L’idea del silenzio

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Certe albe sono commoventi.
Mi fanno quasi dimenticare i piccoli problemi di ogni giorno, il mal di schiena durante la notte, i capricci della piccola (tanto per cambiare), il ritardo per andare al lavoro, la casa da sistemare, il nervosismo che mi accompagna come un parassita.
Potrei guardare albe tutto il giorno.
Potrei scorgere le variazioni dei colori del cielo a seconda dell’ora e della stagione, per rilassarmi. E fotografare tutto, sempre dalla stessa prospettiva.
Chiedermi cosa ci sia di più magico del passaggio dalla notte alle prime luci dell’alba, quel momento in cui mi sento stranamente sveglia, per nulla stanca, mentalmente lucida, tranquilla.
Potrei star lì tutto il giorno, se non fosse che dura così poco!
Mi fa pensare di avere un disperato bisogno di ritrovare questa magia della natura anche dentro di me, quella luce interiore che ho salutato spesso durante il saluto al sole a yoga con la frase: “Mi inchino al sole, alla luce del risveglio interiore, all’alba di una nuova coscienza…”
L’arrivo lento dell’autunno mi permette di trovare un po’ di silenzio mentale: da sempre ho un’immagine dell’autunno come di un viale alberato cosparso di foglie dai colori caldi, il tutto immerso nel silenzio dato dall’assenza di persone, dall’assenza di fretta, come se fosse un momento di pausa, come quando andavo all’università e decidevo che per quel giorno non avrei combinato un bel niente.
Come quando andavo a trovare mia zia che non si muoveva dal divano e stavamo insieme per tutto il sabato pomeriggio.
Come quella volta che stavo cambiando lavoro e mi sono ritrovata senza nulla da fare nel pieno del pomeriggio e sono andata dai miei parenti, ed è stata l’ultima occasione in cui mi ricordo di mio cugino in piena forma.
Quegli attimi di pausa dove ti capita di vivere.
Quel silenzio che ti permette di pensare a una cosa nuova, o di accorgerti di quanto hai di prezioso. Mi ricordo di quando ero a casa in maternità, sia nell’attesa che nel “post”, quando passavo ore a girare nel parco con la piccola nella navetta. Attimi così.
Il silenzio che desidero e che da un po’ di tempo mi capita si sognare ad occhi aperti, ma non tanto per il chiasso dovuto alla vita di tutti i giorni, ma per il chiasso dentro di me.
Non so se mai lo farò, ma il mio desiderio del momento è provare l’esperienza del ritiro. Un ritiro di tre giorni, di più penso che non potrei.
Un’occasione per guardare in faccia me stessa e scontrarmici.
Un timore da superare, qualcosa da cercare, da scavare.
Ripeto: non so se alla fine lo farò. Però l’idea mi attira moltissimo!

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5 risposte a L’idea del silenzio

  1. ewellove ha detto:

    Ciao! Che bell’articolo, ho visto che parli molto della tua bimba, sicuramente ti interesserà l’argomento delle scuole libertarie, ti lascio questo video che io ho trovato molto bello

    comunque sul sito di unlearning (una coppia che ha viaggiato con la figlia per sei mesi tramite workaway, wwoof ecc..) è molto interessante.
    Sono d’accordo sul fatto che la scuola aiuti ad aprirsi agli altri bambini, ma il modo in cui lo fa questa società è molto rude. Soprattutto come vengono cresciuti poi, in delle scuole in cui imparano l’italiano, la matematica, la geografia, ma non imparano niente su sè stessi. E la conoscenza di sè penso che sia lo studio più bello ed importante che una persona possa intraprendere. E che dire della creatività, e della possibilità di esprimersi? a parte l’asilo dove forse c’è un po’ più di libertà e di varietà, una volta finito quel piccolo limatato angolo di paradiso scompare per fare spazio a una scuola dove la libertà viene strappata via e l’entusiasmo, pian piano viene spento dalla mole di compiti e libri da studiare.
    Scusa per il papiro che ho scritto, comunque i video che hanno fatto sono molto belli, ti consiglio di vederli ^_^
    Un grande abbraccio ed imbocca al lupo!

    • auradiluna ha detto:

      Ciao, grazie per la segnalazione! infatti l’argomento mi interessa. Il pensiero della scuola elementare non mi tranquillizza per niente.. per fortuna mancano ancora 3 anni!
      Anche ad Ananda, il centro yoga che seguo, esiste una scuola “sui generis” dove si promuovono i valori più che il resto.. MAH!
      Intanto, il tuo post di ieri è stato molto efficace per la mia situazione, mi rivedevo molto in quell’omino che rimanda di continuo!
      Ho notato il sottotitolo al tuo blog!
      Un saluto e a rileggerti!

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