Sogno… Una valigia persa

Mi scontro sempre con me stessa. Col mio non saper cosa fare, con la mia indecisione e tutto ciò che ne consegue.

Ho sognato di essere di ritorno dal mare, e di trovarmi su un autobus affollato.
Mettevo per terra la valigia, e mi sentivo stanca.
Poi si è liberato un posto a sedere, così mi sono spostata per sedermi, salvo poi accorgermi di aver lasciato la valigia per terra, distante da me. Era una valigia azzurra, dello stesso colore di quella che ho nella realtà, ma più vecchia, più scolorita, e soprattutto non conteneva niente di prezioso: vestiti da lavare.
Tutti sono scesi dall’autobus e la mia valigia non c’era più, qualcuno l’aveva rubata.
Ma, mi sono chiesta, non era un po’colpa mia? Non mi sentivo quasi meglio, senza averla? Un po’ come quando non si hanno più scuse dietro cui nascondersi.
Finalmente ero libera da un peso: sì o no? Non si sa. Un po’ di panico per questa perdita l’avevo.
Un po’ di vergogna per essermene dimenticata, c’era.

Poi sono arrivata al lavoro, vestita con dei vecchi jeans a cui sono molto legata, ma che non sempre oso mettere, un po’ vecchi e fuori moda.
Una persona che lavora per il nostro ufficio (nella realtà), consulente, una molto energica nel lavoro e super-impegnata, prendeva la mia borsa e ci rovistava dentro, cosa che mi dava fastidio, però vedevo che dentro erano tutte cose vecchie, e c’era anche un vestito carino che metto spesso, che era accartocciato e pieno di terra.
Nella mia borsa c’era molta terra.
Così la consulente mi dice “Dai, dai, vieni fuori con me che andiamo a zappare l’orto”, e siamo uscite insieme da un ufficio futuristico (che non era il nostro reale ufficio, piuttosto sembrava un modernissimo appartamento a vetrate con vista dall’alto sulla città) per andare nell’orto.
Senza protestare ma senza gioire, l’ho seguita.

La mia indecisione, dicevo, perché chissà che significa la mia inespressività in questo sogno, il mio non saper da che parte stare. Mi consigliano di zappare, di darmi da fare? di coltivare qualcosa? E’ come se fossi imbambolata.

Ma dato che credo che nei sogni un po’ tutti gli elementi siano parte della nostra psiche, anche la consulente che mi esorta a coltivare sarà una parte di me. Come dire: “porta la parte energica di te al di fuori del tuo lavoro”? O come a dire di ripartire da zero sul lavoro, se voglio costruire qualcosa (?), impegnandomi a fondo e “zappando”?

O come dire che non mi sento adeguata in questo lavoro, che in realtà nella mia borsa c’è della terra, ci sono oggetti vecchi che stonano con quell’ufficio tanto moderno? beh questo non avevo bisogno di sognarlo…
Non so.

Tengo presente che qualcosa da coltivare c’è.
Intanto, oggi ho proprio bisogno di uscire dai soliti schemi, di trovare qualcosa di bello, qualcosa di artistico, di colorato, un soffio di vitalità!

 

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5 risposte a Sogno… Una valigia persa

  1. mattinascente ha detto:

    Hai mai pensato di cambiare lavoro? Con calma e ponderatezza, puoi iniziare a “guardarti attorno”. Pare che sia ormai inevitabile dovere lavorare tutta la vita (e anche su questo ci sarebbe da discutere …), però non è inevitabile dovere lavorare sempre nello stesso posto! C’è crisi, c’è difficoltà, eppure conosco almeno cinque persone, con qualifiche diverse, che hanno cambiato lavoro negli ultimi mesi. A volte ci ostiniamo a voler entrare da una porticina stretta, stretta e non vediamo che, di fianco, c’è un portone aperto che ci aspetta. Lascia la tua vecchia valigia per uno sgargiante trolley nuovo! (Anche solo avere un’idea di novità ti porrà in un’ottica diversa nell’affrontare le giornate). Un caro saluto.

    • auradiluna ha detto:

      Ciao…grazie per la nita di positività… Diciamo che son almeno 10 anni che vorrei cambiare lavoro! Ma ormai da qualche anno ho rinunciato al desiderio…almeno nella pratica! Però ti ringrazio per l’incoraggiamento, magari qualcosa cambierà! Un saluto cara

  2. tiptoetoyourroom ha detto:

    Qualcosa da coltivare c’è sempre; poi tu hai una bimba e quindi l’idea di far crescere qualcosa dovresti averla dentro.
    In ogni caso considera una cosa: se davvero ti metti a fare l’orto, poi non iniziare a rifilare i prodotti del tuo orto a vicini, conoscenti e tutti quelli che incontri! Da giugno sono diventata la vittima prediletta di quelli che fanno l’orto (mio padre in testa) e poi ti rifilano di tutto perché l’orto cresce, produce e non sai più dove mettere la verdura!! Io quelli che fanno l’orto inizio ad odiarli…
    Detto questo, buona settimana 😉

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