Viaggio dell’anima in monastero

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Erano anni che mio marito lo desiderava, che ogni autunno veniva ispirato dall’idea di passare qualche giorno nel silenzio e nella pace di un monastero.

Poi per un motivo o per un altro non era mai riuscito a prenotare, o a ritagliarsi i giorni giusti di vacanza.

Ma stavolta ce l’ha fatta, e ha trascorso quattro giorni in solitaria, in uno dei più gettonati monasteri, o almeno credo: il Monastero di Bose.

Spero che gli siano serviti questi giorni trascorsi in tranquillità e in silenzio, nelle fredde giornate e serate autunnali piemontesi, amante com’è delle stagioni fredde, al contrario di me. Questo tempo trascorso lì me l’ha descritto come scandito dai momenti di preghiera, che è la cosa fondamentale. Il resto è un contorno.

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“Bose è una comunità di monaci e di monache appartenenti a chiese cristiane diverse che cercano Dio nell’obbedienza al Vangelo, nella comunione fraterna e nel celibato. Presente nella compagnia degli uomini si pone al loro servizio.”

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Questo monastero non appartiene ad ordine religioso, ma i suoi membri provengono da diversi ordini, e sono sia uomini che donne, che spesso si presentano anche “in borghese” durante i pasti o durante il lavoro.
La loro chiesa è stata ricavata da una cascina – preferiscono non vengano scattate foto dell’interno e anche mio marito si è attenuto a questa richiesta – e questo mi dà l’idea di un luogo fresco, genuino, molto ispirante, dove le persone cercano davvero qualcosa.
Gli ospiti sono internazionali, e non è richiesto un vero pagamento per il periodo di soggiorno, ma una libera offerta in forma anonima.

Credo che ciò che offra sia un contatto con se stessi, la possibilità di riscoprirsi, nelle cene silenziose, nell’aiuto da dare in cucina, nella solitudine della propria stanza.
Nelle ore apparentemente vuote di attesa tra una preghiera e l’altra.

Dal sito del monastero copio queste parole:

“Il Maestro è qui e ti chiama (cf. Giovanni 11,28) e per udirne la voce devi far tacere le altre voci, per ascoltare la Parola devi abbassare il tono delle parole. Ci sono tempi più adatti al silenzio rispetto ad altri: nel cuore della notte, al mattino presto, alla sera… vedi tu secondo il tuo orario di lavoro, ma resta fedele al tempo e determinalo nella tua giornata una volta per tutte. Non è serio andare incontro al Signore quando hai un vuoto tra gli impegni da riempire con la preghiera come se il Signore fosse un tappabuchi. E non dire mai: «Non ho tempo!», perché così tu dichiari di essere idolatra: il tempo della giornata è al tuo servizio e non tu schiavo del tempo!”

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4 risposte a Viaggio dell’anima in monastero

  1. Catia ha detto:

    Io non ci sono mai stata ma tanti amici lo frequentano e lo descrivono come un luogo…. yogico dove davvero sperimentare l’unione con sè, con l’universo e con Dio.
    Ci devo andare prima o poi.
    Ma tuo marito ci ha partecipato da solo o con un gruppo?

    • auradiluna ha detto:

      Ciao! no, lui da solo, predilige la solitudine :D. nei week-end non ci sono particolari corsi o attività, però, mentre in settimana sì, ma lui era felice del silenzio e della solitudine! 🙂

  2. mattinascente ha detto:

    E’ tanto che vorrei provare un’esperienza simile. Mi attirava il monastero delle suore di clausura sull’isola di San Giulio, presso il lago d’Orta. Chissà, prima o poi …. Buona serata.

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