Decisioni difficili

L’anno nuovo è iniziato così: sono caduta per strada, con la piccola in braccio.
Ma per fortuna non è successo niente. Ci siamo rialzate ed è filato tutto liscio, con un po’ di ghiaccio e qualche cerotto.
E già sapevo che l’anno sarebbe stato un anno di prove da superare.
Non era difficile immaginare quale sarebbe stata (o quale sarà) la prima.
Purtroppo è arrivato il momento, temuto e desiderato nello stesso tempo.
La questione riguarda la mia mamma.
Da tempo manifesta seri problemi di testa e di memoria, ed è sempre più difficile da gestire.
Col nuovo anno ci è giunta chiara la percezione che il tempo stringe e che bisogna attivarsi immediatamente.
Peggiora di giorno in giorno.

Dobbiamo inserirla al centro diurno anziani.
E se la malattia non ha ancora scalfito il suo carattere, non sarà cosa facile.
Ma, forse, l’ha scalfita, quell’impetuosa ostinazione che la contraddistingueva.

Per me e mia sorella è un momento difficile, ma, come dicevo, da una parte auspicato.
Dover prendere questo tipo di decisione è come una specie di lutto. Un lutto lento.
Sai che lei sta cedendo. Sai che non è più in grado di gestirsi da sola.
Lo sai che non è più esattamente quella persona che hai sempre conosciuto, e che tra sé e sé se ne rende anche conto, pur senza volerlo ammettere. A volte lo percepisci.

Si trova in difficoltà, la vedo come in una fitta giungla, dove cerca di dipanare liane e rami ma dietro ce ne sono altri. E tu non puoi fare nulla per farla uscire da lì. Solo aiutarla dall’esterno, ma ciò non la toglierà da quell’ombra in cui è scivolata.
Per fortuna o purtroppo, l’immagine che ho di lei è quella di quando ero piccola, fino alle elementari. Un’immagine idealizzata, che ogni giorno che la rivedo viene a scontrarsi con la triste realtà dei fatti.

Stanotte ho sognato che aveva gli occhi vitrei e che non mi sentiva. Che cercava di lavare qualcosa al lavandino,  ma sfiorava la saponetta senza mai afferrarla e io le ripetevo di prenderla ma lei non riusciva mai, senza accorgersene.
E che fuori da casa sua, dietro alle persiane chiuse, c’era un gruppo di ragazzine che chiedevano aiuto, delle adolescenti che scherzavano tra di loro ma che non stavano bene e aspettavano un aiuto. Mi sono chiesta il significato di questo dettaglio e ho pensato che forse rappresentano la me stessa di quel periodo. Forse avevo bisogno di un aiuto che non è arrivato. Chi lo sa.

Ora la questione è sbrigarsi a completare questo processo, in un modo o nell’altro, piaccia o non piaccia.
Ma sono serena. Non è una novità.
E’ una fase così.

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Decisioni difficili

  1. Emanuela ha detto:

    Momento doloroso, ti stringo forte, immagino quanto sia duro e difficile.
    Ti penso tanto e sono qua.
    Lela

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...