Keith Haring con la piccola

Qualche tempo fa ero stata alla mostra di Keith Haring a Palazzo Reale, con una delle nostre “uscite aziendali”.
Questo artista mi ricordava molto la mia infanzia, ricordo benissimo di aver avuto alcune magliette che un pittore aveva regalato a me e a mia sorella, “copie” dello stile di Haring, realizzate con vernice fosforescente, oltretutto, uno dei simboli degli anni ’80.

In questo senso la mostra non mi aveva deluso: era stato come tornare ad avere 12 anni, tra il fluo, le radio portatili enormi, la televisione che iniziava ad essere imperante (in moltissime sue opere gli “omini” hanno una tv al posto della testa), filmati di ragazzi che facevano break-dance per strada.
Ma soprattutto la mostra colpiva per l’enormità delle opere, che coprivano pareti intere (non per niente era una sorta di “writer”).
E mentre la nostra abile e coinvolgente guida ci accompagnava in questo tuffo negli anni ’80, in “We are the world” , nella lotta per i diritti dei gay, nella lotta contro l’aids, mentre ci illustrava un sacco di cose di un artista che conoscevo solo superficialmente, mi era balenata l’idea di portare anche la piccola a vedere Haring!

Colori, colori forti, contorni netti, sagome semplificate, opere gigantesche, riferimenti ai fumetti come Topolino… mi sembrava perfetta! Quindi lunedì mio marito con la piccola mi hanno raggiunta dopo il lavoro e siamo andati alla mostra, fortunatamente quasi deserta (il lunedì è un ottimo giorno!!!)

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La piccola era totalmente entusiasta!
Intanto già l’idea della “gita” a Milano la divertiva tantissimo, poi quei quadri grandissimi, quei pannelli giganteschi, i soggetti a volte terribili (corpi feriti, funghi nucleari, mostri), a volte tranquillizzanti (la Madonna con Bambino, angeli, donne incinta) l’hanno assorbita completamente. E andava a spiegare tutto al suo papà che tentava invano di ascoltare l’audioguida 😀

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Alla fine del percorso ha voluto una cartolina del suo quadro preferito: la Medusa, che pietrifica se la fissi, così come fa anche la televisione!

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Il pomeriggio è stato stupendo!
Per noi è bellissimo vederla crescere, entusiasmarsi, capire la realtà e coltivare l’immaginazione!
E alla fine ci voleva ritornare! Chissà…

Vi lascio con We are the world… che ricordi della festa di fine anno di 1° media!

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