Un lago senza increspature (la calma: 1° passo )

Da tempo sentivo che c’era qualcosa da mettere bene a fuoco nella mia vita quotidiana, qualcosa che mancava, che non era ben definito ma lasciato al caso del momento.
Diverse volte ho ripreso in mano gli Yama e Niyama di Patanjali, sempre trovandoli affascinanti e profondi, ma quello che mi mancava era una sorta di esercizio da portare avanti giorno per giorno.
Ho trovato degli spunti in questo senso nel libro “Kriya Yoga” di Jayadev, in particolare nel capitolo “Il Kriya Yoga come stile di vita”. Il libro è stato un gran bel ripasso, ma questa sezione forse un po’ “data per scontata” l’avevo un po’ trascurata nel corso degli anni.

Perciò, ho preso qualche spunto da questo capitolo, che propone in realtà un vero e proprio lavoro su se stessi da svolgere nell’arco di sei mesi, e ho cercato di capire cosa potesse fare al caso mio, così ho deciso di partire… dal fondo.

Quindi il mio primo esercizio sarà imparare la CALMA.
E’ cosa nota che lo scopo dello yoga è la neutralizzazione dei vortici di pensiero (o sentimento), Yogas chitta vritti nirodah. Oltre che con la meditazione, anche il giusto atteggiamento porta alla calma.
L’esercizio consiste nel PRATICARE la calma, nel divenire “come un lago senza increspature, in cui la luna si possa riflettere”.
Praticarla coscientemente nelle situazioni difficili, quando siamo pressati, quando qualcuno è aggressivo con noi… senza reprimere le emozioni, ma gestendole con consapevolezza.
Ho già individuato un quadernetto carino su cui prendere le mie annotazioni:
– cosa mi toglie la calma?
– cosa mi aiuta a restare calma?
– la calma richiede energia, quanto è il magnetismo della mia calma? cosa può aumentarlo?
Nel quaderno, posso scrivere le strategie da mettere in atto giorno per giorno per restare nella calma nella varie situazioni della giornata. Inoltre, praticare qualche tecnica di rilassamento e interiorizzazione non guasterà.

Nel mio caso, spesso purtroppo perdo la calma, in primis con i capricci della mia bimba. Poi con i lavori di casa nel quotidiano dopo cena (cioè quando sono più stanca). A livello più profondo, perdo la mia calma quando sento notizie destabilizzanti, quando mi preoccupo per gli altri, quando provo dispiacere a sentire che qualcuno non sta bene. Perdo la mia calma personale quando un pensiero mi entra in testa e va avanti in automatico, creandomi ansia.
Credo che mettere a fuoco questi aspetti sia il primo passo per cercare una soluzione attiva e cosciente.
Questo sarà il mio primo esercizio… fatemi gli auguri! 🙂

Dolore e piacere sono transitori; sopportate ogni dualità con calma, cercando allo stesso tempo di sottrarvi al loro dominio
P. Yogananda, Autobiografia di uno Yogi

 

 

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8 risposte a Un lago senza increspature (la calma: 1° passo )

  1. Catia ha detto:

    Il mio modo di perdere la calma non è plateale, nel senso che non sbotto mai, non urlo e non mi spazientisco, ma… stringo i denti.
    Si, stringo i denti in un gesto che è inequivocabile.
    Matilde da piccola piccola ogni tanto mi diceva: “Mamma, ti ho visto che hai stretto i denti!”.
    Farò tesoro del tuo post!
    A proposito ho comprato finalmente “Autobiografia di uno yogi”!!!!
    Baci baci

    • auradiluna ha detto:

      Ciao Catia, ma davvero!? Sono contenta! E’ un libro da leggere lentamente, fonte di mille ispirazioni!
      😀
      Io invece purtroppo sbotto, a volte, ma la cosa peggiore è quando perdo la calma dentro, cioè quando mi preoccupo per qualcuno, quando vorrei fare qualcosa per lui/lei ma mi sento un po’ impotente.. quella è la cosa che mi logora.. speriamo, con l’esercizio… di migliorare 😀
      Un abbraccio!!!!!
      Ps ma poi hai risolto la sciatica? un bacione

  2. melissa ha detto:

    Ciao, mi piace molto il tuo post. Io invece sto cercando di individuare la mia zona di potere. spesso ho l’ansia per situazioni che non posso cambiare o che riguardano altre persone…allora prendere consapevolezza che sono fuori dalla mia zona di potere mi aiuta a calmarmi.

  3. tiptoetoyourroom ha detto:

    Imparare la calma… mi sembra difficilissimo! Mi sa però che il quadernino con i passi suggeriti da te lo faccio anch’io… 🙂

  4. madamelanuit ha detto:

    Anche nel Taiji Quan cerco sempre di trovare una dimensione per conservare la calma. Come per tutto il resto non ci sarà un metodo per tutti, ma condividere il proprio può essere un’ottima fonte di ispirazione 🙂

    • auradiluna ha detto:

      È una disciplina che conosco solo alla lontana, ma credo che porti in sè una saggezza non abbiamo ancora imparato a coltivare, così come lo yoga… Grazie per la condivisione 🙂

      Inviato da iPhone

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