Una donna che “corre coi lupi”

Ieri stavo riguardando alcune fotografie “vintage”, cioè su carta stampata – quando ancora il digitale non si usava o non c’era – e in particolare stavo “rivivendo” i momenti della mia laurea. Anno 1998.
Presa da vari pensieri, del tipo: “Cos’ho fatto da quel momento fino ad oggi? ma non potevo scegliere un percorso diverso? Non avrei potuto prendere una specializzazione, fare un master? Non era meglio aver fatto un altro corso di laurea…?”, ho fotografato queste foto, quelle dove comparivano anche le mie compagne di università con cui attualmente sono in contatto, e le ho inviate sul nostro gruppo “Filosofia” di whatsapp, facendo notare che l’anno prossimo saranno passati VENTI anni da quei momenti (e, anno più, anno meno, anche dalla loro laurea).

Dopo un iniziale fiume di messaggi tra cui “Che schifo i miei jeans!” – “Ah, la tua borsa me la ricordo” – “Oh, ma perché io non ci sono nelle foto?” e via dicendo, l’ho sparata lì, non proprio yogicamente, la frase: “Stavo pensando che non ho combinato molto da allora” (lavorativamente parlando).
Qualcuno era perplesso, qualcuno mi ha seguito nella lamentela di vita “E io allora?” – “Ma tu hai preso anche la seconda laurea!” – dico io – “Ah sì, utilissima” dice lei… e via di questo passo.

Finchè alla fine ci ha pensato lei.
Lei è sempre stata quella un po’ dimessa del gruppo, quella che non era mai contenta di sé al punto di non dirlo nemmeno, al punto di deprimersi vedendo le nostre vite prendere la strada della famiglia, del matrimonio, in alcuni casi dei figli. E lei niente.
Lei che ha sempre avuto lo stesso lavoro da ancora prima della laurea, la stessa “vita” con i genitori. Da qualche anno però ha comprato casa da sola e probabilmente ha deciso che quella era la sua vita e che doveva prenderne in mano le redini.
Si è iscritta a un corso di ballo di cui pare essere entusiasta, e su wa manda foto di dolci e torte che sembrano “da pasticceria”, nonché parti di arredamento della sua nuova casa degne di una qualche rivista di design.

“Anch’io ho tanti rimpianti, ma il crogiolarsi in essi non serve!! Io non avevo problemi, me li creavo, e adesso evito persone che, nonostante l’età, mantengono questo atteggiamento mentale di menate! Io mi preferisco in tutto e per tutto adesso!”

E ha mandato una foto meravigliosa di lei in una discoteca, bella, raggiante, mentre balla con un 25 enne sorridente, probabilmente un compagno di corso, scrivendo ironicamente: “Perché ognuno ha il Macron che si merita!” 😀

Mi ha fatto davvero sorridere e ho pensato “Questo sì che è un riscatto di se stessi!” Essere soddisfatti della propria vita, per quello che si è!!
Ok, la mia era una considerazione/lamentela lavorativa, ma tutto fa parte di un certo modo di pensare. e mi ha pure consolata dicendo “Tu non hai menate, sono solo dei pensieri questi!”
Lei di certo ha abbandonato la vecchia se stessa per questa nuova e meravigliosa!

“Andate e lasciate che le storie, ovvero la vita, vi accadano, e lavorate queste storie dalla vostra vita, riversateci sopra il vostro sangue e le vostre lacrime e il vostro riso finché non fioriranno, finché non fiorirete.”
C. Pinkola Estés

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