Cosa mi piace della Bhagavad-Gita

Sto proseguendo la lettura del testo di Foglietta sulle tradizioni filosofiche dell’India Antica. E ad ogni pagina mi stupisco. E ad ogni capitolo penso “meno male che l’ho letto, vivevo nella confusione totale sullo yoga!”.

Quindi, ecco le mie ultime “scoperte”… per il Vedanta la liberazione è un’esperienza diretta del Divino. Si basa sullo Yoga e sui suoi suggerimenti “pratici” del come fare a raggiungerla (quindi ok, Yoga classico e Vedanta vanno d’accordo :))

Nel Vedanta sono accettate le forme rituali e tutto ciò che eticamente ci porta più vicini a Dio (Isvara), tuttavia è solo con la liberazione che le azioni non producono più karma.

Però, è nella Bhagavad-Gita che ho trovato un maggior punto di svolta (che non fa parte del Vedanta, ma del culto di Visnu).
Come si sa, la Bhagavad Gita è quel racconto epico che narra una battaglia tra famiglie regali, e in particolare riporta i idaloghi tra Arjuna, guerriero preso da mille rimorsi e dubbi, e Krisna (manifestazione del dio Visnu) che fa da auriga di Arjuna.

In questo racconto sono contenuti dei preziosi insegnamenti.
Il principale è “rivoluzionario” è questo:

non è necessario abbandonare ogni azione per raggiungere Dio, poiché anche gli asceti non sono esonerati dal compiere azioni. Quindi non è tanto l’astenersi dalle azioni che ci può salvare, ma agire senza l’attaccamento ai frutti dell’azione. Agire perché così ha deciso Dio, per amore suo.

Mettere da parte il proprio ego, offrire a Dio i frutti del proprio agire, amare il prossimo perché Dio dimora in tutti i cuori.
Un Dio con cui interagire, parlare, che dimora dentro di noi.
(E’ simile al Cristianesimo forse, ma la datazione parte già dal 3° secolo a.C.)

Trovo avvincente questo cambio di prospettiva in chiave più devozionale e anche meno “elitaria”, nel senso che se non è necessario essere asceti, allora la liberazione è alla portata di tutti, basta “solo” vivere con il pensiero di Dio.

Risponde Krisna ad Arjuna (capitolo 8°):

Perciò ricordami sempre e impegnati nella battaglia dell’attività! Abbandona a me la tua mente e il tuo intelletto! Così verrai senza dubbio a Me

Mi raggiunge facilmente lo yogi che con aspirazione sincera mi ricorda costantemente tutti i giorni, con la mente focalizzata soltanto su di Me. 

Bhagavad-Gita

(foto dal web)

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4 risposte a Cosa mi piace della Bhagavad-Gita

  1. Catia ha detto:

    Ciao Daniela,
    oggi per problemi di connessione non sono riuscita a pubblicare il post del wednesdayogaparty ma come vedi nulla accade per caso e mi trovo qui da te a parlare di yoga.
    L’aspetto del non attaccamento ai frutti dell azione e di conseguenza l equanimita’ è senz altro quello più difficile e al contempo intrigante proposto dalla Gita.
    Li’ effettivamente vanno tutti i miei sforzi quotidiani. Che fatica a volte!
    Ma ho la consapevolezza di farlo proprio per adempiere alla volontà di Dio che sento vicino a me costantemente, nella mente e a volte fisicamente.
    “Sia fatta la tua volontà ” si recita nel Padre Nostro.
    Questo è isvhara pranidana.
    Questo è il bhakti yoga che sto sempre più intraprendendo.
    Grazie per questa riflessione!

    • auradiluna ha detto:

      Grazie a te per questo bellissimo commento! Credo che sia davvero una battaglia quella verso il nostro ego, in mille situazioni mi trovo a barcamenarmi in questa impresa enorme. Eppure sembra così facile… Forse più ne senti la presenza, più è confortante e incentivante… E comunque… Avendo ripreso a lavorare di martedì, pensavo che il tuo yoga party fosse domani :)))

  2. tiptoetoyourroom ha detto:

    Non avere le basi sull’argomento spesso mi impedisce di cogliere a pieno questi tuoi post e mi dispiace… anche perché mi scopro un po’ più ignorante!
    In questo periodo sto riprendendo in mano Hesse, complice una gita con la classe a visitare casa sua, in Svizzera. Conoscere un po’ di quella filosofia indiana che lui incontra nel suo viaggio più importante non sarebbe male. Ho appena riletto “Demian” e anche lì, sebbene in modo non esplicito, si vede l’influsso che quel pensiero ha avuto su di lui.
    Buona domenica 🙂
    PS: ieri ho scoperto che la mamma di un mio alunno è un’insegnante di Yoga!

    • auradiluna ha detto:

      Ciao cara,
      ma anche io sono ignorante, per cui… Saggio è chi sa di non sapere!
      Forse ti avevo già scritto che di Hesse avevo letto Siddharta e Demian, molti anni fa, li ricordo come molto interessanti! Comunque prometto di scrivere cose meno… pesanti 😀
      Buon inizio settimana!!

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