di yoga e meditazione spesso non c’è (almeno per ora), e fare viaggi di qualche giorno con gruppi di meditazione è fuori discussione, il che mi fa anche riflettere sul senso del partecipare a queste iniziative… insomma, mi sono chiesta se sia poi così… fondamentale.
La risposta che mi sono data è: sì e no.

Nella stragrande maggioranza dei casi, sono sempre state iniziative e giornate positive. Dalla condivisione e dall’ambiente se ne ricava una grande energia.

Come in tutte le cose di questa terra, ci sono dei “però”… Discorsi da cui si evince che se partecipi sei “positivo”, se non partecipi “ti stai allontanando dal sentiero”, oppure la sensazione di buonismo che si respira ogni tanto, come se dovessimo essere forzatamente comprensivi e accondiscendenti. O ancora, l’essere giudicati per il vegetarianesimo o no, o il sentirsi involontariamente parte di un’elite che si crede tale (non tutti, per carità!).

Diverse volte ho affrontato questi argomenti con me stessa, e ne ho sempre tratto la conclusione che bisogna prendere il buono di ciò che si vive. Se un’esperienza può comunicarmi gioia ed energia, se mi fa sentire bene, se soprattutto mi lascia la voglia di continuare, allora merita di essere vissuta. Non esistono condizioni perfette. Non  può essere tutto come vorrei che fosse.
Se alcuni si ritengono un’elite perché facendo yoga ci si crede migliori di altri, sarò io a non pensarlo. Sarò io che tra me e me abbraccerò un’idea di yoga più… passatemi il termine, francescana. Non ho voglia di star dietro ai giudizi e alle idee altrui, alle distorsioni interpretative di chi pensa di aver compreso tutto.
Così come non mi toccano più nemmeno gli sguardi e i commenti di disapprovazione di chi non segue esattamente il mio stesso percorso.

Perciò, anche se non potrò partecipare, ad esempio, alla giornata di ritiro di domenica, spero che nessuno se ne abbia a male, idem con il corso di yoga.

Mi sto sforzando di creare uno spazio mio (o, per meglio dire, un tempo mio), di mattina presto, per esercitarmi, per meditare, ed è un modo per aumentare la forza di volontà.

Sto continuando con le letture e tutto il resto, consapevole però del fatto che seguire il Maestro significa in primis seguirlo interiormente, farsi un’autoanalisi, cercare di migliorarsi, di vivere in maniera coerente con se stessi e sentire la sua presenza.
Questo per me è seguirlo.

Potrei scriverne per ore… perciò per oggi mi limito a vivere questo momento di rinnovamento del discepolato, a 4 anni esatti dalla -chiamiamola così- iniziazione.

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7 risposte a Seguire il Maestro

  1. Chandana ha detto:

    Leggendo il tuo post mi ritrovo molto su vari punti. Anch’io ho iniziato il mio percorso un pò come te e poi successivamente mi sono avvicinata ad un maestro. Anch’io vivo continui alti e bassi con la proprietaria del centro a cui devo comunque molto.Questo è un periodo di allontanamento per me,ho preso le distanze e,anche se non escluso di tornare in futuro, adesso sento il bisogno di creare uno spazio mio, esattamente come dici tu.Penso che sia giusto così,ci sono i momenti di condivisione e i momenti di raccoglimento.
    La partecipazione ai vari gruppi o giornate è relativa,adesso per quanto mi riguarda seleziono molto,ma vivo intensamente quelle poche cose decido di fare.Credo inoltre che fare la mamma sia un “gruppo continuo” e se qualcuno avrà qualcosa da ridire sulla mancata partecipazione a questa o quella cosa,il problema sarà solo e soltanto suo 😉

    • auradiluna ha detto:

      Abbiamo delle storie simili allora! Anch’io ho avuto dei periodi di distacco dalla mia insegnante, e poi periodi di riavvicinamento… in certi momenti pensavo che mi avesse “rovinato la vita” (dopo avermela migliorata), per poi riuscire alla fine a perdonarla e a vederla sempre come una mamma che essendo umana ha dei limiti, ma che so che vuole solo il mio bene e di questo ne sono sicura… Sono rapporti complessi secondo me, a volte mi chiedo come sarebbe se un giorno diventassi io un’insegnante.
      Comunque hai ragione, spesso serve un periodo di raccoglimento, per fare il punto con se stessi, l’importante è non perdere di vista l’obiettivo..
      Grazie per il commento, un abbraccio 😀

      • Chandana ha detto:

        Si molto simili e anche in questo tuo commento mi ritrovo.Ieri ci sono tornata,sai?Inaspettatamente. E non ho potuto fare a meno di provare amore verso questa donna umana,umanissima che ha pregi e difetti ma che senza dubbio mi ha dato moltissimo.
        Un abbraccio

      • auradiluna ha detto:

        Dev’essere il periodo… ieri una mia amica (che ha avuto anche lei ANNI FA una separazione con la nostra insegnante) mi ha chiesto di andare a casa sua insieme a trovarla!
        Ad ogni modo, si dice che l’albero buono lo si vede dai suoi frutti, quindi starà a noi decidere se ciò che queste insegnanti ci hanno trasmesso sia valido o no…

  2. Ylenia ha detto:

    Oh come ti capisco!

  3. Pingback: Lo yoga “senza alternative” | Aura di luna

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