Capricci e pappe

In questo periodo natalizio, le ferie dal lavoro mi stanno facendo vivere a stretto contatto con la mia piccola. Tenerina, il giorno di Natale si è ammalata e con 38,5 di febbre piangeva ad ogni regalo che aprivamo. Diceva “No, no…” e buttava via bambole e libretti. Ok, i regali erano molti… TROPPI! E’ successo che abbiamo fatto una “raccolta” dei regali che parenti e amici ci hanno dato per lei, e glieli abbiamo messi sotto l’albero. A lei piacevano chiusi, i pacchettini, tutti ordinati e con i fiocchetti! 🙂
Ma, al di là del giorno di Natale, ho proprio notato che è continuamente capricciosa. Un capriccio per ogni cosa. Piange e si inarca tutta per mettere il giubbotto per uscire, per le scarpe, per cambiare il pannolino. Pianti a dirotto per dormire nel lettino, soprattutto se non le diamo “la manina” (un viziaccio duro a morire). E ora, se per 5 minuti entro in bagno a porte chiuse, sembra che un ariete butti giù il muro e la porta.
Ma ovviamente, la cosa più difficile, il mio incubo e fonte di quasi tutte le ansie e nervosismi è il fatidico momento della pappa.
La mia amica ha un bimbo più o meno dell’età della mia, e non è MAI successo che rifiutasse il cibo, anzi, lei ha il problema contrario: lui ne vorrebbe di più!
Ieri la mia baby ha lanciato roba fin sul muro. I pantaloni sono perennemente imbrattati di cose che sputa. Anche le cose di cui è golosa (tipo la ricottina di bufala) ora la usa solo per giocare.  Le verdure le salta a piè pari. La pasta al sugo forse è l’unica cosa che regge. Canzoncine, filastrocche, musiche, farla mangiare da sola, cambiarle posto dal seggiolone alla sedia (mai più!), niente sembra funzionare. Ho comprato un libro di ricette. Forse le solite cose non sono più gradite…!!!
Sta di fatto che non so più a che santo votarmi. Al momento, sto provando a leggere a spizzichi A piccoli passi di Silvia Vegetti Finzi (persona che stimo e che è stata una mia professoressa all’università) e Anna Maria Battistin:

“Non è strano che l’alimentazione si trasformi spesso in un campo di battaglia, più o meno mascherato, insidioso, fra madre e figlio. Man mano che il bambino cresce, il cibo diventa il simbolo non solo del loro legame, ma del loro progressivo e salutare distacco”

Ora: la lotta della pappa si è instaurata subito, dal 4° mese. Non ha avuto miglioramenti né peggioramenti quando sono tornata al lavoro, né nei periodi di ferie!!
“...il cibo diventa il mezzo più facile per esprimere le pulsioni aggressive che sempre si accompagnano al distacco” “...Se la mamma si impunta di fronte a un diniego, mostrandosi ferita, delusa, arrabbiata [eccomi qua], entra in un gioco di ricatti incrociati“.

Ok, quindi se la pappa non la vuole, dovrei togliergliela e basta, giusto? Invece no, perché lei piange a dirotto anche in quel caso…
Ecco, diciamo che tra i buoni propositi del nuovo anno, ci sarà quello di migliorare la gestione del rapporto con la piccola, di leggere meglio e più approfonditamente il libro della Finzi, di non arrabbiarsi, di sorridere sempre, di evitare di entrare in un circolo vizioso… ma quanta fatica!!!

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2 risposte a Capricci e pappe

  1. ylenia ha detto:

    mi dispiace leggerti così, si sente che sei tanto dispiaciuta e che cerchi di fare il tuo meglio ma non vedi risultati… hai provato a leggere “il mio bambino non mi mangia” di gonzales? io l’ho letto al tempo dello svezzamento del mio primo e mi aveva tanto rassicurata su molte cose, anche sui rifiuti e loro gestione. ti abbraccio!

    • auradiluna ha detto:

      Grazie per il sostegno! Se riusciró lo leggeró volentieri!! Sono un po’ destabilizzata dalla cosa, sinceramente… A volte poi va bene e non ci sono particolari lamentele o “lotte”, ma la maggior parte dei casi invece no… Vorrei migliorare perchè di certo faccio qualcosa di sbagliato, visti i risultati…

      Inviato da iPhone

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