settembre

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Di solito settembre è il mese in cui tutto ricomincia.
Per alcuni un nuovo ciclo di studi, per altri nuovi progetti lavorativi, le vacanze ormai concluse…
Per me inizia doppiamente perché questo mese segna anche la mia… nuova età.
E quest’anno ne sto sentendo il peso, dei… 44!

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Perciò sono già partita con una serie di buoni propositi che comprendono un’alimentazione migliore, esercizio fisico e yoga, meditazione, viaggi spirituali, week-end energizzanti nella natura, letture appassionanti, alzarsi presto al mattino e sfruttare anche le ore serali.
Cioè neanche a Capodanno faccio così tanti propositi.
Tanto più che mi ero fatta il proposito di non fare nuovi propositi per il 2018 (certe volte mi sento come Paperino)!
Il punto è che volenti o nolenti, abbiamo tutti dei desideri.
Qui ne ho scritti solo alcuni, ma poi c’è tutto quello che riguarda la famiglia, il lavoro, il futuro. E’ impossibile non sognare qualcosa di migliore, e per farlo non si può far altro che partire da se stessi.
Domani ci sarà l’open day di un nuovo centro yoga e credo che parteciperò, si sa mai di trovare un modo per “incastrare” un corso yoga nella mia settimana…
Inoltre, mio marito e la piccola per il mio compleanno mi hanno regalato un week-end di yoga, che spero proprio di utilizzare presto… Vorrei ripartire proprio da lì.
Ho iniziato poi un libro di Steiner (un insieme di sue conferenze) che mi sta abbastanza piacendo:

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La piccola ha iniziato il terzo anno di scuola materna, stranamente con calma e tranquillità.
Per la prima volta non ci sono pianti o scenate al mattino (almeno… questa settimana!).
E’ felice di stare con le sue amiche.
La scuola quest’anno propone ai bambini dell’ultimo anno un test cognitivo per valutare le competenze di base raggiunte in vista della scuola elementare dell’anno prossimo. Sottoporranno i bambini al test a ottobre e valuteranno eventuali aree critiche su cui lavorare tutto l’anno e poi a maggio ripeteranno il test per verificare l’efficacia del lavoro fatto.
Mi sono informata su questo test (una mia amica l’ha anche comprato) e ho scoperto che è stato redatto dalla mia correlatrice della tesi. Una persona che ho conosciuto e stimato.
Detto questo, ho negato l’autorizzazione al test.
So già che non sopporterò tanto la scuola elementare (e spero vivamente di sbagliarmi!!!), ma non ho intenzione di partire anche alla materna con le prove.
La maestra è rimasta un po’ lì, senza parole. Non so, forse sarò l’unica?
Io non discuto dell’utilità o meno del test (serve anche per prevenire eventuali disturbi di apprendimento), ma “di pancia” non lo sento appropriato per la piccola.
Penso anche che essendo in così rapida evoluzione, cambieranno moltissime cose dai 5 ai 6 anni, e non mi va che la sottopongano a un test che mi sembra lungo (anche se magari sarebbe fatto come gioco, non so… presumo!) per poi martellarla su qualcosa che magari di suo non ha ancora sviluppato.
Lo scorso anno mi è sembrato un po’ stressante per lei, vorrei che almeno il terzo fosse  sereno e giocoso.
E poi ci aspetta la prova del corso di danza, anzi “giocodanza” 🙂

Il mese di settembre è sempre un periodo di passaggio per me, l’aria frizzante che inizia lentamente a farsi sentire mi riporta da un lato ad essere più interiorizzata in qualche modo, che non durante il caldo afoso di agosto.
Mi sorge la voglia di fare qualche gita in collina a guardare la natura ingiallire, al mare che tra poco sarà deserto e più vivibile…
Però una cosa per volta.
Un respiro per volta.

 

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Estratto manìa

 

Una sera mio marito torna a casa con il famigerato estrattore di succo.
Da settimane me ne parlava, e alla fine si è deciso a comprarlo.
Io non sapevo bene cosa fosse e lo paragonavo alla centrifuga, invece l’estrattore è ben diverso: estrae a freddo dividendo la fibra dal succo.
E che succo!! Perfino la piccola, che comunque per ora non molla i suoi succhini del brick, ha detto che i succhi “del papà” sono mille volte più buoni.
Ora ci stiamo informando meglio, anche grazie a questo libro:

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Sono solo all’inizio della lettura, ma posso dire che mi sta convincendo!
L’autore sostiene che estraendo i succhi di frutta e verdura, non vengono alterate le sostanze nutritive che li compongono, e bevendo l’estratto (rispetto a mangiare il frutto intero), si ha a disposizione direttamente l’energia che serve al corpo senza dispendio della stessa per la digestione delle fibre.
Sottolinea però che le fibre sono indispensabili per l’intestino e quindi consiglia comunque di mangiare anche i frutti interi, soprattutto verdure crude e insalate, ma questo apporto nutritivo dato dagli estratti sarebbe una sorta di “salvavita”.
Beh, insomma, approfondirò l’argomento!
Ma ora siamo nella fase novità, per cui, anche se poi bisogna subito lavare per bene tutte le parti ogni volta, solo domenica abbiamo fatto tutti questi succhi:

  • sedano, carota, mela, zenzero (per me a colazione)
  • arancia, mela, pesca (2 volte)
  • fragole, lamponi, more, mela
  • mela e limone
  • anguria, pesca, limone
  • carota, uva, mela, zenzero

Ci è scoppiata la mania!!!
(e al lunedì avevamo già finito la frutta/verdura comprata sabato!)

 

 

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Memo d’estate

Di questa estate mi voglio ricordare…. il tempo ritrovato, la calma, il sentirsi riposata, il leggere un libro, lo stare insieme noi tre, le risate della piccola sulle giostre, i tuffi coi braccioli nel mare in Romagna, il suo cadere in piscina mentre giocava “a Paperissima”, le serate in spiaggia, l’entusiasmo nel lanciarsi sulla carrucola in montagna, il gattino in affido di mia sorella e infine… il gattino della piccola che è arrivato l’altroieri!!

Lo stare con le amiche, le (pochissime) uscite serali, la cuginetta neo-arrivata, la nuova badante di mia mamma, il poter gestire le cose con un po’ di calma anche grazie a mio nipote ormai “grande”, la notte bianca in paese con fuochi artificiali, la processione con fiaccolata sul fiume Ticino a Ferragosto.
Le gite che abbiamo fatto a Leolandia, al parco della Preistoria, a Cowboyland e come sempre al fiume Ticino (di giorno).

Purtroppo non sono mancati momenti tristi come la perdita di un caro zio. E ancora una volta ho fotografato la città (in occasione ahimè del funerale) di mio papà, rintracciando la sua casa natale.

La montagna, Folgaria-Lavarone-Luserna

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Qualcosa del mare, Pinarella di Cervia

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Processione di Ferragosto

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…e dulcis in fundo… il nostro gattino Fiocco!

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Un morso di Luna

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La sera del 7 agosto c’è stata l’eclissi parziale di Luna. Nonostante ne avessi avuto già notizia, nonostante i remind della mia amica Tiptoe, quella sera stavo beatamente seduta sul divano, quando la piccola, voltandosi verso la finestra, ha gridato: “Mammaaaa! La Lunaa!!”

Lo spettacolo dal nostro balcone era davvero stupendo. Siamo corsi fuori tutt’e tre ognuno con un aggeggio diverso per fotografare, e strillando. Certo che il vicinato ci prenderà per dei pazzi, dato che solo qualche giorno prima eravamo tutti esaltati per un doppio arcobaleno dopo il temporale!

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I giorni al mare sono stati riposanti, per quanto possibile stando dietro alla piccola, che comunque si era creata un gruppo di amichette con cui giocare in spiaggia, fare castelli di sabbia e i tuffi in mare (col papà che doveva fare da animatore hihihi).

Ora, a vacanze finite, stiamo bene anche a casa (almeno finché io non ricomincerò a lavorare). I giorni sono caldi, ma, come sempre in estate, sento nell’aria quel qualcosa che mi ricorda la mia infanzia. Quel cado torrido di quando no c’era l’aria condizionata, quel giallo dei campi di grano, il frinire delle cicale…
Sono una nostalgica.
L’altro giorno in cantina da mia mamma ho trovato altri scritti di mio zio. Quanto mi manca sempre! Magari un giorno ne scriverò uno qui.

Ora però la vita continua… soprattutto perché la piccola oggi compie ben 5 anni (di già…) e ieri siamo andati a conoscere il gattino che arriverà a casa nostra settimana prossima e che sarà il suo “regalo”… 🙂

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Cielo alle 18

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Il cielo alle 8

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Stamattina, il cielo.

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Zagorino

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Questo tenero e furbino micino è Zagor.
E’ il gattino di mia sorella, che abbiamo avuto “in affido” per qualche giorno, durante la sua assenza.
Ci siamo subito affezionati tutti a lui, e ora che è tornato a casa sua ci manca molto. Apriamo la porta, rientrando a casa, e non troviamo nessuno ad aspettarci.
Di mattina, nessuno che miagola.
Di sera, nessuno che ci tenda un agguato!
La piccola era entusiasta (anche se a volte impaurita dai suoi graffi!)
Quello che la piccola non sa, però, è che per noi è stata un po’ una “prova” per vedere come andava con un gatto in casa… dato che abbiamo intenzione di prenderne uno nostro, come regalo di compleanno per per i suoi prossimi (imminenti direi) 5 anni!
L’abbiamo già “prenotato”, e tra qualche giorno andremo a conoscerlo…
Sono sicura che sarà felicissima e soprattutto gioverà a tutti avere un “piccolino” per casa 😀

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Dopo una vacanza in montagna

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La scorsa settimana siamo stati in Trentino per qualche giorno di vacanza.
E’ stato rigenerante, lunghe camminate e bei paesaggi, aria pulita, sole e vento, fiori di campo, acqua fresca dalle fontane di paese, mio marito felicissimo (ama oltremodo la montagna) e poi la piccola, che ha camminato tantissimo fino ai rifugi e alle baite, e si è sfogata sui giochi di un parchetto gigantesco.

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Spero di mantenere il ritrovato equilibrio e di rimettermi in sesto “mentalmente”, di tornare a quella che definirei normalità, senza prendermela troppo per le situazioni, e alleggerendomi un po’ il morale, che era sempre pesantemente a terra.

Ho iniziato a leggere un nuovo libro, La lista di Lisette, di Susan Vreeland, che già dalle prime pagine mi sta facendo riflettere su un mondo d’altri tempi, dove ancora non esisteva nè la tv né i moderni agi (ad esempio non tutte le case erano dotate di servizi igienici!!) e gli artisti (nella Parigi di inizio ‘900) assumevano un valore diverso da quello che hanno oggi, probabilmente. Dipingevano usando polveri da impastare, vera ocra, e creare una cornice di legno era un’operazione artigianale e non sempre così scontata. Insomma… sono contenta di aver iniziato un libro che mi faccia sognare un po’ e immergermi in un altro mondo!

Tornando a noi… forse prenderemo un gattino alla piccola! Non abbiamo ancora deciso al 100%, ma magari questo piccolo grande cambiamento ci farebbe bene, oltre a rendere lei stra-felice.
Avrei bisogno di tempo per me, per scrivere, per tenere un diario cartaceo, per interessarmi a qualcosa, per respirare. Per non limitarmi a sopravvivere correndo dietro alle cose che bisogna fare.

In questi ultimi mesi mi sono sentita tirata e strappata da più parti, continuando nella certezza che lo stato di ansia che la situazione mi generava sarebbe prima o poi sparito, ma sopportandolo di giorno in giorno. Sempre nervosa, sempre seriosa, sono arrivata ad oggi.

Quello che mi serve è una marcia in più per ripartire, una forza da trovare dentro me stessa. Da nessun’altra parte potrei cercarla.

Mi piacerebbe ritrovare una duratura calma, e mi sembra per qualche momento di stare andando verso la giusta direzione.

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Seguire un genitore anziano

Alla fine non ha funzionato molto bene con la badante.
Tra alti e bassi (più bassi che alti), ci stava rovinando l’esistenza e l’abbiamo sostituita.
La nuova inizierà tra una settimana, e stavolta dovremmo (spero!!) andare sul sicuro, dato che ha lavorato per 2 anni dalla nonna della mia amica e quindi è più che referenziata.
L’ho vista ieri e mi è piaciuta molto, solare, sorridente, con voglia di fare. Stavolta non moldava ma ucraina.

Con mia mamma però, mi sembra che tutto vada peggio. I suoi problemi di demenza mi sembrano acutizzati. Se da un lato il suo carattere spinoso si è ammorbidito, dall’altro non è più lei, purtroppo.
Nulla sembra interessarle, fa fatica a fare qualsiasi cosa, ma soprattutto ha iniziato a non parlare. La conversazione con lei è difficilissima, quasi inesistente.
Ora non risponde nemmeno alle domande semplici che presuppongano un “sì” o un “no” come risposta. Se le rivolgo una domanda, non ha nessuna reazione. Gliela ripeto: niente. Alla fine alzo un po’ più la voce e le chiedo: “Puoi dire sì o no?” e al massimo dice: “Ma cosa devo dire?” oppure “Eh… sì!”.
Non si capisce cosa pensa.
Altre volte invece, pare non seguire i discorsi degli altri e invece ad un certo punto interviene con una frase azzeccata. Vallo a capire.

Ad ogni modo, in famiglia cerchiamo di tenerla attiva: aiutare nelle piccole faccende di casa come apparecchiare, stendere i panni, rifare il letto (anche a casa mia!), fare passeggiate (è sempre stata molto, molto sedentaria), quando viene da me le faccio leggere ad alta voce qualche storia scritta a caratteri grandi. Un’altra attività è colorare, le do qualche libretto della piccola di quelli dove su una facciata c’è il disegno “modello” e sull’altra lo stesso disegno ma solo con i contorni, e lei si impegna molto a riempire tutti gli spazi con gli stessi colori (che non sempre riconosce).
Un altro esercizio, ma difficilissimo per lei, è disegnare di sua iniziativa. Se qualche mese fa aveva ancora questa capacità figurativa, immaginativa, ora non più.
Riesce a ricopiare dei disegni ma non a crearne uno da sola. Confonde il disegno con le parole scritte: ieri le ho chiesto di disegnare una casetta e lei stava per scrivere la parola “casetta”. La sua difficoltà è proprio di immaginazione.
Oppure le facciamo fare qualche crucipuzzle e mia sorella si azzarda anche con le parole crociate.
Le abbiamo comprato un libro di esercizi per chi ha questo tipo di problemi e mia sorella ogni giorno la segue in questo percorso:

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E’ un ottimo libro e le serve tantissimo come allenamento per tenersi un minimo attiva.
Un altro esercizio è quello di riconoscere le persone della sua vita dalle fotografie. Di certo ci riproveremo, ma ad un certo punto era diventato un esercizio molto triste dato che quasi tutti i suoi parenti non ci sono più, tranne i discendenti….
La vediamo contenta di stare con le persone, sorride molto soprattutto con i bambini (la piccola e i suoi amichetti), e di stare in generale in compagnia.
Non è facile stare dietro, bisogna pensare a tutto e nessuna badante potrà mai fare tutto da sola.
In questa situazione anche mio nipote di 16 anni è stato coinvolto nella gestione della nonna, dato che molto spesso ci pensa lui a tenerle compagnia soprattutto nelle ore libere della badante e per lui è sempre una gioia stare con la nonna e passare del tempo a giocare a carte con lei o a “tirarla pazza” con piccoli scherzi…
Per ora, posso dire che siamo felici di avere una nuova persona in casa a dare una mano…

 

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Keith Haring con la piccola

Qualche tempo fa ero stata alla mostra di Keith Haring a Palazzo Reale, con una delle nostre “uscite aziendali”.
Questo artista mi ricordava molto la mia infanzia, ricordo benissimo di aver avuto alcune magliette che un pittore aveva regalato a me e a mia sorella, “copie” dello stile di Haring, realizzate con vernice fosforescente, oltretutto, uno dei simboli degli anni ’80.

In questo senso la mostra non mi aveva deluso: era stato come tornare ad avere 12 anni, tra il fluo, le radio portatili enormi, la televisione che iniziava ad essere imperante (in moltissime sue opere gli “omini” hanno una tv al posto della testa), filmati di ragazzi che facevano break-dance per strada.
Ma soprattutto la mostra colpiva per l’enormità delle opere, che coprivano pareti intere (non per niente era una sorta di “writer”).
E mentre la nostra abile e coinvolgente guida ci accompagnava in questo tuffo negli anni ’80, in “We are the world” , nella lotta per i diritti dei gay, nella lotta contro l’aids, mentre ci illustrava un sacco di cose di un artista che conoscevo solo superficialmente, mi era balenata l’idea di portare anche la piccola a vedere Haring!

Colori, colori forti, contorni netti, sagome semplificate, opere gigantesche, riferimenti ai fumetti come Topolino… mi sembrava perfetta! Quindi lunedì mio marito con la piccola mi hanno raggiunta dopo il lavoro e siamo andati alla mostra, fortunatamente quasi deserta (il lunedì è un ottimo giorno!!!)

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La piccola era totalmente entusiasta!
Intanto già l’idea della “gita” a Milano la divertiva tantissimo, poi quei quadri grandissimi, quei pannelli giganteschi, i soggetti a volte terribili (corpi feriti, funghi nucleari, mostri), a volte tranquillizzanti (la Madonna con Bambino, angeli, donne incinta) l’hanno assorbita completamente. E andava a spiegare tutto al suo papà che tentava invano di ascoltare l’audioguida 😀

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Alla fine del percorso ha voluto una cartolina del suo quadro preferito: la Medusa, che pietrifica se la fissi, così come fa anche la televisione!

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Il pomeriggio è stato stupendo!
Per noi è bellissimo vederla crescere, entusiasmarsi, capire la realtà e coltivare l’immaginazione!
E alla fine ci voleva ritornare! Chissà…

Vi lascio con We are the world… che ricordi della festa di fine anno di 1° media!

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