Arranco

Negli ultimi giorni gli eventi esterni mi hanno un po’ sopraffatta.
In ufficio, ambiente non dico ostile ma difficile, dove spesso vige la legge del taglione e dove l’importante è compiacere il proprio ego. Con le amiche, momenti di tensione e di rabbia generale, di chi non sa gestire le proprie emozioni e le butta addosso agli altri, difficoltà a risolvere alcune questioni (come dicevo nel precedente post).
E poi, le solite corse, i doveri e il sentirmi non completamente libera, il lavoro in sé che è quel che è.

Il risultato di tutto questo, dell’aridità tra la persone, dei momenti da vivere come non si vorrebbe vivere, è che spesso mi sono sentita spenta e vuota, a discapito di mio marito (magari anche per questo si è ammalato?) e della mia bimba (idem anche lei)!
Non ho una gran voglia di festeggiare il Natale. Ho bisogno di tempo per me, quel tempo che non trovo mai, che mi sfugge via, che anche quando potrei ritagliarmelo, ho sempre qualcosa di urgente da fare o di cui liberarmi per non avere doppio lavoro poi.

Quello che vorrei è stare serena in un luogo tranquillo. Tipo in montagna quando nevica e tutto è fermo. Tipo in quei monasteri di clausura dove non ci si parla e non si fa rumore per non disturbare.

Ho bisogno di fare il punto con me stessa, di sentire questo dolore alle spalle e capire dove sta andando, di leggere la seconda metà di alcuni libri iniziati e non ancora finiti, di scrivere il mio diario prima di addormentarmi (il blog non mi basta!) e quello che stavo portando avanti per la piccola, sentirne le pagine di carta e l’odore dell’inchiostro, di fare quelle meditazioni sui chakra che tanto mi hanno aiutata in passato, di godermi una sessione di yoga nidra su CD (mio marito me ne ha regalato uno tempo fa, che ancora oggi non ho mai usato), andare al fiume della mia infanzia (finchè non c’è nessuna piena). E poi mi mancano loro, i miei cari scomparsi uno dopo l’altro nel corso degli anni. Mi piacerebbe incontrarli nelle mie meditazioni, nei miei pensieri, e spesso mi sembra di non avere tempo nemmeno per quello.
Dicevo che non ho voglia del Natale: non ho voglia dei regali, del casino, o meglio, mi sembra che mi manchi la parte più significativa e spirituale del Natale, quella luce interiore da far nascere, temo a volte di perderne il contatto.

In questo momento mi sembra come di arrancare.

“Osserva i tuoi problemi con distacco, come se lo facessi dalla cima di una montagna.
Nella valle del coinvolgimento personale, il senso della prospettiva è perduto.
Come sono piccoli i problemi della vita, se paragonati alla tua realtà spirituale!
Se li lasci ingigantire nella tua mente, ti sentirai sopraffatto. Se invece li osservi con distacco, li vedrai semplicemente come minuscoli granelli nel vasto panorama della vita.”

S. Kriyananda

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4 risposte a Arranco

  1. ylenia ha detto:

    anche a me a volte capita di sentirmi così. negli anni ho imparato a capire che arrivo a certi stati emotivi quando sono intasata, quando è tutto troppo. di solito, questo è il punto di svolta, il momento in cui non solo riconosco quel che mi devo prendere, ma inizio a prendermelo davvero, per una questione di sopravvivenza. ti auguro di trovare in angolo di quella pace di cui hai bisogno, presto.

  2. Simona ha detto:

    Incredibile… qui ho trovato scritti i miei pensieri. Allora sono normale…

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