Tuffo nel passato

Ieri, con mio marito, abbiamo fatto visita ad un bimbo appena nato, in una città non molto distante ma in cui non mi capita mai di andare.
Lungo la strada del ritorno, ci siamo fermati per fare compere in un centro commerciale. Qualche anno fa, mi avevano detto che una mia cara amica d’infanzia lavorava lì come farmacista. Quindi, entrando, non ho potuto fare a meno di pensare a questa cosa, pensando distrattamente: “Chissà se lavorerà ancora qui”, “Chissà dove si trova la farmacia, magari è al piano superiore e non la vedrò nemmeno…”.
Poi ecco là, lungo un corridoio, una croce verde luminosa. Non pensavo di avvicinarmi, ma mio marito è andato in quella direzione (non gli avevo ancora detto niente di questa storia). Così, sono passata davanti alla vetrina, e ho provato una certa inquietudine.
Mi son detta: “Perché non sbirciare? Magari c’è”. E in effetti, da fuori, ho visto una persona che poteva essere lei. Niente, sono entrata in un altro negozio, ma non riuscivo a concentrarmi, al che mi son detta: “Che si fa? vado o non vado? Magari non mi ricapiterà un’altra occasione… Vado!”. Mi sono guardata in uno specchio di quel negozio: “Mi riconoscerà? Che capelli che ho oggi, e che faccia!”
Sono ripassata davanti alla farmacia, e miracolosamente lei era da sola, senza nessun cliente. Oddio. Da fuori la guardavo, col camice bianco, così stonato rispetto al costume da bagno che ero abituata a vederle addosso, sulla spiaggia di Varazze.
Quel costume nero intero traforato sulla pancia, che quando si abbronzava restava tutta a quadretti.
Vado. Eccola là. Sì, è certamente lei. Ventisette anni sono passati ed è ancora lei, ancora uguale. E se nel frattempo è cambiata come carattere?… No, impossibile… ormai sono entrata… provo.
Ho fatto qualche passo nella farmacia. Lei mi ha chiesto: “Buongiorno, posso aiutarla?” e io zitta. Mi sono avvicinata ancora e l’ho guardata bene. Ho notato lo smalto rosso sulle unghie, lo stesso colore che sua madre da preadolescente le vietava di mettersi. “Non rosso, non rosso!!”
Dev’essere lei per forza.
Ci ha riprovato: “Mi dica pure”
Ecco, mi da del lei, che figure, adesso che le dico?
“Non mi riconosci?”
E lei: “No!”
Tutto ok, è sempre stata un po’ svanita, quindi è certamente lei.
“Sono la D.”
E lei: “E’ verooo!!! E sei anche uguale!”
E’ uscita dal bancone per salutarmi e abbracciarmi, e da lì è partita una serie di: “Io dieci anni fa ho incontrato Tizio… io ho fatto una cena con Pinco e Pallino… ma ti ricordi Caio? e tua mamma, e tua sorella?… cosa fai, dove abiti?” insomma, si era formata una coda di clienti!!!
Scambiati i numeri di cellulare (da facebook mi sono cancellata anni fa), me ne sono andata, a malincuore…
Che tuffo nel passato, però! In quelle estati indimenticabili, ogni anno sempre agli stessi Bagni, ci si ritrovava tutti, ogni volta un po’ più cresciuti, ma sempre noi, e lei, sempre lei, Tornate dal mare, ad agosto, spesso andavo da lei, in un paese non molto distante dal mio, e mi fermavo qualche giorno, e telefonavamo al bar dei Bagni a Varazze, per farci chiamare all’altoparlante qualcuno dei nostri amici per salutarlo, noi che eravamo tra quelli che facevano solo luglio…
Speriamo di rivederci!

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4 risposte a Tuffo nel passato

  1. tiptoetoyourroom ha detto:

    Gli amici del mare… chi non li ha avuti? E che bello ritrovarli! La mia attuale migliore amica l’ho conosciuta proprio al mare sedici anni fa. Che strano, a pensarci…
    Buon fine settimana 🙂

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  3. Pingback: Notte delle lanterne e un’amicizia rinsaldata | Aura di luna

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