Distruggere e conservare

Un anno fa, circa, avevo “prenotato” il camino a casa di una mia amica.
Poi, invece, ha installato la stufa a pellet, e quest’anno il camino non è stato acceso.
Per cui, quando ho ripreso in mano i miei vecchi diari “segreti” (partivano dalle scuole medie), volendo proseguire nell’intento che mi ero prefissa di distruggerli, me li sono dovuti stracciare uno a uno, rileggendo qualcosa qua e là, e confermandomi la necessità di abbandonare quel passato che ormai non mi apparteneva più.
Quella me stessa sempre affranta, cupa, insoddisfatta che sono stata per anni.
Quando avevo consultato un astrologo vedico, mi aveva detto che il “maestro severo Saturno” era rimasto nel mio segno per circa 29 anni (che gioia!), che il vestirsi di nero ne esaltava il potere austero (cosa che ho fatto per anni), che aveva il potere di accentuare le elucubrazioni mentali in chi ne era predisposto, e via dicendo. Insomma, la mia descrizione.
Perché tenere cose che mi potevano ancorare ancora a quel periodo?
Certo, un bel fuoco risanatore e distruttore sarebbe stato più eclatante e memorabile, ma anche prendersi la briga di stracciare foglio per foglio tutte quelle pagine non è stato da meno. Foglietti scritti alle o dalle compagne di banco del liceo, diari di storie improbabili, piccoli disegni di croci e cimiteri (eh sì, ero così a 15 anni!), lettere e poesie di aspiranti “spasimanti” (un parolone), lettere di ex amiche con cui non ho sentito più affinità, lettere di chi mi rispondeva giusto per rispondere.
Si usavano così tanto le lettere? (oggigiorno non mi farei tanti problemi a cancellare una mail o a mandarla nel dimenticatoio dei meandri della casella mail).

Cosa ho salvato:

  • I miei diari dei sogni
    Per anni ho tenuto un registro dei sogni/incubi per cercare di decodificarli, o semplicemente per liberarmene (nel caso di incubi), compresi i sogni dell’infanzia che avevo già trascritto qualche anno fa. Vorrei riorganizzarli e dare loro un senso… forse.
  • Un’agenda in similpelle rossa del 1976, con qualche appunto di mia mamma dell’epoca (che non mi sento di approfondire con lei… e comunque mi direbbe che non si ricorda niente) e con dei disegni infantili  miei e di una mia amica. Inoltre, dev’essere stata riciclata anche più avanti, dato che ho trovato la “brutta” di una lettera per un’amica del mare, e la brutta di un tema sulla fine delle elementari, falso, dato che era un tema scritto per compiacere la maestra che in realtà era una megera… Insomma un’agenda davvero vissuta!
  • Le lettere della mia corrispondente delle elementari.
    E qui mi sento di spendere due parole. La maestra di una scuola in Veneto scrisse alla nostra scuola chiedendo di poter far corrispondere gli alunni della sua classe con una classe analoga, e così capitammo noi, non so più se in 3°, in 4° o cosa… Ad ognuno era stato affidato un corrispondente, e una volta ogni tot la maestra spediva un pacco contenente tutte le lettere e dei lavoretti fatti da noi. A me era stata affidata lei, una bambina vispa e intelligente, purtroppo malata di leucemia. Ci siamo scritte per non so quanto tempo, e alla fine delle elementari le avevo scritto privatamente chiedendole se, come me, avrebbe voluto continuare anche alle medie, e dopo qualche tempo è arrivata una lettera (conservata anche quella ovviamente) di sua mamma, che scriveva alla mia famiglia per comunicarci la sua scomparsa… Così siamo poi andate a trovare la famiglia. Così, quando ormai la potevo vedere solo in una foto al cimitero…
  • Alcune lettere di mio zio ormai scomparso e bigliettini vari di mia mamma e di mia sorella

Per il resto, via tutto, fine, un saluto a quella tristezza che mi portavo dentro e che stagnava lì in quelle pagine, un saluto a quella me che non voglio più essere già da molto tempo!
E giusto ieri sera, alla lezione di yoga, l’insegnante mi ha ricordato di quante posture rigide manteniamo, così come spesso aderiamo ad un’immagine di noi che ci viene data di rimando dall’esterno, ma che non ci corrisponde.
Noi non siamo quell’immagine.

“Io non sono la mente, né l’intelligenza,
Non l’ego, né il pensiero né i sensi,
Non sono la terra o il cielo o l’aria o la luce,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.”

“manobuddhyahaṃkāra chittāni
nāhaṃna cha śrotrajihve na cha ghrāṇanetre
na cha vioma bhūmir na tejo na vāyuḥ
chidānandarūpaḥ śhivo’ham śhivo’ham”

Atma shatkam –  Adi Shankara

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