Diplomi e addii alla scuola…

La scuola materna è andata. Piano piano, con la festa di fine anno a maggio, col centro estivo sempre gestito da loro che proseguirà fino a fine luglio.

La piccola ormai ha terminato l’anno ufficiale, con tutta l’impazienza del mondo di voler iniziare la scuola primaria, con la voglia di imparare a leggere, scrivere e contare, di fare i compiti, di buttarsi in questa nuova avventura. È ottimista e come sempre entusiasta, io un po’ meno desiderosa di lei che venga “inquadrata”, lei così spontanea… ma certamente avrà da noi tutto il sostegno possibile e immaginabile.

Abbiamo avuto un ultimo colloquio con le maestre, dove mi hanno confermato tutte le qualità della piccola e quanto è maturata. Tutto bene care maestre, tanto di cappello a voi con 28 bambini ogni giorno… ma non mi mancherete più di tanto, ho voglia anch’io di un certo cambiamento.

La piccola ha trascorso al mare l’ultima settimana di giugno, un po’ con me e un po’ coi nonni, nella mia cara Varazze, e ora è tutta felice e rilassata da quante nuotate ha fatto tra mare e piscina, tra i giochi con le amichette della spiaggia e le serate sulle giostre! Ahh vorrei tornare bambina anche io e divertirmi così 🙂

Intanto si cresce, tra poco più di un mese compirà 6 anni la cucciola!

Ti voglio troppo bene piccola ***

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Lucciole dietro casa

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L’altra sera mio marito ha avuto un’idea insolita: premetto che lui ogni sera o quasi fa il “giro pipa” a piedi nel “quartiere” (abitiamo comunque al limitare della campagna), e ha proposto a me ma soprattutto alla piccola di accompagnarlo, con una meta ben precisa… guardare le lucciole!!!
Così, tutte esaltate, l’abbiamo accompagnato, e in effetti in un punto un po’ boschivo e zeppo di orti, c’erano decine e decine di lucciole. Solo lì, in quella vietta buia e al riparo dalla strada asfaltata e dalle risaie.

Le lucciole erano ovunque, sono persino riuscita a fotografarle col cellulare, che solitamente non fa una foto decente col buio nemmeno a pagarla.

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Una “serata” davvero particolare, che mi ha riportato agli anni dell’infanzia e adolescenza (non vedevo le lucciole da un secolo!), ma soprattutto spero che abbia regalato un bel momento e un grande ricordo alla piccola (le si erano posate addosso, addirittura).
Mio marito mi ha anche detto che più sul tardi, un prato qui dietro si riempie di coniglietti (o leprottini), per cui una volta dovremo tornarci 🙂

Ho poi scoperto che in un paese qui vicino organizzano delle vere e proprie gite serali in un parco per vedere le lucciole!! Almeno significa che a molte persone interessa ritornare al fascino di certe piccole cose infantili (non sono l’unica!!)

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Riunione allucinante sulla primaria

L’altra sera ho partecipato alla riunione “scolastica” più allucinante capitatami finora.
Alla materna avevano affisso un avviso in cui si invitavano tutti i genitori dei bambini remigini a partecipare a questa riunione che si sarebbe tenuta nell’altra scuola materna del nostro paese. Bene. Insieme ad un’amica/mamma decidiamo di andarci, ed eravamo anche un pubblico abbastanza numeroso.
Intanto, le 2 maestre della primaria che erano presenti, si sono relegate in ultima fila rifiutandosi di stare alla cattedra (e già mi chiedevo: a cosa serve allora?).

Poi ha preso la parola la direttrice di questa materna, e io pensavo facesse un’introduzione di 5 minuti per passare poi la parola a qualche fantomatico personaggio delle elementari o  qualche… psicologo, pedagogista [avevo un’immaginazione molto fervida], invece no, per 3/4 del tempo ha parlato lei, “la direttice”:

1) elogiando del lavoro fatto dalla sua scuola, spiegandoci per bene come sono i bambini di 5-6 anni [essendo tutti genitori di remigini, ci considerava degli idioti, evidentemente], illustrando i risultati che hanno raggiunto in termini di crescita, di gestione delle emozioni e via dicendo, tutto esclusivamente grazie al lavoro suo e delle sue maestre [noi dell’altra scuola forse eravamo solo un corollario e un buon pubblico per lei, mentre i genitori dei “suoi” bambini, dei perfetti estranei che non hanno contribuito alla crescita dei propri figli];

2) facendo un “mazzo” preventivo ai genitori: non fate questo, non fate quello, evitare di fare così, fate assolutamente cosà… soprattutto accertandosi che noi genitori stessimo al nostro posto nel non criticare le maestre (che zitte zitte da fondo sala non si pronunciavano);

3) sparando la “mina delle mine”: “dovete spiegare ai vostri bambini che adesso sono grandi, e che LA SCUOLA ELEMENTARE E’ LA LORO POSTAZIONE DI LAVORO DI 6 ORE.
No, non potete capire il nervoso che mi è salito. E, senza farlo volontariamente, ho gridato “Oeuuuu la Madonna!!!!!!!!!!!!”. In gran parte si sono girati verso di me a ridere.
La direttrice finta di niente.

Ma che concezione ha questa qui dei bambini? che sono degli automi che vanno programmati? in parte è quello che è emerso dall’auto-elogio che ha fatto del lavoro della sua scuola. MAI ha pronunciato la parola “imparare”, ma solo “è richiesto loro un impegno”, “un risultato”.

4) E voi vi chiederete: e le maestre della primaria presenti?
Zitte!!!!
Ad un certo punto abbiamo potuto finalmente fare loro alcune domande sulla scuola elementare. Anche qui… lo sconcerto in cui versavo è peggiorato!!
Sembravano due che si barcamenavano in un mare oscuro, tra bambini in continuo cambiamento a cui non riescono a star dietro, che si annoiano in classe, e probabilmente genitori che mettono i figli contro le insegnanti e loro che per tenerli a bada li mettono davanti a film alla “lim”.
Non hanno passato nessun messaggio positivo né trasmesso entusiasmo né voglia di fare né nulla che potesse invogliarci a mandare i nostri figli alla primaria.
“La cosa importante non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare.”
John Lubbock

“È bellissimo educare, significa tirare fuori e non imporre, come spesso si crede.”
Vittorino Andreoli

“Bisogna insegnare ai bambini a pensare, non a cosa pensare.”
Margaret Mead

“Non educare i bambini nelle varie discipline ricorrendo alla forza, ma come per gioco, affinché tu possa anche meglio osservare quale sia la naturale disposizione di ciascuno.”
Platone

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Lo yoga può distruggere? Cos’è l’ego?

L’altra sera sono andata a lezione di yoga.
Appena entrata al centro, la titolare e la mia insegnante stavano discutendo circa un post che la titolare aveva messo su fb che diceva grosso modo “possibile che quando si parla di yoga si vedono sempre foto di belle ragazze in posizioni perfette, aumentando l’ego, che non è ciò che lo yoga dovrebbe distruggere?”.
Bon, era scoppiata una polemica su internet per questa parola “distruggere”, abbinata allo yoga. Orrore! “Lo yoga unisce, non distrugge” diceva l’insegnante, che si era dissociata dal vocabolo utilizzato, dicendo che l’ego serve e tramite l’ego si progredisce. Io, sentendo l’argomento, subito mi sono “schierata” con la titolare :D:D
Che male c’è a dire che lo yoga distrugge un’illusione? Stando a ciò che mi è stato insegnato, l’ego è l’anima quando si identifica col corpo. Perciò avidya. Una non-conoscenza, un concetto errato.
Se guardiamo ai vocaboli “forti”, abbiamo Shiva il distruttore, abbiamo la posizione del “guerriero” (guerriero spirituale). Abbiamo tutta la Mahabharata che è un’epopea basata su guerre tra parenti!

Comunque, il dubbio (parzialmente risolto) che avevamo è: cosa dice Patanjali?
A me sembra che dica che l’ego è uno dei 5 klesha (le afflizioni), chiamato asmita nel Sadhana Pada degli Yogasutra. A causa dell’ignoranza (avidya) confondiamo la materia con lo spirito.

Yoga Sutra II,3:
Avidya-asmita-raga-dvesa biainivesak klesah
tradotto con:
“L’ignoranza, l’egotismo (asmita), l’attaccamento, l’odio, e l’eccessivo amore per la vita, sono questi ostacoli (klesah) che producono dolore. Sono le cinque sofferenze; sono i cinque legami che ci tengono stretti alla vita terrena”

Ma, c’è un ma. Nel passaggio che riporto qui di seguito, asmita è uno degli stadi del samadhi.

Yoga Sutra I,17:
Vitarka vichara ananda asmita rupa anugamat samprajnatah”

Secondo me il punto sta proprio nella difficoltà di traduzione del sutra. Di certo io non ne ho la competenza. In alcune traduzioni “asmita” è “egoismo”, “ego”, “egotismo”. In altre è “senso di identità con l’oggetto di conoscenza”.
Cioè non vi è distinzione tra oggetto e soggetto di conoscenza.

Con l’insegnante poi ci siamo scritte per chiederci a vicenda cosa ne pensassimo e così abbiamo avuto un confronto per concludere poi che certamente va superato il senso di “io sono” ma che comunque lo spirito si manifesta anche attraverso il nostro ego.

Mi ha fatto piacere questo confronto, anche perché ho capito che in ogni cosa va sempre fatto un approfondimento.
Ma comunque non ho ancora risolto del tutto “l’arcano”…

 

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Yoga con mia figlia

Da tantissimo tempo non provavo a coinvolgere la piccola nella pratica yoga.
L’altro pomeriggio mi è tornato tra le mani il  libro di Clemi Tedeschi “Piccolo Yoga” e sfogliandolo ho pensato “Perché no? e perché non oggi?”.

Piccolo Yoga

Così abbiamo preso i tappetini, i cimbalini, un tamburello, una tastiera giocattolo che emette delle musichette, dei fogli e dei pennarelli, e ovviamente il libro di Clemi e abbiamo fatto la nostra oretta di yoga!
Abbiamo iniziato con dei canti di Ananda, poi con la pratica del libro che prevedeva una storia raccontata e varie posizioni da assumere, poi ancora una pratica di Ananda, un rilassamento con la “Primavera di Vivaldi” della sua tastierina, e per finire una meditazione con visualizzazione. Ero davvero stupita di quanto mi seguisse.

Poi per concludere abbiamo disegnato quello che volevamo, qualcosa che ci era piaciuta durante la pratica o anche solo qualcosa a piacere!
E’ stato lo yoga che ho preferito negli ultimi… anni! 🙂
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Al Planetario di Torino

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Nell’ultimo mese sono stata di nuovo assente dal blog. In parte per mancanza di tempo, in parte perché mi sembra di scrivere sempre le stesse cose :D, però alla fine mi piace l’idea di tenere una specie di diario dove poter rivedere i momenti trascorsi in famiglia o i pensieri che mi sono passati per la testa.
Una delle cose che non mi vorrei perdere è la memoria della mia piccola in questi suoi primi anni di vita. Già ora quando riguardo le foto o i video di quando aveva 2 anni non mi sembra già più lei!

Un giorno, lo scorso mese, abbiamo approfittato di un giorno libero del papà (e di un giorno di ferie mio) per una piccola gita, ma dato che il tempo non era dei migliori, mi è venuta l’idea del Planetario di Torino.L’idea si è rivelata vincente,è stata una visita molto interessante e divertente, anche per la piccola che, come ho scritto altre volte, è attirata dai pianeti e dalle stelle.

Intanto il Planetario di Torino (di Pino Torinese)  è pensato per le scuole e per una visita interattiva. ci sono tantissimi “giochi” ed “esperimenti” da fare, e per fortuna quel giorno non c’erano molti ragazzi, per cui è stato facile per noi utilizzare un po’ tutte le postazioni.
Questo corpo celeste o stella azzurra è una postazione “spaziale” da dove si può partire per un bel viaggetto virtuale

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P_20180403_134116e da cui si vede il nostro pianeta che abbiamo appena “lasciato”…

Questi altri sono degli esperimenti di fisica. C’era anche un palo a cui aggrapparsi per sperimentare la forza centrifuga… io ne sono uscita barcollante, non ho più l’età!!
Questo qui sotto è un interessante esperimento sul magnetismo. Si poteva modificare il magnete, che andava poi a conferire diverse forme al ferro fuso. Il personale del planetario poi è disponibilissimo a spiegare ogni cosa!

Uno dei giochi più divertenti è il “salto” sulla Luna. In pratica si è posizionati su una pedana in diagonale e una telecamera ci “proietta” sulla Luna, e su questa pedana ci si può dare una spinta, che corrisponde ad un “salto” con la gravità lunare.

Insomma, non so se mi sono spiegata (forse no), ma ecco la piccola sulla Luna, anche se lei sta decisamente cadendo!

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E questa gigante rossa? E’ il vero e proprio planetario, dove proiettano il cielo del mese e altre lezioni di astronomia, ma anche cartoni animati “spaziali”!

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Un’altro affascinante divertimento è la passeggiata sulle stelle (vedi foto iniziale): si cammina su diversi schermi che mandano immagini dello spazio in movimento.
Per chi è interessato alle stelle, una vera pacchia e un modo per sognare anche da adulti 😀
Ecco il sito del Planetario, molto consigliato a tutti!!! La prossima tappa sarà visitare anche l’osservatorio!

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Una piccola gita domenicale

Questa nelle foto è una bellissima casa sull’albero dove abbiamo portato la piccola lo scorso weekend. Si tratta del parco di una gelateria zona Idroscalo a Milano.

L’idea è accattivante, puoi gustarti un buon gelato ai tavoli all’aperto mentre i bimbi si divertono nelle due casette sull’albero. Si chiama La Casa del Gelato.

Domenica scorsa è stata una delle poche domeniche libere di mio marito per cui ne abbiamo approfittato per un piccolo giro pomeridiano, visitando anche l’Abbazia di Chiaravalle che è davvero a 20 minuti da noi ma nessuno dei due ci era mai stato

Perché ve lo scrivo alle 5 di mattina? Intanto perché in settimana non ho quasi più tempo per il blog, ma ci tenevo ad aggiornarlo anche perché serve a me per prima per avere un ricordo della nostra vita di questi anni.

Poi perché data l’insonnia delle ultime notti, almeno cerco di sfruttare bene il tempo in cui si sveglia sorseggiando una tiepida camomilla… 🙂

Buon sabato mattina

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Mostra su Dürer a Milano

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La scorsa settimana abbiamo organizzato una visita guidata con l’ufficio alla mostra su Dürer qui a Milano.
Partiamo dai “pro” e a cosa mi è piaciuto.
1) la primissima cosa che ha detto la nostra guida, cioè: “Mai come questa volta il vostro biglietto di entrata alla mostra è un vero e proprio biglietto di viaggio attraverso l’Europa”. Come si può non partire già esaltati?

2) il suo viaggiare e il testimoniare attraverso i disegni la varietà dei personaggi che incontrava, anche quelli più “umili” per così dire. Attraversava i valichi alpini per raggiungere l’Italia e soprattutto Venezia, dalla Germania (siamo nel 1500).
Con la sua manìa di disegnare, ha dato per la prima volta una ragione d’esistere al disegno stesso: per lui non è più solo una bozza preparatoria per un quadro, ma ha un valore di per sé, tant’è che firmerà con il famoso acronimo AD i disegni, trasformandoli in opere finite.

3) la sua firma e come ha inserito il suo acronimo nei quadri, come fosse un elemento stesso del paesaggio, un sasso, una pietra, un segnalibro, con le lettere “AD” quasi “incise”

4) una cosa che mi è piaciuta a metà ma comunque mi ha colpito: il suo voler essere importante. Anche all’interno dei dipinti! come in questa composizione (in realtà è una copia di un suo dipinto): lo vedete, a sinistra, a figura quasi intera e con abiti “leggermente” vistosi?
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5) i dettagli. Dovunque nei suoi dipinti e nelle xilografie, ci sono dettagli. Animali, insetti, venature del legno, mattoni, pellicce, dettagli infiniti di una precisione assoluta!

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Anche in quest’opera, l’Adorazione dei Magi, spiccano moltissimi dettagli. E spicca anche Durer stesso, nientemeno che nei panni di uno dei tre Re Magi!

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6) il “mistero” del quadretto su San Girolamo, che nel retro dell’opera presenta un altro dipinto: una cometa che ha realmente attraversato i cieli di quel momento e che l’artista ha inserito come a ricordare la divinità di quell’evento eccezionale e misterioso. Ecco il fronte
fronte
ed ecco il retro
retro

Tuttavia questa mostra mi ha lasciato dei “però”.
Intanto, non ero abbastanza preparata sul Rinascimento da poterlo capire. Poi forse mi aspettavo di vedere i suoi autoritratti per i quali è famoso, invece niente.
E a dirla tutta i dettagli nei dipinti sono quasi maniacali (e un filino angoscianti!)

Meriterebbe una seconda visita per capirlo un po’ meglio!

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Buon compleanno

Oggi la mia mamma compie 78 anni, auguri “piccola”!!!

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Yoga del pensiero, yoni del pensiero

Stavo riflettendo sul potere che hanno i pensieri sul nostro corpo.
In particolare pensavo alla visualizzazione e alla concentrazione: avete mai pensato di rilassarvi, di inspirare e poi con un lieve espiro di rilassare una parte specifica del corpo, o di mandare energia ad un muscolo, o di prendere coscienza di una zona?

Durante i rilassamenti ai corsi di yoga spesso gli insegnanti guidano gli allievi in un percorso di visualizzazione, dicendo di rilassare prima un piede, poi l’altro, poi la coscia, e così via, anche a volte “la parte dietro gli occhi” che è sempre stata la mia preferita.
Anche negli esercizi di ricarica energetica di Yogananda (in qualche esercizio) c’è la variante “solo mentale”. Questi esercizi prevedono di inspirare, contrarre con intensità crescente un muscolo, ad esempio l’avambraccio sinistro, mandando lì l’energia, e poi lentamente rilasciare il muscolo per diffondere energia.
La variante prevede di inviare solo mentalmente l’energia e di contrarre il muscolo, anche qui, solo mentalmente.
Funziona, non funziona? E’ un esercizio mentale, anzi in questo caso anche qualcosa di più del mentale, perché si presuppone di recepire l’energia cosmica, farla passare dal midollo allungato e poi da lì nel nostro corpo.

Ultimamente ho avuto la riprova che una parte del nostro corpo può essere energizzata, per così dire, con esercizi di visualizzazione.
Sto seguendo un percorso di riabilitazione perineale post parto (sì, ok, a distanza di 5 anni dalla nascita della piccola), da un’ostetrica (che caso vuole è anche insegnante di yoga) che mi ha proposto una serie di esercizi di visualizzazione. Con l’espiro mi immagino, per esempio, un punto che si muove da “laggiù” attraverso il mio corpo fino alla fronte, oppure un’onda del mare da sinistra a destra e così via… E il bello è che funzionano, cioè senza muovere nulla di volontario, la muscolatura si riattiva.
“Si ricordi di non fare nulla di volontario” mi ripete. E poi mi chiede: “Ma lei sente qualche cambiamento durante gli esercizi?” e io: “Sì… solo che non so se i cambiamenti sono reali o se me li sto immaginando” (difficile distinguere? sì) e lei: “No, glielo confermo: sono reali”.

E’ curiosa sta cosa… il potere della mente?
Così ora tutte le sere prima di dormire ho deciso di provare a rilassare le spalle che sento sempre contratte. Poi anche gli occhi, affaticati dalla giornata. Poi ora sto tentando di distendere le rughe del viso… dite che funzionerà? 🙂

Ps: la parola “yoni” nel titolo è il vocabolo che in sanscrito indica i genitali femminili

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