Chakra e biscotti

Il nostro quadro dei chakra sta procedendo, e, anzi, volge alla fine.
Intendiamoci, non l’abbiamo disegnato noi ma solo colorato.
Eppure l’effetto è così bello da rimanerne ipnotizzati. Ieri sera mi sono incantata lì a fissarlo per almeno 15 minuti. Ecco devo provare a vedere se funziona come tratak, la meditazione che si svolge fissando un punto, la fiamma di una candela, un’immagine.

Proverò 😀
Ecco dove siamo arrivate io e la piccola. Lei tra l’altro è bravissima a colorare!!

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Così mi è venuto in mente che nella parte di libreria di mio marito (cioè il 90% della libreria di casa) giace da anni un libro che è un classico del classici ma che non ho mai letto, almeno fino a ieri:

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Pensavo fosse un testo degli anni sessanta e invece ho scoperto che risale al 1917!! Ha 100 anni!!!!
La cosa me lo rende ancor più interessante. Proseguirò presto nella lettura!!!!!

Intanto, dato che ieri avevamo tutta la giornata a disposizione, abbiamo realizzato anche qualcosa di pronto uso e di tutt’altro genere: i biscotti con gocce di cioccolato dell’uovo di Pasqua. A scuola ci sarebbe stato il laboratorio di cucina mamme-bimbi per la festa della mamma…. ma la piccola era malata! più o meno abbiamo rimediato così:

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E per la prima volta la piccola li ha mangiati (le altre volte erano senza cioccolato!!!!!!!).
Speriamo che recuperi….

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L’amico di notte

Ultimamente mi capita di svegliarmi di notte, per un rumore, un suono, un sogno, un dolore da qualche parte, e di non riuscire più a riaddormentarmi.
Stanotte la sveglia è stata alle 2,30 e non c’è più stato verso di dormire.
E, come quasi sempre in questi casi, ho cercato il mio amico-di-notte, come da qualche mese (o anno) lo soprannomino nelle ore notturne.
Di chi sto parlando?
Di Tiziano.
Terzani.
Di notte posso leggere solo lui.
Anche libri già letti, anche brani a caso.
Per fortuna il libro che sto leggendo in questo periodo, in e-book, è suo: Un’idea di destino.
Terzani mi tiene compagnia di notte. E di notte lo riscopro diverso, si vede che le mie onde cerebrali, diverse da quelle diurne, meglio si accordano con la sua scrittura.
Di notte mi accorgo di un sacco di dettagli che di giorno mi sfuggono.
Lo sento proprio come un amico – starò impazzendo? – e mi piace un sacco leggerlo nel silenzio assoluto della casa (o degli alberghi in vacanza d’estate dove mi è successa la stessa cosa), nel buio e nella calma.
Mi conforta, mi sembra che anche lui sia sveglio a quell’ora, a tenermi compagnia.

Dopo la lettura ho acceso la lampada di sale, una candelina e ho steso il tappetino per una pratica yoga di una mezz’ora con alcune asana dal libro Raja Yoga (Ananda Edizioni), e poi meditazione.

Poi con calma ho ripreso le normali attività quotidiane, ho svegliato anche la piccola, e alla fine… non ho fatto in tempo a far colazione a casa!

La prossima volta dovrò svegliarmi all’1! 😀

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Pomodoro, Pero e vita quotidiana

La prima boccetta di essenze è terminata. Si trattava dell’essenza di fiori di pomodoro. Conosco da anni queste essenze, e svariate volte le avevo utilizzate, ma solo ora sto seguendo un mini percorso su misura per me.
Può darsi che sia tutto un effetto placebo, ma in verità non credo che esista l’effetto placebo! cioè se un bicchiere d’acqua creduto miracoloso ottiene l’effetto desiderato (cioè di tirar fuori le tue caratteristiche migliori, la tua forza interiore, le tue risorse), allora ha funzionato! E al di là di questa considerazione, credo davvero che siano essenze vibrazionali.

Tutto questo per dire che mi sento molto più forte e coraggiosa. Mi sento davvero più presente e mi sembra di subire meno le situazioni e forse di barcamenarmici meglio.

Con la piccola stiamo cercando di passare il tempo insieme facendo qualche piccola attività come cucinare o disegnare.
E’ interessatissima alla cucina (al contrario di me, per fortuna!) per cui ci vuole sempre aiutare in tutto. Per il 25 aprile e anche per il 1° maggio abbiamo sfornato dei piatti per pranzi e cene con amici, e lei è stata davvero la protagonista!
E anche se da un lato bisogna starle dietro ovviamente, dall’altro è bellissimo insegnarle qualcosa e vedere con quale entusiasmo impara a fare tutto. Che poi è contagioso!
Le ho fatto usare anche la mezzaluna e ha girato col cucchiaio il soffritto che andava su fornelli accesi… mio marito tra un po’ mi denuncia… 😀

Dopo ore passate a preparare la lasagne (che poi non ha nemmeno assaggiato…vabbè…) avrebbe voluto altre cose da cucinare! “Abbiamo cucinato per ore… ma io vorrei cucinare ancora!!”
Ecco un assaggio dei piatti:

Lasagne al radicchio (radicchio, besciamella, ricotta di pecora e parmigiano)

Muffin con colomba avanzata e uovo di Pasqua spezzettato (con latte ma senza uova per non appesantirci troppo)

Uova sode e pasta fredda (basilico, pomodorini, olive taggiasche e tonno, ricetta da la cucina imperfetta, devo aver già postato la stessa ricetta)

Ora poi mi aiuta anche in altre attività domestiche, come rifare il letto e piegare i panni stirati 🙂

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Stare con lei mi distende i nervi, nonostante i momenti di impegno e quelli suoi di capriccio (le sto mettendo le gocce di pero sui polsi, come se fosse un profumo! il Pero è l’essenza per le emergenze e per la pace, glielo spruzzo anche in camera con uno spruzzino e un po’ di acqua). E’ molto calmante e positivo stare con lei.
Vorrei trasmetterle fiducia in se stessa e nelle sue capacità, la serenità di un ambiente familiare tranquillo, ma soprattutto vorrei riuscire a gestire in maniera positiva i momenti di tensione e i cosiddetti capricci. Già siamo migliorati!

Ieri poi ci siamo date ai colori, ai sabbiarelli, e a colorare una cosa speciale “della mamma”, da fare poco per volta e che una volta finita verrà appesa in casa…

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Nel come gestire il mio rapporto con la mia bimba, mi aiutano e incoraggiano sempre i video di Roberta Cavallo di bimbiveri. Sento una grande pace ascoltandola, mi trovo davvero d’accordo con lei, riesce a colpire nel segno e a sviscerare i miei dubbi, nonché ad aprirmi spesso gli occhi.

 

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Un percorso di essenze

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Da tempo sento un certo disequilibrio interiore, fatto di tante piccole cose, un filo di ansia, un senso di limitatezza, di impotenza, di incapacità…
Le situazioni esterne mi stavano travolgendo in certi momenti, ma soprattutto avevo (ho?) perso un po’ il sorriso. Vivo tutto sotto l’egida del “dover fare” e dell’angoscia.

[…e che ansia!!]

A Natale mi era arrivato un regalo: una consulenza di essenze.
Tra i vari impegni, i momenti sbagliati, il trovare tempo, siamo finiti ad aprile. Sento che adesso il momento per un cambiamento in positivo, per me, è favorevole.

Così, oggi ho iniziato il mio percorso a base di essenze “yogiche”.
Sono essenze floreali, che aiutano a far emergere le qualità positive attraverso una stimolazione vibrazionale.
Insomma, dal consulto che mi è stato fatto,  ho iniziato dalla cosa più urgente per me: il pomodoro.
Aiuta la forza mentale e ad avere coraggio nell’affrontare le situazioni e le sfide.
Seguiranno il fico (flessibilità e auto accettazione), la lattuga (calma) e infine la meta a cui tutto è finalizzato: l’uva, cioè amore, amore divino, apertura del cuore, devozione.

Prendo questo piccolo percorso che mi accompagnerà per un mesetto (circa 40 giorni, come la quarantena!) come un momento di concentrazione su me stessa, sul mio benessere mentale e spirituale, sul ri-centrarmi.
Un tempo di rilassamento interiore, per raggiungere la carica giusta per continuare in maniera più positiva.

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La piccola e nuovi interessi

La piccola sta diventando grande.
Anzi, a chiederlo a lei, è “mezzana”, dato che alla materna si chiamano così i bambini del 2° anno.
E spesso gioca alla bambina piccola: Stellina, che è una bambina di 2 anni che ha appena imparato a camminare e a parlare e ogni tanto vuole ancora il latte della mamma, e che dorme a casa dei nonni “Forno” (la nonna) e “Bottiglia” (il nonno) in attesa che i genitori “Cuoricino e Cuoricina” tornino a riprenderla. Ah, ha anche un fratello maggiore immaginario, Roberto (i nonni e i genitori siamo io e mio marito).
Poi c’è “Chiara Gialla” che porta sempre un cerchietto giallo con un fiocco, che ha 3 anni e non parla ancora bene al 100%.
I personaggi però sono moltissimi: a volte è la maestra, a volte una mamma (e io la malcapitata figlia piccola), a volte è qualche animaletto.
Poi fa la detective, risolve casi difficili, trova cose introvabili, con la torcia e la lente.

Ma la cosa bella è che il suo ultimo interesse “televisivo”, o meglio, sul tablet, non sono i soliti cartoni animati o canzoncine. No. Sono dei documentari.
Mamma, se a tavola mangio tutto posso vedere una cosa che inizia con la d.?”
“…??”
“Il ducumentario! daai, posso? posso, per favore?”
Vi immaginerete storie di animali, insetti, fiumi… no, lei vuole i documentari sui buchi neri.
Una volta siamo capitati a guardare canzoncine per imparare i nomi dei pianeti, e da lì ai dUcumentari veri il passo è stato breve. I buchi neri la attirano tantissimo. A volte canta “buco nero! buco nero!!”.
Così ora, conosce i pianeti con le loro caratteristiche, la Via Lattea, i buchi neri (“…come si chiamavano? cicciotti??.. ah no, supermassicci! 😀 ), i buchi bianchi, e abbiamo fatto anche l’esperimento con la famosa torcia della detective e una pallina per simulare l’alternanza giorno-notte.
Ora vuole sapere chi è Galileo.

😀

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Mettere ordine ai pensieri

E’ difficile mettere ordine fra i pensieri.

Per la maggior parte del tempo, navigo fra onde di idee, pensieri e stati d’animo diversi fra loro e spesso ingestibili.
E così come non riesco a mettere ordine ai pensieri, trovo spesso difficoltoso vivere serenamente. Una cosa si riflette sull’altra.
Ricordo che a 14 anni mi si diceva “hai già i problemi esistenziali?” e cosa fossero questi problemi esistenziali non lo capivo. Quasi come fossero una prerogativa degli adulti, poi.
Ora, non so se posso definirmi adulta a 43 anni – così parrebbe – ma forse mi sono fatta un’idea di questi problemi esistenziali: menàte da cui non riesci a uscire, detto banalmente (Vritti?)
E forse è proprio lì che sono finita. E, pur sapendolo, non è comunque semplice uscirne. O meglio… non tutti i giorni. Il desiderio di qualcosa di migliore è sempre dietro l’angolo a logorarti l’anima e a rendere triste il tuo viso.

Sono quasi tornata indietro ultimamente, non dico ai 14 anni e alle crisi adolescenziali, ma all’epoca del pre-yoga, cioè quando vivevo senza un perché. Senza sapere dove andare a parare.
Ora ho qualche strumento in più, eppure a volte la vita ha la meglio su di me, i soliti pensieri sono in agguato, i soliti solchi mentali, le solite menate tanto care a cui aggrapparsi.
Invece no, basta!

E’ ora di riprendermi la mia vita, di fermarmi e fare silenzio. Un silenzio rigenerante. Basta col farmi prendere dal mondo, dai suoi tira-e-molla. A che gioco giochiamo?

La mia forza è nel silenzio.

Spesso mi sono chiesta: ma io, in tutto questo vai di qua, corri di là, organizza questo, fai l’altro… io, dove sono? in tutto questo? o in nessun posto?
Quali sono le cose davvero importanti?

Certe volte mi sembra di vivere in apnea. Entri in un turbinìo di cose da fare, che quasi non hai il tempo per respirare. Ma poi, perché prendere tutto con affanno? Tra due anni, cosa mi ricorderò? L’affanno? Quali sono le cose che vorrei ricordare?
Cosa mi rimarrà di questi anni, se non mi fermo a chiedermelo?

In fondo, tutto dipende da me.

 

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In auto a Monaco

La scorsa settimana sono stata Monaco di Baviera per lavoro.
Tralasciando gli aspetti lavorativi della questione, la cosa diversa dal solito almeno per me, è stato il viaggio “on the road” diciamo, in auto.
Con “ben” due itinerari diversi: all’andata attraverso il passo del Brennero, al ritorno dalla Svizzera.
Nonostante sentissi la mancanza della piccola, la pesantezza dell’ambiente di lavoro (dove comunque ho colleghi divertenti e amichevoli), è stato un grande diversivo di 4 giorni.
Intanto, abbiamo fatto una sosta a Bolzano che è sempre carina da rivedere…

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Arrivando poi a Monaco, mi sono dilettata un po’ con foto “a caso” dal finestrino…

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Poi, nelle poche ore libere, ho potuto girare in lungo e in largo il centro storico della città…

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Qualche difficoltà con le cene (è quasi tutto a base di carne e i pochi formaggi che ho avuto la sventura di provare erano terrificanti)…

Ed ecco poi il viaggio di ritorno attraverso la Svizzera, molto più panoramica che non la strada per Innsbruck…

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Non ho visitato niente in particolare, essendo in trasferta di lavoro e non per motivi turistici, ma ho trovato carino il centro città, anche se sembra, o è, tutto nuovo e ricostruito, anche se le vie principali sono costellate delle solite grandi catene di abbigliamento o di negozi “pesanti” di souvenir. Carino il mercatino con street food, il centro con grande vita anche di sera, ecco forse il tasso alcolico medio tende ad essere alto… così come la frequenza di scolaresche italiane e spagnole in gita.
Diciamo che comunque alla fine ero contenta di essere tornata a casa 😀

Ecco però cosa mi manca di più: il miele a colazione, direttamente dall’alveare!

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Primavera

Ben arrivata primavera, anche nel nostro giardino!
E’ proprio  un periodo di rinnovamento, quello che mi serve!

E abbiamo anche festeggiato a casa il 77° compleanno della nonna (mia mamma)…

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…Peccato solo per l’ennesima malattia della piccola :////

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Vita interiore e poco altro

I cambiamenti dell’ultimo periodo mi hanno portato ad una certa chiusura, me ne rendo conto. Anche qui sul blog trovo più difficile scrivere. Da tempo ormai sono anti-social (no facebook, per intenderci), ora lo sto diventando forse ancora di più, nella vita reale.
Ci sono giorni in cui i contatti con gli altri mi creano semplicemente fatica. Poi ne seguono altri dove ne sono pienamente contenta e appagata, ma solo dalle amicizie vere.
Per il resto, provo spesso un senso di distanza.
Sarà l’età, sarà che a 40 anni e fritti inizi a capire chi sei e cosa vuoi davvero. Sarà che da tempo sono finiti i giorni in cui ero portata a socializzare e a circondarmi di cento persone diverse (si fa per dire). Ora sono come tornata all’infanzia: alla chiusura in me stessa e ad accettare chi sono, a differenza di prima.
Ho partecipato ad un seminario di yoga e meditazione domenica, tutto bene, molto bello, un grande ripasso e una nuova spinta di interesse verso lo yoga. Ma è sempre lì, il senso di non-appartenenza. Quella cosa che mi fa dire “Ok, grazie, ora preferisco continuare da sola”. Come quando alla materna mangiavo da sola nel tavolo da 6, più o meno.
Solo che là forse gli altri mi facevano paura in un certo senso, ora mi disturbano, spesso.
Comunque sia, sarà il periodo. Saranno le incomprensioni irrisolvibili a portarmi qui. Al chiuso di me stessa.
Sarà la difficoltà di superare i momenti in cui tua mamma non si ricorda il tuo nome e la vedi dispiaciuta. O quando la accompagni ad una visita ed è agitata perché non sa cosa succede.
Poi. Ieri il papà di una mia cara amica è andato in cielo… oltre al dispiacere per lei, mi ha ricordato molto la vicenda di mio papà, di quando se n’è andato.
Ci sono cose di cui non ti va di parlare o di condividere. Sai che non verresti capito.
D’altra parte, la voglia di stare con la mia piccola aumenta sempre più. Quanto vorrei poterle dedicare più tempo!
Succede spesso che nei pomeriggi liberi che ho, ci si incontra con qualche altra mamma e/o bambina… ma spesso mi pesa anche quello, vorrei proprio starci io e basta con la piccola!!Passerà, poi come sempre accade vivrò la fase inversa!!

Al seminario yoga si faceva riferimento alla pratica di Titiksha, nell’ambito del 5° passo di Patanjali (Pratyahara, ritiro dei sensi o interiorizzazione). Titiksha è proprio il momento del non-coinvolgimento, né da stati di euforia, né da stati di tristezza.
Il punto è proprio questo: il non farsi prendere dalla propria reazione, non tanto o non solo da ciò che ci succede nella vita. E’ la reazione quella con cui non vale la pena identificarsi. Ed è quello che vorrei raggiungere. La pazienza, la resistenza.
Da “Supercoscienza” – S. Kriyananda:

Titiksha

Titiksha 2

Trovo maggior gioia a stare dentro di me che non fuori.
D’altra parte, è vero che l’eccessiva solitudine non ha mai giovato. La giusta via di mezzo.
I valori più importanti di amore e amicizia, valori veri.
Lo yoga.
Che altro volere?
🙂

 

 

 

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Gita all’Acquario

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Lo scorso week end stranamente c’è stata una concatenazione di eventi per cui: mio marito non lavorava, la piccola non era malata, idem per la coppi a di amici con bimbi con cui eravamo, e per giunta c’era anche il sole!
Così ci è venuta l’idea dell’Acquario di Genova.
Spero tanto che la mia amica Lela mi perdonerà per esser andata a Genova senza incontrarla, ma certamente ci tornerò per vedere la città e magari ci potremo vedere con calma e senza pesci di mezzo 🙂

Siamo stati all’Acquario, dicevo, che ha visto la mia piccola esaltatissima, col suo amico di sempre poi erano davvero irrefrenabili! Anche noi grandi l’abbiamo apprezzato, anche se un pochino di tristezza ci è venuta pensando allo stato di cattività in cui vivono quegli animali. Mi son detta però che al di fuori di quel luogo non sopravviverebbero ormai, e anzi addirittura c’era una tartaruga marina recuperata dal mare con il carapace ferito, che stazionava lì provvisoriamente fino al completo recupero.
Insomma, la giornata è stata molto positiva, e davvero per noi è quasi  una rarità essere tutti e tre insieme per un giorno intero e poterci dedicare a qualche gita.

Il periodo appena passato è stato duro per tutti, tra malattie della piccola e stato di salute della nonna… per non parlare del mio umore peggiorato.
Invece ultimamente mi sento meglio.
Ho bisogno di pensare e vedere le cose belle, di aggrapparmi a ciò che mi da un po’ di gioia: le amiche, la mia famigliola, la tranquillità da ricercare. Lo yoga è sempre lì, ma mi sento un pochino… apatica ecco. Spero di ritrovare la voglia.
Intanto mi riguardo qualche foto di Genova… mi manca molto il vedere la città però (dopo 3 ore di acquario non ce la siamo sentiti di portare i bambini in città, non avrebbero retto…).
[E mi chiedo: perché ogni posto mi sembra migliore di Milano??? poi va a finire che torno a casa col nervoso!!! :D]

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