Ricorrenze e ricordi yogici

In una serata fra coppie con bambini piccoli, come quella di ieri, ho ritrovato lo yoga.
La serata è stata molto piacevole, sia a detta mia che di mio marito… la coppia di amici che ci ospitava ha due gemelli dell’età della nostra, così i bimbi hanno passato la serata fra giochi, pianti, pappe, capricci, risate e divertimento. In una tale situazione, mi sono sentita come a casa, nonostante con la mia amica fossero passati anni e anni dai tempi di una frequentazione assidua, ma forse certe amicizie radicate non sbiadiscono mai.
Sono davvero felice di essere andata a trovarli! E, probabilmente a sostegno della gestione dei gemelli, era stata convocata anche la sorella della mia amica, che ho scoperto essere una yogini.
Trovo i discorsi sullo yoga sempre interessanti, soprattutto quando una persona afferma di aver adottato lo yoga come stile di vita, o meglio, di aver capito che già un certo stile di vita lo aveva fatto proprio pur non sapendo nulla di yoga. Per lei è stato come ritrovare se stessa. Ancor più con la meditazione.

Devo dire che per me non era andata proprio così. Io all’inizio avevo trovato come una risposta ai mille interrogativi che da sempre mi ero posta. Mi si era aperta una porta su un mondo “fantastico”, che in realtà stava lì, dietro i miei pensieri, lì, dentro di me. E ho ripensato agli inizi. A quando andare in quel centro ricavato nel box auto della casa dell’insegnante era una magia. Di quando tutto aveva preso pian piano a ruotare intorno a quello, di quando avrei fatto di tutto pur di non saltare nemmeno una lezione, di quando chiedevo all’insegnante di spiegarmi cos’è che stavamo facendo, perchè non capivo come “collocarlo”, e lei mi aveva prestato il libro E venne chiamata due cuori di Marlo Morgan, che anche se non parlava per nulla di yoga, serviva per capirci qualcosa.
Di quando mi arrivavano un sacco di “visioni” e sfogavamo le emozioni in una sfera “astrale” per farle emergere o per liberarcene, di quando tutti quelli del gruppo desideravamo trasferirci con i sacchi a pelo a casa dell’insegnante, di quando le chiedevamo di fare lezione o meditazione anche se il centro era chiuso, tipo a luglio o sotto Natale, di quando andavamo da lei anche di domenica, perché non potevamo stare senza lo yoga.
Un periodo magico, che poi è stato travolto dagli eventi, che ora è difficile da ritrovare.
Ma forse, spero, che questo anno nuovo possa portare un “nuovo inizio”, una nuova sferzata di entusiasmo come quella che ho vissuto dal 2003 al 2006.

E dico “questo anno nuovo” intendendo proprio dal 5 gennaio al 5 gennaio, perché oggi è una data speciale: ricorre il compleanno del Maestro. 5 gennaio 1893.

E quanti festeggiamenti!
Mio marito mi ha appena appena regalato Yogananda – Piccole, grandi storie del Maestro libro

..Ma anche il cosmo sta festeggiando, a quanto pare…

5 gennaio 2014 ore 16.49

5 gennaio 2014 ore 16.49

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4 risposte a Ricorrenze e ricordi yogici

  1. Chandana ha detto:

    E’ bellissimo quello che ricordi e che racconti,lo yoga alla fine non ti ha mai lasciata.
    Tempo fa,rispondendoti ad un commento sul mio blog,ti dissi che avrei pubblicato presto un post che ti sarebbe interessato.Riguardava proprio il libro che ti ha regalato il marito 🙂
    Un abbraccio.

  2. ylenia ha detto:

    quel libro, “e venne chiamata due cuori” ha segnato anche la mia, di vita. l’avevo comprato da giovanissima, non ricordo nemmeno più dove. me lo sono tenuto nel cuore per lunghi anni di ricerche, prima di arrivare allo yoga, spinta da quelle parole, da quel lato della vita e dell’anima che nella mia famiglia nessuno mi aveva mai fatto conoscere. poi è tornato, regalato da un’amica che non sapeva nulla della storia precedente, ai tempi dell’università, in un periodo di grande depressione e incertezza. l’ho colto come un segno e, pian piano, mi sono rialzata. quel libro ha qualcosa di magico!

    • auradiluna ha detto:

      E’ un libro speciale, semplice ma di grande effetto, sognante, simbolico soprattutto… Ciò che più mi aveva colpita era il fatto che la protagonista passa dal sentirsi rapita (in senso letterale) e quindi costretta a intraprendere un viaggio quasi contro la sua volontà, al sentirsi parte di qualcosa di superiore, e alla fine ne esce completamente trasformata.
      Che magia!!!

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