La stanza del cuore. Yoga Nidra

La prima volta che ad un corso di yoga abbiamo ascoltato un cd (o forse era addirittura una cassetta!) di Yoga Nidra, non ero riuscita esattamente a capire cosa stessimo facendo.

Solo qualche anno dopo mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo per questa pratica.
Qualcuno si chiederà: “Entusiasmo? ma non si tratta di un rilassamento profondo?”
Sì, ma mi regalava una pace incredibile ed era un’ottima via di fuga dai pensieri!
In quel periodo per me era come entrare in una fantasia ad occhi aperti, come stare in un film, in una quarta dimensione, non so.
No, non mi drogavo.
Mi sembrava letteralmente di volare, guardando i paesaggi sotto di me, immersa nella natura. Tutto assumeva un livello di realtà molto alto, i dettagli, i colori.
La volta in cui ho raggiunto il “top” è stata quando mi sono sentita sollevare da terra in senso fisico. Ovviamente non mi sono mai mossa da dov’ero, cioè dal tappetino della sala della lezione di yoga. E l’insegnante non ha tentato di afferrarmi per riportarmi giù.
Però davvero la mia sensazione era di essere in alto, al livello del soffitto, che si trovava a diversi metri di altezza. E da lì qualcuno mi parlava.
Ma ho avuto addirittura qualche “visione”. Quella volta sono uscita dalla lezione un po’ sconcertata.
E forse vi starete chiedendo in cosa consista lo Yoga Nidra, se sia una sessione di ipnosi o altro… 🙂
In pratica, si sta sdraiati ad occhi chiusi e si ascolta una voce, che i porta ad un rilassamento cosciente. Prima con una cosiddetta “rotazione della coscienza”, cioè focalizzando l’attenzione alle varie parti del corpo o a qualche elemento sonoro, poi con delle visualizzazioni, che possono anche essere un percorso, un sentiero, o un luogo sacro, magari c’è una scala da scendere o altro.
E poi arriva il nocciolo della questione: il sankalpa.
E’ un’affermazione che ognuno sceglie e che si ripete mentalmente per tre volte, ad esempio: “Io sono sereno”. Come un semino che viene piantato nella terra, e che inizierà a crescere.

Bene, una volta superato quel periodo di trip, ho ritrovato piacevolmente lo Yoga Nidra al corso prenatale, tenuto da un’insegnante di yoga. Era  un metodo di rilassamento per placare proprio l’ansia da parto. Alla fine della visualizzazione si arrivava in una sala dove ci si sedeva su una poltrona e di fianco c’era una culla con un bambino.
E’ stato molto, molto utile riascoltare la voce dell’insegnante nei giorni precedenti la nascita della piccola, e a volte l’ho riascoltata anche successivamente al parto.

Successivamente, presa com’ero dai continui risvegli notturni che la piccola mi causava, da neonata, avevo perso completamente il sonno. Insonnia totale. E proprio in quel momento ho vinto una sessione di Yoga Nidra partecipando alla lotteria di Natale di un centro yoga.
A dispetto del sonno imperante che avevo, non mi sono addormentata, ma anzi mi sono rilassata e poi le cose sono andate un pochino meglio (certo, una sola sessione non era sufficiente, ho proseguito poi a casa col cd).

E ora? E’ da un sacco di tempo che non mi dedico a questa pratica.
Però col tempo si è creato dentro di me un “luogo sicuro”.
Si vede che a furia di praticare, è nato uno spazio interno dove rifugiarmi.
Quella stanzetta in fondo alle scale dove c’è un monaco che intona dei canti, esiste davvero. Secondo me. Dentro di me. Ci torno col pensiero ogni volta che ne ho bisogno.
Anche quando sono in giro. Ogni volta che voglio, anche istantaneamente.
Quando mi sento agitata per qualche motivo, o quando sento di dovermi fermare e rifugiare da qualche parte, ripercorro mentalmente il sentiero, le scale, ascolto quei canti.
Entro nella mia stanzetta.
E’ il mio centro. Per anni la mia prima insegnante ha pronunciato questa frase: “Chiudi gli occhi e trova il tuo centro”, e cosa fosse questo centro non lo sapevo. Mi immaginavo il cuore, o giù di lì.
Era la stanzetta, il centro.

Con questo post partecipo al Wednesday Yoga Party di Catia!

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2 risposte a La stanza del cuore. Yoga Nidra

  1. Emanuela ha detto:

    Ho vissuto la stessa esperienza quando aspettavo Giulia,nel mio corso di preparazione al parto…. Diciamo che è trascorso una vita, ma continuo, nei momenti difficili o anche solo un pochino più pesanti, a cercare la mia stanza. Ed a trovarla, per fortuna.
    Un abbraccio e un bacio speciale alla tua meravigliosa creatura
    Emanuela….. Anzi lela per gli amici

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