La parola e il silenzio

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Sabato c’è stato l’ultimo saluto a quei bimbi e alla loro mamma.
La cerimonia è stata consolante, almeno per me.
Tanta gente che prega tutta insieme, una folla direi, fa sentire più uniti e vicini a loro che sono scomparsi in un modo così orribile.
Serve a noi, che restiamo qua, spero sia servito ai famigliari, che consolazione non ne hanno. Servirà forse a loro, se ci possono sentire, a trovare la via della luce.
Come ha detto quel Monsignore in chiesa, la preghiera è l’unico modo per praticare la parola e il silenzio contemporaneamente.
E’ servita, questa cerimonia, per sentirli vicini.
E’ stato un momento molto commovente, un rito di passaggio, un rituale che a chi si sente impotente davanti alle atrocità del mondo, serve un po’ a sanare.
L’incomprensibile aleggia sempre nell’aria; le notti, mie e certamente di tantissimi altri, sono ancora agitate, ma questo è il meno.
Cerco di pensare a loro come anime libere, come piccole, grandi luci che ci guardano.
Li abbraccio col pensiero.
Siate liberi…

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2 risposte a La parola e il silenzio

  1. tiptoetoyourroom ha detto:

    Sono momenti difficili per tutta la comunità. In questi casi di solito si pensa ai bambini, all’impatto che certi avvenimenti avranno su di loro; ma anche i “grandi” soffrono, purtroppo…
    Un abbraccio… 🙂

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