Incontro all’ago

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L’ago.
Per anni è stato per me il punto di ritrovo con le amiche nel dopo-lavoro. In una piazza secondo me orribile, di – indovinate dove? – Milano. Piazza Cadorna.

Comunque sia, per circa un decennio, con le ex-colleghe ci siamo date appuntamento qui, per poi andare insieme al consueto aperitivo. Abbiamo lavorato insieme per pochi mesi nel 2000, ma a quella data sono seguite poi vacanze insieme, cene, feste, serate, matrimoni, e milioni, direi, di aperitivi. I cosiddetti happy hour, in cui fondamentalmente ci si raccontava. Le crisi personali, le gioie, le storie d’amore. Non so quanto possiamo aver raccontato. Racconti, sempre racconti. Le storie hanno fatto la parte migliore. Come dice la Pinkola Estés, i racconti permeano la nostra vita.

Con le amiche “di Milano” ci sono stati degli alti e bassi, dei momenti felici, ma anche delle incomprensioni, dei momenti in cui mi sono sentita anche totalmente all’opposto. Nel corso del tempo, le nostre vite hanno preso sfumature diverse, e spesso mi sono sentita fuori posto, ma, nonostante tutto, qualcosa mi ha sempre tenuta legata a loro.

Ieri, all’ennesimo incontro all’ago, ad un altro aperitivo, a 15 anni di distanza dal primo, durante gli ultimi, freschi racconti (“Ma dove sei rimasta, tu? ai racconti di quando??” mi hanno chiesto) le ho guardate negli occhi, le mie amiche che definivo di “Sex and the city”, queste mamme un po’ in carriera (tutte tranne me), ognuna accomunata all’altra dalla fatica di seguire i bambini – chi ne ha due, chi una più piccola della mia, chi due adottivi che sono già alle scuole medie – ognuna a destreggiarsi tra la famiglia, il lavoro, gli interessi personali, ognuna in fondo non tanto diversa dall’altra, e, dicevo, le ho guardate negli occhi e ho sentito un grande affetto per loro. Sì, in loro ho anche visto me stessa. Ma ho provato un senso di amicizia e ritrovato l’affetto, che a volte mi ero chiesta dove fosse finito.
Questo incontro è stato… pacificatore, per me. Forse siamo sempre noi, sempre qui, sempre le stesse.
Una di loro si sta trasferendo a Roma.
“Quando organizziamo? mi venite a trovare?”

Sì, io ci vorrei andare! 🙂

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4 risposte a Incontro all’ago

  1. Emanuela ha detto:

    io credo che quando i legami sono basati sull’affetto e sul rispetto si possa anche allontanarsi e perdere il filo…….ma il filo si ritrova, ci si guarda, ci si annusa e ci si riconosce: ed è sempre una sensazione molto bella. Ci sono le fondamenta comuni che ci uniscono, anche se magari abbiamo eretto poi costruzioni diverse.
    un abbraccio Emanuela

  2. auradiluna ha detto:

    Ciao Emmanuela, sì, forse è come dici tu… spesso ho avuto la sensazione che quel filo si fosse rotto… forse però ho ricucito qualcosa l’altra sera! Un abbraccio 🙂

  3. tiptoetoyourroom ha detto:

    Ciao Dany, ti auguro una dolcissima Pasqua con tuo marito e la tua bimba e tutti i tuoi cari. Quando sto un po’ meglio ti rispondo anche alla mail. Ma non preoccuparti.
    Ciao 🙂

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