Guarire

Spero di essere in una fase di risalita da un momentaccio di influenze e malanni vari.
Il ponte di Sant’Ambrogio mi è stato fatale.
Febbre alta come da anni non ricordavo. Dolori, brividi.
Per fortuna ora è andata.
La piccola ha fatto una broncopolmonite brutta, e la scorsa settimana abbiamo fatto visita anche al pronto soccorso.
E ora purtroppo è la volta dei nonni.

Ieri per la prima volta sono uscita per fare un giro alle bancarelle di Natale. Un giretto veloce, da sola, dove mi sembrava tutto strano: uscire, respirare aria fresca, parlare con le persone! Anche se mi girava ancora tutto. La testa. Mi sentivo come un’aliena appena atterrata sul pianeta.

Ho incontrato anche un’amica che mi ha invitata a prendere una cioccolata al bar un giorno di questi, con le nostre bimbe (chissà quando potrò uscire con la piccola!!) e le ho detto “Mi sembra un sogno”.
Cioè la normalità, quella che a volte sembra una routine (quando sono nate le bimbe ci trovavamo al bar tutti i sabati mattina), quella che non penseresti mai che possa venir meno – uscire, camminare, parlare con la gente, occuparsi di qualcosa – improvvisamente può sembrare un lontano miraggio.
Basta un niente e il nostro equilibrio può essere spazzato via… Una febbre, sì, ma chi è seriamente malato questa normalità potrebbe non recuperarla più.
Tutto è sempre così relativo.

In questo periodo ci sono stati alcuni eventi negativi, tensioni con qualcuno, problemi con qualcun altro.
Forse il mio fisico ha detto basta, stop, sono malato.

Poi qualche volta succede una cosa minima che ti fa stare meglio.
Incontri un’amica, sogni una cioccolata al bar. Ricevi una telefonata da una parente, la senti così solare che ti contagia. Giochi con la piccola ed è così esplosiva!
Poi succede anche che arriva il sacerdote a benedire la casa. Premetto che io non vado mai in chiesa. Ma lui, il Don che ha sposato me e mio marito, ci ha presi in simpatia. Sarà per mia suocera che frequenta la Chiesa, non so. Non so spiegarmi il perché. Non ci vede mai, ma si ricorda perfettamente tutto di noi, dei miei parenti che abitavano in un altro paese e che era anche il suo paese.

Insomma, arriva, benedice la casa. Ci credete che invece della benedizione mi è sembrato che dicesse “Bidibi-bodibi-boo!”, come la fata madrina di Cenerentola. Puf, di colpo mi sono come risvegliata, ho sentito qualcosa di negativo che se ne andava via. Sono tre giorni che continuo a ripensare a quella scena.

fata_smemorina
Ok, forse sto guardando troppi cartoni animati 🙂

Però quanto mi è servito!
Oggi sarà un altro pomeriggio casalingo, con la piccola, credo che un’occhiatina a Cenerentola la daremo comunque…

 

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4 risposte a Guarire

  1. mattinascente ha detto:

    Abbiamo tutti tanto di bisogno di ricevere (e anche di dare!!!) una parola buona, far capire che esistiamo come persone … di una pausa. La “bacchetta magica” del sacerdote che vi ha fatto visita, forse, è proprio questo: dare un po’ di attenzione all’altro. Tanti auguri di buona guarigione.

  2. emanuela ha detto:

    dai tesoro, piano piano stai risalendo la china……ed è bello, in momenti un po’ duri, ricevere attenzioni, un saluto , un sorriso, piccoli raggi di sole che ci rischiarano un po’!
    un grande abbraccio a te e alla piccolina
    lela

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