Lo yoga sopito

Stamattina presto mi ha accolto un piccolo angolo fiabesco in quello che ho chiamato tra me e me “il giardino dello yoga”.
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Le lezioni ufficiali sono terminate, ma per il periodo di giugno e luglio c’era la possibilità di partecipare allo “yoga mattina presto”, e la cosa mi aveva subito entusiasmato.
L’aria ancora frizzantina, il sole non ancora alto, poter praticare all’aperto, non chiedevo di meglio.
In realtà, gli avvenimenti degli ultimi giorni (di cui al post precedente), mi hanno scosso.
Le notti sono agitate, a volte tormentate, l’entusiasmo in generale è un po’ sopito.
Ho il mio percorso e continuo a seguirlo, certo che con tutto questo dolore attorno, con questa ombra che è scesa sul paese, sulle mie amicizie, su di me, si va avanti, ma con un pensiero sempre rivolto lì. A loro.
La preghiera aiuta molto noi, che siamo qua, e spero anche loro.
La migliore amichetta della bambina che non c’è più, ancora non sa nulla. Ai genitori il difficile compito di spiegarle l’inspiegabile.
Il mio pensiero va a lei in particolare. La mia preghiera e tutte le OM.

Alla fine, ha iniziato a piovigginare, e lo yoga l’abbiamo praticato nella sala, ma andava bene così. Uno yoga un po’ sopito, senza nessuna parola, oggi. Solo silenzio.
E le tisane-colazione a fine lezione erano l’ideale per passare lentamente alla quotidianità.

A Lisbona, dove ero stata la scorsa settimana, ho fotografato questa frase, e che ho spesso riletto in questi giorni:

Dormire? Dorme solo il freddo cadavere, che non sente.
L’anima vola e si rifugia ai piedi dell’Onnipotente.
A. Herculano

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2 risposte a Lo yoga sopito

  1. tiptoetoyourroom ha detto:

    In che senso “ho fotografato questa frase”? Era scritta da qualche parte, tipo su un muro?
    Mi spiace per il clima che state respirando e purtroppo, come sai, lo capisco: quando è successo qui, lo scorso luglio, il paese non sembrava più lo stesso.
    Buona giornata, cara. 🙂

  2. auradiluna ha detto:

    Buongiorno! Sì, la frase era incisa sulla lapide della tomba del poeta Herculano, nel Monastero de los Jeronimos.
    Sabato mattina andrò al funerale, ma credo che non riuscirò nemmeno ad avvicinarmi alla chiesa: alla fiaccolata ieri sono andate 4000 persone. E’ tremendo quello che è successo. Le persone sono pietrificate, lo sguardo perso.
    :/

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