Rivivere l’infanzia: L’angolo

Tramite la piccola, pensando ad argomenti come la scuola materna, la prima infanzia, le elementari (anche se mancano ancora anni), mi sta capitando sempre più spesso di ripercorrere anche la mia, di infanzia. Di ricordarmi cose che non avrei mai pensato, o che per me erano dimenticate, o poco importanti.

Ed ecco che saranno un paio di… settimane, ormai, che mi capita di frequente di avere dei flashback del periodo delle elementari, ed in particolare di una mia compagna di classe, che dopo l’uscita dalle medie non ho mai più rivisto. E che ora mi aspetto di incontrare da un momento all’altro, come per una coincidenza, non avendo mai più pensato a lei negli ultimi 30 anni.

Giusto oggi stavo “rivivendo” una scena con lei… un po’ insolita, o forse no, anzi mi sto chiedendo se questi episodi capitassero spesso o meno, e per ora non ho ricordi molto più dettagliati di questo.
Premetto che era un’amica-nemica. Siamo state molto amiche per moltissimo tempo, non solo io e lei ma in gruppo, però ricordo che spesso andavo a casa sua anche da sola, che sua mamma una volta mi aveva tagliato i capelli, che giocavamo insieme in camera sua.
Però… lei riusciva sempre a lanciarmi delle frecciate di perfidia. Ma il bello è che me ne sono resa conto solo… ieri! Sono veloce a capire le cose, no?
Ma ecco la scena in questione, che ho rivissuto oggi.

Sono in casa, è pomeriggio, e una compagna di classe mi suona il campanello e mi dice: “La M. ti aspetta all’angolo”.
L’angolo era l’incrocio tra due vie dove in 4 o 5 bambine ci fermavamo a salutarci per poi prendere ciascuna la propria strada di casa, tornando da scuola in bicicletta.
All’angolo ci salutavamo frettolosamente, oppure ci fermavamo a chiacchierare, o ancora, capeggiate da lei, prendevamo in giro un ragazzo di 2 o 3 anni più grande, che era altissimo e aveva una bicicletta piccola, e sembrava che pedalasse velocissimo. Non ricordo se M. o R. gli gridavano sempre: “Veloce, che la mamma ha buttato la pasta!”. Delle bulle di paese? Non so. Il poveretto non ha mai risposto.
In quel periodo (forse ero già alle medie però), non eravamo molto “in buona” io e M. Non so perché, non l’ho mai capito. Quindi il fatto che mi aspettasse all’angolo non lasciava presagire niente di buono.
Dopo aver detto a mia mamma che uscivo un attimo, mi avvio con la compagna di classe all’angolo, e lei intanto mi parlava, parlava, parlava di M. Io non aprivo bocca, ma avevo già maturato il mio piano per metterla a tacere.
Arrivo all’angolo e la vedo lì, in mezzo ad altre, con il solito sguardo perfido. Aveva la capacità di fissarti “di traverso”, con la testa girata altrove e le pupille, invece, all’angolo dell’occhio. Appena mi avvicino inizia a blaterare qualcosa. L’argomento con cui si divertiva a punzecchiarmi in quel momento era l’età dei miei genitori. Mia mamma mi ha avuta a 32 anni (giovane, rispetto ai 38 miei), mio papà ne aveva quindi 37. Evidentemente per il 1973 era un’anomalia, o per lo meno lo era per la famiglia di M., perché immagino che fosse un argomento di discussione a casa…
Insomma, mi avvicino e lei inizia a dire: “I tuoi genitori sono vecchi…”, ma io non la ascolto perché mi sono già sfilata il guanto (è inverno, quindi, e mi sembra di essere vestita con un cappotto marrone), e le ho già assestato uno schiaffo in faccia.
Mi rimetto il guanto, e sempre senza parlare, torno a casa.

Forse ho capito perché ho aperto il blog: forse mi devo sfogare in generale per liberarmi di certi nervosi che mi prendono ancora 🙂

Lee-Van-Cleef-Il-buono-il-brutto-il-cattivo

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6 risposte a Rivivere l’infanzia: L’angolo

  1. emanuela ha detto:

    che strani scherzi fa la nostra memoria, vero?
    ogni tanto arrivano, come flash, episodi che credevamo di non ricordare più, che erano lì acquattati, situazioni a cui non avevamo mai più pensato ed invece…..
    io credo che serva sempre tirar fuori anche questi piccoli nodi, che magari, quando si sono formati, ci hanno fatto stare anche male…e scriverli, mettendoli nero su bianco, penso che aiuti.
    un grande abbraccio a te ed alla tua piccolina. Io ho trascorso un bel pomeriggio di freddo e vento in casa a sferruzzare….sto frequentando un corso di maglia e mi diverto proprio!
    Emanuela

    • auradiluna ha detto:

      Uh che brava!! stai pensando di creare qualcosa per i tuoi nipotini?
      Sì ieri ho proprio capito che alcune cose le devo mettere nero su bianco per lasciarle andare…credo che seguiranno altri racconti!!! 😀
      un caro saluto Lela!

  2. mattinascente ha detto:

    Quando ci vuole, ci vuole!!! Probabilmente è servito, in quel momento, più a lei che a te.
    Che bello quando le scaramucce di bambini e ragazzi si risolvevano senza l’intervento dei genitori! Forse bisognerebbe insegnare loro un po’ di più a difendersi, piuttosto che cercare sempre di proteggerli. Per i tuoi sfoghi hai mai pensato ad un bel “pungiball” in salotto?!? La mia amica si è data la flamenco, per scaricare la nevrosi di quattro figli!!! Ciao e buona giornata.

  3. tiptoetoyourroom ha detto:

    Però! Certo che se lo meritava: mandarti a chiamare a casa e farti andare all’angolo solo per dirti quello, per insultarti! Ma dico!? E comunque, da quando ho iniziato le ricerche genealogiche, ho imparato che i figli in “tarda età” (ché 32 “tardi” non sono!!) si sono sempre fatti e quindi i genitori “vecchi” molti bambini li hanno avuti anche molto prima del 1973! Il mio bisnonno di cui porto il cognome è nato da un padre 49enne…
    Ma per sicurezza… inizia a mettere in guardia la tua bambina 😉

    • auradiluna ha detto:

      ahaha..sì, per fortuna alcune coetanee della mia piccola hanno mamme di 5-6 anni più vecchie di me 😛 🙂
      E comunque ho visto che anche nella mia famiglia, facendo ricerche a ritroso, ci sono casi analoghi: la mia trisavola ha avuto la mia bisnonna a 46 anni! ed era il 1883!!!
      Comunque quella mia compagna di classe era un po’ perfida in tutto, quella dei genitori anziani era una fra tante… :/

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