La piccola cresce, la mamma non ancora

La piccola frequenta la materna a spizzichi e bocconi, con tutte le febbri che ha avuto da ottobre a questa parte. Però ora sembra essere un po’ più felice di frequentarla, forse perché sono state introdotte delle nuove attività interessanti: progetto musica e danza, progetto inglese, laboratorio di teatro e circo.
Quando andiamo a prenderla, il suo entusiasmo è ancora alto per la giornata vissuta alla materna. La scorsa settimana, per la prima volta ci ha detto, una sera: “Voglio tornare alla materna!”. Io e mio marito eravamo sbalorditi.

Siamo stupiti poi dai suoi cambiamenti e dalla sua crescita che a noi sembra così rapida… infatti spesso mi fermo a pensare a quando sarà più grande e a come mi mancherà questa piccolina. Forse è un pensiero anche troppo presente, che mi fa pensare che dovrei prendere la vita meno sul serio.

Mi accorgo che a volte mi perdo in pensieri negativi da cui non riesco a uscire, o meglio di cui non mi accorgo, e va a finire che non li prendo con il giusto distacco. A volte succede. Negli ultimi anni non mi succedeva molto di frequente. Vuoi lo yoga, vuoi che la mia vita è completamente cambiata… ma a volte se abbasso la guardia, le vecchie tendenze tornano a farsi vive.
Nello yoga si dice che le abitudini tracciano dei “solchi” nella mente, come quelli dei vecchi dischi di vinile. E che quindi, una volta instaurate queste abitudini, è più semplice per la mente ripercorrere i vecchi solchi piuttosto che crearne di nuovi.

La soluzione? Con un piccolo-grande sforzo di volontà, creare dei nuovi solchi di abitudini “buone”, in modo che poi la mente possa ripercorrerli senza fatica, tralasciando i vecchi solchi di abitudini cattive. In pratica, sostituire una cattiva abitudine con una buona, nuova.
Lo yoga straborda di esempi di buone abitudini: praticare le asana, la respirazione corretta, il pranayama, la concentrazione, la meditazione e così via.
Spesso però mi sono trovata nella condizione di essere talmente giù di tono da non aver voglia di iniziare nessuna di queste cose.

Una soluzione che mi era stata proposta a yoga era di fare uno sforzo e iniziare gli esercizi di ricarica energetica di Yogananda.
Personalmente, in quei casi in cui non ho voglia di fare nulla, trovo più semplice iniziare dal pranayama. Così intanto mi calmo.
Sì, perché a volte si pensa che una persona un po’ giù sia calma, in realtà è il contrario.
Poi, posso partire con il primo esercizio (il primo su 39):

esercizi

immagine da web

posizione 1: doppio inspiro dal naso
posizione 2: doppio espiro dalla bocca
posizione 3: doppio inspiro dal naso
e via così per almeno 3 volte

Quest’anno ricorre il centenario della nascita degli esercizi di ricarica. Ogni volta che li pratico li sento più vivi! Pare infatti che in questa ricorrenza vi siano delle particolari benedizioni.

Tornando a noi e alla mia fase negativa, per fortuna l’entusiasmo della piccola la mitiga parecchio, nonostante mi dia sempre del filo da torcere! Ma il suo essere bambina è bellissimo, vorrei esserlo anch’io!!!

20160126_211955

 

Il punto è che a 40 anni suonati (suonati da un paio di anni già), non ho ancora le idee chiare. Chi sono? Dove vado?

Intanto, continuo col pranayama ed esercizi di ricarica.

“Una buona abitudine è il tuo migliore amico; una cattiva abitudine è il tuo mortale nemico. Stai attento a ripetere un’azione, poiché diventerà un’abitudine prima ancora che tu te ne accorga. Le abitudini sono la nostra seconda natura, ma possono essere cambiate con persistenti buone azioni”.

Paramhansa Yogananda

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a La piccola cresce, la mamma non ancora

  1. mattinascente ha detto:

    Chi sei? Una donna, madre e moglie, con tutta la sua umanità, fatta di alti e bassi, slanci ed arresti. Dove vai? Vai lungo un cammino che, grazie al tuo impegno ti porta a lasciare delle impronte, fatte di sorrisi, parole, ascolti, pazienza e, a volte, impronte incomplete per gli attimi di cedimento. Hai una bellissima bambina che cresce e che, pensi, avrà sempre meno bisogno di te, ma non è vero, perché una madre è sempre un porto sicuro, a qualsiasi età. Un porto un po’ malandato dalle alte maree, dalle mille navi che vi hanno approdato, ma pur sempre un porto, accogliente, sicuro. Ti parlo da madre, di un’adolescente delle superiori e di una ragazza che ha appena iniziato l’università, quindi sono un pochino avanti rispetto al tuo cammino e, proprio per questo, ti tendo la mano dicendoti “Un piccolo passo e dopo un altro, un po’ in salita, un po’ in pianura, ma sempre con occhio allo splendido paesaggio!” La vetta? Chissà come sarà, è avvolta da nuvole, però bianche, soffici. Nonostante tutto, un buon presagio.
    Scusa se mi sono dilungata. Un caro saluto.

    • auradiluna ha detto:

      Ciao, grazie per l’incoraggiamento! Sì forse hai ragione, una mamma è sempre un porto sicuro… è che a volte mi sembra di sbagliare e di non trasmetterle quello che in realtà vorrei… mi sembra sempre di perdermi l’attimo presente, temo che la sua infanzia mi scivoli dalle dita senza afferrarla mai… Spero di “riprendermi”!

  2. emanuela ha detto:

    e’ vero, bisogna cercare di creare solchi nuovi , per uscire da quelli vecchi che, a volte, si percorrono per forza d’inerzia.
    e poi credo che ci si debba focalizzare su ciò che di bello abbiamo nelle nostre vite: gli affetti, i nostri interessi, il mantenere viva la curiosità per ciò che di nuovo ne entra a far parte.
    …e poi tu hai la fortuna di avere una bimba, che potrà prenderti per mano ed ” insegnarti” a prenderti cura della tua parte bambina – che va sempre coltivata – ed a vivere con più leggerezza!
    un grande abbraccio
    Emanuela….da una casa vuota e silenziosa! Questa mattina, dopo tre settimane, sono partiti Giulia, Unai ed Ayma, domattina parte Silvia per Milano ( partecipa a qualche mercato dell’artigianato) e si porta pure il cane, Tommaso va via per il weekend! C’e’ un grande silenzio, oggi me lo sono goduto ed ho letto due ore sul divano…domani mi rimetto in moto!

  3. tiptoetoyourroom ha detto:

    Penso (un po’ alla Siddharta e quindi in sintonia con la faccenda) che sia un bene che tu non sappia ancora chi sei, e mi raccomando: non scoprirlo mai!! Quelle che si definiscono dicendo “sono una donna”, oppure “sono una mamma”, oppure “sono una donna che lavora” oppure ancora “sono una mamma-donna-che lavora”… mi fanno rabbrividire!!
    Tornare bambini e rivivere l’infanzia ma con consapevolezza penso sia forse l’unico valido motivo per fare un figlio, o meglio: una figlia 😉
    Buona giornata 🙂

    • auradiluna ha detto:

      È proprio così, non so niente, come Socrate! Tanto meno so chi sono!
      A parte le definizioni, questo stato d’animo è in parte dettato dal lavoro con cui non mi trovo mai in sintonia!
      Un saluto carissima!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...