Orti e rami spezzati

L’altra mattina siamo andate a raccogliere qualcosa dall’orto di mio zio. A parte la quantità abnorme di mele e prugne cadute a terra (forse per i temporali), ho capito che lavoraccio dev’essere occuparsi di un orto e di un giardino con alberi da frutto… servirebbero giornate intere per raccogliere e sistemare tutto!

Noi ci siamo accontentate di alleggerire un po’ le piante di pomodori, melanzane, pere, fichi.. ma quanti ne abbiamo lasciati!!

La piccola, indovinate? era entusiasta, e si è subito ingolosita a vedere i pomodori ciliegini, ne avrà mangiai una decina! Troppo buoni!

 

Stamattina invece ci siamo limitati ad un giretto al cosiddetto “lago mare grande”, a raccogliere qualche ghianda, a fare esercizi di yoga (all’aperto è bellissimo!) e ad appurare i danni fatti dai temporali della scorsa settimana…

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In questi giorni di pausa, in cui sono a casa in attesa della sospirata vacanza in montagna, senza centro estivo, senza obblighi ma con tanto da sistemare… ci barcameniamo tra riposo, parco giochi, qualche amico rimasto a casa, visite alla nonna, visite mediche di mio marito infortunato… sembra quasi un’intercapedine nel tempo, dove bisogna fare tutto, ma con la dovuta calma che di solito non si ha.

Di solito in vacanza si mette “in pausa” il blog, e forse lo farò anch’io settimana prossima, ma quello che vorrei fare invece è scrivere, scrivere fino a notte fonda, e leggere! Ho ricordi di estati di lettura proprio nel giardino dei miei zii (dove c’è anche l’orto)… bellissimi momenti tra il caldo e i libri! come facessi con le zanzare e senza niente che ricordasse vagamente una piscinetta, non so… 😀

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2 risposte a Orti e rami spezzati

  1. emanuela ha detto:

    per me sono gli ultimi giorni in città, parto mercoledì. Mai come quest’anno sono pesanti….
    la cosa bella è che vado sulle MIE colline marchigiane, nel MIO paese di pietra e verde, lì dove sono radici e cuore.
    la cosa ancora più bella è che verrà Giulia con il suo compagno e con i miei due amori!
    E non vedo l’ora di portare Unai al fiume, insegnargli a prendere le rane con le mani( …sono maestra in questo…), portarlo in un piccolo , magico bosco e raccontargli la storia dei nanetti che ci vivevano. L’ho fatto per una vita con tutti i cugini ” piccoli”, ormai uomini e donne….che si perdevano cercando i cappuccetti delle ghiande….erano le scarpette dei nanetti!
    I miei bimbi hanno la fortuna di avere un grande giardino, la campagna dietro casa, il fiume lì vicino. Ma quella è la mia campagna, quella che vorrei dar loro in regalo,, le radici che vorrei trasmettere loro. E vorrei che, come la tua piccola, facessero merenda con i pomodorini appena colti.
    ..e poi anche io leggerò tanto. Come sempre, lì seduta davanti a casa, in quel meraviglioso cortile in pietra, con alberi ed alberi attorno….
    un abbraccio grande a te ed alla piccola
    Lela

    • auradiluna ha detto:

      Il paese di cui parli sembra proprio quello delle fate e dei nanetti! Nelle Marche, oltre che al mare, ero stata nella zona di San Severino e devo dire che mi era piaciuta tantissimo! Ti auguro il meglio da questi giorni vivi e caldi, in compagnia delle persone che più ami!! A presto 🙂

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