Un saluto leggero

Stamattina mi sono svegliata alle 6, pensando a una persona, o forse avendola sognata, non ricordo però.
Avevo la sensazione che fosse come passata a salutarmi teneramente, lievemente, per non disturbare.
Lei era una bambina. Si chiamava Chiara, e nel 1983 aveva 10 anni, quando se ne è andata, portata via dalla leucemia.
Ne ho parlato brevemente in questo post, che per un assurdo caso ho scritto in questo stesso giorno dello scorso anno.
Non l’ho mai conosciuta personalmente, era un’amica “di penna”.
Ma stamattina mi sono ritrovata con gli occhi umidi, per non dire bagnati, al suo ricordo.
Ho pensato a quella lettera che sua mamma aveva scritto alla mia, per annunciare la sua scomparsa. A quel viaggio a Motta di Livenza, per andare a trovare la sua famiglia, e per vedere la sua foto su una lapide. Troppo tardi.
Non ci sarei potuta andare prima?
Ho pensato alla vitalità che emanava dalle sue lettere, e alla vita sicuramente spumeggiante che avrebbe avuto.
Quanti anni sono passati… guardando alla vita che ho vissuto finora, mi sono resa conto di quanto presto se n’è andata.
E non ho potuto evitare di mettermi nei panni dei suoi genitori, ora che sono una mamma anch’io. Quanta forza avranno avuto!
Sono passati più di 30 anni e non ci conoscevamo, ma si può dire che in qualche modo fanciullesco fossimo amiche, perché il suo ricordo a volte mi torna alla memoria, quelle lettere gialle con i disegnini, quei braccialettini, quelle foto, quei suoi racconti sulla “terapia”…
Spero che ora stia bene.

angeli

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6 risposte a Un saluto leggero

  1. tiptoetoyourroom ha detto:

    Povera bimba…
    Quando ero in prima media il fratellino di una compagna di classe di mio fratello, un bambino di prima elementare, è morto in un modo assurdo: attraversando la strada per scappare dopo che la sorella più grande ed una sua amica avevano suonato un campanello per fare uno scherzo. Era stata una storia bruttissima, a cui aveva partecipato, se non tutta la città, tutto il quartiere e la scuola. Sono passati tanti anni e sull’albero in corrispondenza del tratto di strada dove Davide è morto ogni settimana viene messo un mazzo di fiori. Tutte le volte che passavo di lì ci pensavo.

  2. emanuela ha detto:

    anche io continuo a vivere come una grande ingiustizia la morte delle persone così giovani.E mi sono trovata a viverla in prima persona, per la morte di amici adolescenti e mi sono trovata poi vicina ai miei figli, che hanno vissuto anch’essi la stessa esperienza. Ed ho sempre provato rabbia e dolore, perchè se la vita è una ruota che gira……non può terminare il suo giro prima della conclusione! Non mi fa paura la morte; sai, tre anni fa ho perso mio padre ed è stato un dolore atroce, certo, ma nella consapevolezza che era giunto al termine del suo viaggio. E poi, 9 mesi dopo- ma 9 mesi esatti – è nato il mio nipotino: questa è la vita, secondo me e questo il naturale legame tra vita e morte. ma i bambini no, vi prego! Emanuela

    • auradiluna ha detto:

      Quanto ti do ragione, Emanuela… la vita è un percorso dove ognuno deve imparare qualcosa, fare qualcosa o semplicemente vivere al meglio… ma vivere una vita interamente!
      Mi dispiace per tuo padre, sai, anche il mio se ne è andato 3 anni fa… per fortuna che è arrivata la mia bimba, subito dopo, a rallegrarci tutti quanti!

  3. Pingback: Superare i ricordi – le elementari | Aura di luna

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