Il sentiero della felicità

Ieri sera sono andata a vedere questo film al cinema. Si intitola “Awake. The life of Yogananda. Il sentiero della felicità” (in inglese con sottotitoli in italiano).

Per chi non lo conoscesse, Yogananda è stato il primo maestro indiano a trasferirsi in Occidente per portare gli insegnamenti dello yoga. Nel 1920 si trasferì dall’India a Boston e successivamente a Los Angeles, per poi rimanere in America per il resto della sua vita. E’ stato inoltre l’autore della famosa “Autobiografia di uno Yogi”.
Il film contiene moltissimi filmati originali di Yogananda dagli anni ’20 ai ’50, ed è una sorta di documentario con diverse interviste a personaggi famosi e ai membri della SRF, l’organizzazione da lui fondata a Los Angeles.
Mi è piaciuta moltissimo la regia, che ha saputo rendere avvincente un documentario rendendolo tutt’altro che monotono, ma molto dinamico e ricostruendo la vita di Yogananda tramite fotografie, giornali dell’epoca, filmati, interviste e anche spezzoni con attori.

L’immagine che mi ha lasciato di lui questo film è leggermente più malinconica di quella che avevo. Forse non avevo capito quanto fosse stato pesante per lui il passaggio dall’India all’America, quante le difficoltà affrontate e le delusioni superate. Quanto desiderio di ritirarsi a vita ascetica avesse, o quanta voglia avesse di dedicarsi alla meditazione pura e semplice, senza dover insegnare ad altri, soprattutto in un Paese che non aveva molto di spirituale e dove era spesso malvisto.

Ma la sua devozione ai suoi maestri che l’avevano inviato in Occidente, e soprattutto alla Divina Madre, l’ha spinto a rimanere, ad essere un Guru vero e proprio.
Devo solo essergli riconoscente, altrimenti non sarebbero arrivati fino a me i suoi insegnamenti.

“I vostri due occhi fisici vi inducono erroneamente a pensare che questo mondo di dualità sia reale. Aprite il vostro occhio spirituale e vedete la vostra forma invisibile. Se nel silenzio interiore, il vostro occhio spirituale è aperto, l’invisibile diviene visibile.”
P. Yogananda

 

 

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2 risposte a Il sentiero della felicità

  1. melissa ha detto:

    Solo qualche settimana fa sono riuscita a vedere questo docufilm. E’ stato forte come impatto e come scrivi anche tu, mi ha lasciato un’immagine malinconica di Yogananda, perchè questi aspetti vengono poco menzionati nell’Autobiografia di uno Yogi.
    Ciao!

    • auradiluna ha detto:

      Sì è vero, anche se mi fa “strano” che lui potesse essere malinconico. Credo e sono sicura che lui l’abbia vissuta con spirito positivo e che sia il documentario che lascia questa impressione. Un abbraccio!

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