Vita interiore e poco altro

I cambiamenti dell’ultimo periodo mi hanno portato ad una certa chiusura, me ne rendo conto. Anche qui sul blog trovo più difficile scrivere. Da tempo ormai sono anti-social (no facebook, per intenderci), ora lo sto diventando forse ancora di più, nella vita reale.
Ci sono giorni in cui i contatti con gli altri mi creano semplicemente fatica. Poi ne seguono altri dove ne sono pienamente contenta e appagata, ma solo dalle amicizie vere.
Per il resto, provo spesso un senso di distanza.
Sarà l’età, sarà che a 40 anni e fritti inizi a capire chi sei e cosa vuoi davvero. Sarà che da tempo sono finiti i giorni in cui ero portata a socializzare e a circondarmi di cento persone diverse (si fa per dire). Ora sono come tornata all’infanzia: alla chiusura in me stessa e ad accettare chi sono, a differenza di prima.
Ho partecipato ad un seminario di yoga e meditazione domenica, tutto bene, molto bello, un grande ripasso e una nuova spinta di interesse verso lo yoga. Ma è sempre lì, il senso di non-appartenenza. Quella cosa che mi fa dire “Ok, grazie, ora preferisco continuare da sola”. Come quando alla materna mangiavo da sola nel tavolo da 6, più o meno.
Solo che là forse gli altri mi facevano paura in un certo senso, ora mi disturbano, spesso.
Comunque sia, sarà il periodo. Saranno le incomprensioni irrisolvibili a portarmi qui. Al chiuso di me stessa.
Sarà la difficoltà di superare i momenti in cui tua mamma non si ricorda il tuo nome e la vedi dispiaciuta. O quando la accompagni ad una visita ed è agitata perché non sa cosa succede.
Poi. Ieri il papà di una mia cara amica è andato in cielo… oltre al dispiacere per lei, mi ha ricordato molto la vicenda di mio papà, di quando se n’è andato.
Ci sono cose di cui non ti va di parlare o di condividere. Sai che non verresti capito.
D’altra parte, la voglia di stare con la mia piccola aumenta sempre più. Quanto vorrei poterle dedicare più tempo!
Succede spesso che nei pomeriggi liberi che ho, ci si incontra con qualche altra mamma e/o bambina… ma spesso mi pesa anche quello, vorrei proprio starci io e basta con la piccola!!Passerà, poi come sempre accade vivrò la fase inversa!!

Al seminario yoga si faceva riferimento alla pratica di Titiksha, nell’ambito del 5° passo di Patanjali (Pratyahara, ritiro dei sensi o interiorizzazione). Titiksha è proprio il momento del non-coinvolgimento, né da stati di euforia, né da stati di tristezza.
Il punto è proprio questo: il non farsi prendere dalla propria reazione, non tanto o non solo da ciò che ci succede nella vita. E’ la reazione quella con cui non vale la pena identificarsi. Ed è quello che vorrei raggiungere. La pazienza, la resistenza.
Da “Supercoscienza” – S. Kriyananda:

Titiksha

Titiksha 2

Trovo maggior gioia a stare dentro di me che non fuori.
D’altra parte, è vero che l’eccessiva solitudine non ha mai giovato. La giusta via di mezzo.
I valori più importanti di amore e amicizia, valori veri.
Lo yoga.
Che altro volere?
🙂

 

 

 

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