“Parliamo alle nostre figlie”

Tramite il blog di Catia “A scuola con Matilde“, sono approdata all’iniziativa di Claudia Porta de “La casa nella prateria”, “Talk to your daughter“, ovvero “parliamo alle nostre figlie… prima che lo facciano le aziende”.

Ho riflettuto molto sull’argomento. Ci rifletto forse da prima che la mia piccola venisse alla luce.
Il mondo è anti-femmina, secondo me. E non solo ora, non solo dall’avvento della televisione, non solo dal Medioevo, quando si bruciavano vive le donne.
E se non posso cambiarlo, forse potrò cercare di offrire a mia figlia (ora nemmeno duenne) qualche arma di difesa dallo spietato mondo dei mass media, dagli stereotipi, dal pensare superficiale di chi ti guarda non come persona ma come oggetto.
Giorno dopo giorno, le vorrei trasmettere quella sicurezza su cui si basa la costruzione dell’autostima, della fiducia in se stessa, l’amor proprio, la consapevolezza del proprio valore come persona, oltre che come appartenente al genere femminile.
E vorrei essere il primo esempio, perché sarà inevitabilmente così.

Ho un nipote di 13 anni, maschio, che ha diversi miti, e i più recenti che ha messo sul piedistallo sono nientemeno che Gandhi, Nelson Mandela e Martin Luther King. Abbiamo voci femminili altrettanto “valide”? (e, se non le abbiamo: è perché la donna è sempre stata relegata in secondo piano?). Mi chiedo: cosa mostrerò a mia figlia?
Io sono attirata dalle figure delle Sante, o aspiranti tali: Madre Teresa di Calcutta, Ananda Moy Ma, l’attualissima Amma, che ogni anno visita anche l’Italia. Santa Chiara. Una mia recente scoperta: la mistica Veronica da Binasco.
E se non avessero presa? Mi chiedo.
Maria Montessori, Rita Levi Montalcini, Aung San Suu Kyi.
La mia trisnonna, che in condizioni disagiate ha avuto 12 figli.
Personalmente, mi si è aperto un mondo quando ho letto “Il risveglio della Dea” di Vicky Noble, pur non condividendone al cento per cento i contenuti. Finalmente trovavo qualcuno che mi mostrava il potere della donna nel suo esser tale, nel suo contatto istintivo con la natura, la luna, i cicli, l’abbondanza, il saper accogliere.
Un altro lavoro che mi piacerebbe conoscere meglio, quello della maestra di yoga Gabriella Cella, che ha ideato uno yoga “per donne” (eh…purtroppo anche lo yoga in tempi addietro era riservato solo agli uomini…!).
Questi, e non solo, sono i miei miti.

Figlia mia, che devi ancora crescere e sperimentare, formare la tua personalità e fortificarti, sappi che te ne parlerò presto, o meglio, vivremo insieme anche sulla scia di ciò che la tua mamma vorrebbe farti conoscere.
Credo che ti scriverò una lettera, di quelle vecchio stile, inchiostro su carta, in modo che la potrai leggere e rileggere, se vorrai, da grande.
In modo che, se avrai dei dubbi sulla tua bellezza, se avrai delle insicurezze, se vorrai essere come una top model e ti affliggerai per questo, potrai sempre rileggerla e sapere che io ci sono sempre.
E magari potrai distinguere la bellezza che c’è in te, quella vera, interiore, da ciò che “il mondo” vorrebbe farti diventare: una pedina di una scacchiera. La tua mamma prega perché ciò non succeda.

#talktoyourdaughter

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9 risposte a “Parliamo alle nostre figlie”

  1. Catia ha detto:

    Carissima,
    che belle parole per la tua bambina!
    Scrivila quella lettera, inchiostro su carta!
    E’ il regalo migliore per il suo futuro.
    P.S. Gabriella Cella! Un mito!!!

  2. ylenia ha detto:

    il mondo andrà pure dove vuole… noi donne siamo le generatrici del mondo di domani, noi abbiamo il potere di formare donne (e uomini) diversi, coscienti, aperti. e la tua bimba è molto fortunata.

    • auradiluna ha detto:

      Come dici tu, abbiamo il potere di formare persone coscienti, è una nostra responsabilità e anche un dovere! Sento molta forza nelle tue parole, dobbiamo essere forti e convinte! Grazie Ylenia!

      Inviato da iPhone

  3. Claudia Porta ha detto:

    Bellissimo, grazie per il tuo contributo!

  4. Vittoria ha detto:

    che bel post! brava! 🙂

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