Il fatidico “primo giorno di scuola”!

…e anche il primo giorno di scuola è arrivato!
L’aveva aspettato tutta estate, e poi così, preannunciato e immaginato, il 12 settembre ci ha trovato, più o meno (im)preparati.

Parto subito dicendo che le maestre della materna avevano consigliato di non richiedere che la piccola fosse in classe con l’amica del cuore di sempre (della materna) perchè troppo attaccate e in simbiosi. E così abbiamo fatto, anche se io non ero molto d’accordo. L’avrei scritto comunque il nome dell’amichetta nelle preferenze all’atto dell’iscrizione, ma soprattutto i genitori di lei volevano seguire il consiglio della maestra (e avevano anche il nome di un’altra amica da scrivere).

Inoltre, qui da noi la scuola ha la odiata usanza di non esporre MAI le classi, ma di fare un mega-appello il primo giorno di scuola, perciò… le mamme (e le nonne) sono in fibrillazione per tutta l’estate, a chiedere per vie traverse all’amico dell’amica del parente del cugino dello zio di quella che lavora a scuola per sapere con chi sarà in classe il proprio figlio.
Morale: sapevamo già per certo che non sarebbe stata in classe con questa amica del cuore. Non dico quanto mi ero pentita di non aver scritto quel nome.

Comunque. Arriva il giorno 12 e siamo tutti in questo salone all’appello, di fianco all’amichetta. L’amica viene chiamata in una classe e la piccola no. Abbracci tra le due prima del distacco, piva della piccola e quasi-pianto mio, finchè non chiamano anche noi in un’altra classe dove… non c’è NESSUNA bambina che conosciamo.
Ottimo! La faccio sedere di fianco all’unica bambina che vagamente riconosciamo come viso noto (anzi la piccola non se la ricordava…) e a malincuore mi chiede: “mamma, ma quanto ci devo stare alle elementari?”
“Ehm… 5 a…. Un paio d’ore e poi torni a casa!!”

Non dico come sono uscita da quella scuola quella mattina. NERA è dire poco. Furente e molto incavolata, con chi non si sa. Anzi, si sa: con chi fa le classi in base alle preferenze e si deve barcamenare anche col numero di maschi e femmine.
Ero inconsolabile e davvero fuori di me.

Figuratevi che più di una persona poi si è informata per sapere come stavo. Immagino che faccia avessi avuto. Tipo occhi iniettati di sangue.

Ad ogni modo, alle 12.30, all’uscita, la piccola era miracolosamente raggiante! Si era divertita e aveva fatto amicizia con la bambina compagna di banco.
Poi è seguita per noi genitori l’assemblea, di pomeriggio (certo, GIORNO DI FERIE!), dove per 2 ore ci hanno parlato di modulistica, di come compilare il diario, del materiale scolastico (non avevo idea di cosa fosse un PORTALISTINO e nemmeno i REGOLI, ho dovuto chiedere a delle mamme incontrate al supermercato perchè pensavo fossero tipo dei righelli con i buchi…!). E io che mia aspettavo dicessero qualcosa sulla scuola, su come cercheranno di coinvolgere i bambini, sulla loro idea educativa, sui massimi sistemi del mondo… invece… moduli, moduli, cose pratiche.

Morale della giornata: fino alle 18 a comprare il materiale. Fino alle 22.30 a etichettare tutto (so di chi ha comprato le etichette su internet già con nome e cognome e di diversi formati). E nel frattempo mio marito si procurava le carte di identità dei miei suoceri da fotocopiare per le deleghe, e dovevano anche firmare il diario, che ci avevano venduto a scuola 3 ore prima. In pratica, se i nonni non fossero stati in zona quel pomeriggio, non avrebbero potuto ritirare la bambina il giorno dopo!

In farmacia ho incontrato gente che come me è andata a prendersi le pastiglie per il mal di testa. Per dire.

E il giorno dopo, ore 15: il colloquio individuale. In pratica uno deve mettere in conto un paio di giorni di ferie.
Ma comunque, ecco la svolta: le maestre mi hanno fatto un’ottima impressione!! Sorridenti, sveglie, attente, anche con voglia di fare. Almeno, dai 10 minuti di colloquio mi è sembrato così. Soprattutto, forse, hanno detto una piccola cosa che volevo sentirmi dire: “Per noi è fondamentale che i bambini vengano a scuola sereni, quindi il loro benessere è al primo posto”. tutto qui. Due parole che non speravo di sentire.

E la piccola? Sembra ci vada volentieri, sembra abbia fatto amicizia con la compagna di banco, poi è eccitata dal fatto di prendere il pullman da sola (c’è l’assistente che li porta fin dentro la scuola) e da tutte le novità che il nuovo ambiente comporta.
Io mi sono calmata, oggi ha passato il pomeriggio con la famosa amichetta del cuore che poi a volte ritirerò io da scuola e verrà qui a giocare… e via così.
E’ stato un inizio shock, diciamo, ma di certo così amplierà le sue amicizie e poi davvero confido in queste maestre che hanno saputo sorprendermi!!!

…sperèm!!

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Il cielo stamattina alle 6

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Vita… da gatti

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Ormai da più di un anno è con noi la piccola Neve (ne avevo parlato qui). Oggi è cresciuta e sembra un gatto quasi adulto, ma è stato bellissimo vederla crescere da piccolina piccolina fino ad ora.
Con me ci sono stati dei momenti un po’ difficili: ad esempio… quando distruggeva l’albero di Natale, quando saltava sul tavolo per arraffare cibo dai nostri piatti, quando continuava a srotolare il rotolo di carta igienica dal bagno… che sono cose divertenti.. ma tutti i giorni no!!

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E avanti così… poi un po’ è cresciuta, e si è calmata un filo… e con me è andata un po’ meglio. Ma poi quest’estate è successa una cosa per cui mi è talmente dispiaciuto che un pochino sono cambiata (in meglio) verso di lei.

Eravamo al mare io e la piccola, e una sera mio marito mi telefona agitatissimo… Neve era… caduta dal balcone! E abitiamo al 3° piano!
L’abbiamo sempre lasciata girare liberamente in balcone, anche se con un po’ di timore viste le sue spericolatezze, ma sembrava molto sicura di sé…
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Ma da quel giorno basta, non le abbiamo più fatto metter piede fuori.
…Nonostante l’enorme spavento iniziale, nonostante a terra non si muovesse più limitandosi a piangere e mio marito avesse fatto una corsa dal veterinario aperto sempre (i “miracoli” di Milano, un veterinario fino a mezzanotte!), nonostante la nostra veterinaria abituale al telefono mi avesse elencato tutti i possibili scenari (polmoni bucati, palato spaccato e altre atrocità…), la sfrontata micetta non si è fatta fortunatamente NULLA. Niente di niente. Niente di rotto, radiografia perfetta, polmoni a posto, palato a posto, tutto a posto.
“Solo” la botta che ha preso che l’ha resa abbastanza immobile per qualche giorno.
Alla piccola non l’abbiamo detto. Ci tiene talmente tanto alla sua gattina (e anche noi, sigh…) che sarebbe stato uno shock, inutile peraltro, dato che quando è tornata dal mare la gatta era vivace come al solito.
E vi ricordate il piccolo Zagorino? Adesso è “Zagorone”, e l’abbiamo ospitato anche quest’anno. Con la differenza che stavolta c’era anche Neve… lotte, graffi, corse pazzesche in tutta la casa, giorno e notte… adesso che è tornato a casa ci manca!

 

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La nostra estate

Stavo rileggendo qualche pagina del blog sulle estati degli scorsi anni, e mi sono sorpresa di non ricordare perfettamente alcuni particolari di cui scrivevo. Perciò mi son detta e riproposta di scrivere con più assiduità, mi piacerebbe rileggere scorci della nostra vita un domani!

Intanto, le vacanze sono ormai trascorse. La mia estate è iniziata a giugno con una tre giorni al mare (sono recidiva: a Varazze!). Io e la piccola siamo state da sole per 3 giorni prima dell’arrivo dei nonni che mi hanno sostituito:

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Sono stati giorni tranquilli dove abbiamo raccolto un sacco di vetrini e sassi carini sul bagnasciuga, che a casa abbiamo messo in vasetti di vetro come ricordo (insieme ad altri di Finale Ligure raccolti a maggio… abbiamo la libreria piena di vasetti :D), e soprattutto per me è stato uno stacco dal lavoro di cui avevo molto, molto bisogno.

A fine luglio-inizio agosto, poi, siamo stati in Trentino. Paesaggi stupendi, percorsi facili (quelli scelti da noi)… come dico sempre a mio marito: ho la piccola che mi “para” dai percorsi impegnativi e faticosi :D:D
Per cui ecco qualche foto dal nostro peregrinare.
I laghetti Colbricon:

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Le Pale di San Martino – Cima Rosetta: questa decisamente è stata la gita col paesaggio più stupefacente. Terreno lunare, vista… spaziale! Anche la neve in cima! Per la cronaca: siamo saliti in funivia ovviamente 🙂

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Baita Segantini: lo scenario migliore sulle Pale! Sembrava di essere a teatro

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Alpe Tognola a San Martino, con giochi per bambini e un bellissimo panorama!

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La vacanza era stata a lungo attesa e ci ha regalato una vista e percorsi meravigliosi.
E’ che quando torni vorresti riposarti giusto un po’ per poi ripartire per altre mete. Ti rendi conto che ci sarebbe così tanto da vedere e da scoprire!
Poi… poi abbiamo festeggiato i 6 anni della piccola, portandola a sorpresa a Leolandia, tra giostre vertiginose (almeno, per me!), la sua voglia di salire su tutto, il “papino” ritornato bambino di colpo :D, visitando anche la casa di Peppa Pig e il bosco di Masha e Orso. Non è mancata una non proprio divertente visita al rettilario, e una invece più serena visita all’acquario. Lei ovviamente entusiasta di tutto e senza paura!

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Non ci siamo fatti sfuggire la parte astronomica dell’estate. A luglio la famosa eclissi di luna, “luna rossa”, vista dal balcone (la foto è fatta col cellulare.. sigh)

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Purtroppo non siamo stati così fortunati con le Perseidi, abbiamo fatto un tentativo di andare in campagna dopo le 22.30 a guardar le stelle, ma il bagliore di Milano rischiarava le nuvole che a loro volta coprivano gran parte del cielo. La piccola e mio marito hanno giusto visto una strisciolina luminosa, io nulla.

Però, c’è un però. Abbiamo fatto una gita a Milano al Planetario, dove siamo stati immersi soprattutto nella spettacolarità di un cielo stellato (ovviamente proiettato) privo dell’inquinamento luminoso della città, dove si potevano ammirare moltissime stelle e soprattutto vedere la Via Lattea. E’ incredibile come siamo lontani dal contatto con la natura e anche con le stelle. In pochissime zone del mondo non c’è inquinamento luminoso.
Comunque, in queste sere ci stiamo dilettando a riconoscere le costellazioni che ci hanno spiegato, sono diventata abilissima a trovare la Stella Polare e Marte che in queste sere è inconfondibile! Crediamo di aver visto anche Saturno ieri!

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Ora sto cercando di godermi gli ultimissimi giorni… lunedì si ricomincia purtroppo!
Buone ferie a chi non è ancora andato!

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Diplomi e addii alla scuola…

La scuola materna è andata. Piano piano, con la festa di fine anno a maggio, col centro estivo sempre gestito da loro che proseguirà fino a fine luglio.

La piccola ormai ha terminato l’anno ufficiale, con tutta l’impazienza del mondo di voler iniziare la scuola primaria, con la voglia di imparare a leggere, scrivere e contare, di fare i compiti, di buttarsi in questa nuova avventura. È ottimista e come sempre entusiasta, io un po’ meno desiderosa di lei che venga “inquadrata”, lei così spontanea… ma certamente avrà da noi tutto il sostegno possibile e immaginabile.

Abbiamo avuto un ultimo colloquio con le maestre, dove mi hanno confermato tutte le qualità della piccola e quanto è maturata. Tutto bene care maestre, tanto di cappello a voi con 28 bambini ogni giorno… ma non mi mancherete più di tanto, ho voglia anch’io di un certo cambiamento.

La piccola ha trascorso al mare l’ultima settimana di giugno, un po’ con me e un po’ coi nonni, nella mia cara Varazze, e ora è tutta felice e rilassata da quante nuotate ha fatto tra mare e piscina, tra i giochi con le amichette della spiaggia e le serate sulle giostre! Ahh vorrei tornare bambina anche io e divertirmi così 🙂

Intanto si cresce, tra poco più di un mese compirà 6 anni la cucciola!

Ti voglio troppo bene piccola ***

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Lucciole dietro casa

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L’altra sera mio marito ha avuto un’idea insolita: premetto che lui ogni sera o quasi fa il “giro pipa” a piedi nel “quartiere” (abitiamo comunque al limitare della campagna), e ha proposto a me ma soprattutto alla piccola di accompagnarlo, con una meta ben precisa… guardare le lucciole!!!
Così, tutte esaltate, l’abbiamo accompagnato, e in effetti in un punto un po’ boschivo e zeppo di orti, c’erano decine e decine di lucciole. Solo lì, in quella vietta buia e al riparo dalla strada asfaltata e dalle risaie.

Le lucciole erano ovunque, sono persino riuscita a fotografarle col cellulare, che solitamente non fa una foto decente col buio nemmeno a pagarla.

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Una “serata” davvero particolare, che mi ha riportato agli anni dell’infanzia e adolescenza (non vedevo le lucciole da un secolo!), ma soprattutto spero che abbia regalato un bel momento e un grande ricordo alla piccola (le si erano posate addosso, addirittura).
Mio marito mi ha anche detto che più sul tardi, un prato qui dietro si riempie di coniglietti (o leprottini), per cui una volta dovremo tornarci 🙂

Ho poi scoperto che in un paese qui vicino organizzano delle vere e proprie gite serali in un parco per vedere le lucciole!! Almeno significa che a molte persone interessa ritornare al fascino di certe piccole cose infantili (non sono l’unica!!)

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Riunione allucinante sulla primaria

L’altra sera ho partecipato alla riunione “scolastica” più allucinante capitatami finora.
Alla materna avevano affisso un avviso in cui si invitavano tutti i genitori dei bambini remigini a partecipare a questa riunione che si sarebbe tenuta nell’altra scuola materna del nostro paese. Bene. Insieme ad un’amica/mamma decidiamo di andarci, ed eravamo anche un pubblico abbastanza numeroso.
Intanto, le 2 maestre della primaria che erano presenti, si sono relegate in ultima fila rifiutandosi di stare alla cattedra (e già mi chiedevo: a cosa serve allora?).

Poi ha preso la parola la direttrice di questa materna, e io pensavo facesse un’introduzione di 5 minuti per passare poi la parola a qualche fantomatico personaggio delle elementari o  qualche… psicologo, pedagogista [avevo un’immaginazione molto fervida], invece no, per 3/4 del tempo ha parlato lei, “la direttice”:

1) elogiando del lavoro fatto dalla sua scuola, spiegandoci per bene come sono i bambini di 5-6 anni [essendo tutti genitori di remigini, ci considerava degli idioti, evidentemente], illustrando i risultati che hanno raggiunto in termini di crescita, di gestione delle emozioni e via dicendo, tutto esclusivamente grazie al lavoro suo e delle sue maestre [noi dell’altra scuola forse eravamo solo un corollario e un buon pubblico per lei, mentre i genitori dei “suoi” bambini, dei perfetti estranei che non hanno contribuito alla crescita dei propri figli];

2) facendo un “mazzo” preventivo ai genitori: non fate questo, non fate quello, evitare di fare così, fate assolutamente cosà… soprattutto accertandosi che noi genitori stessimo al nostro posto nel non criticare le maestre (che zitte zitte da fondo sala non si pronunciavano);

3) sparando la “mina delle mine”: “dovete spiegare ai vostri bambini che adesso sono grandi, e che LA SCUOLA ELEMENTARE E’ LA LORO POSTAZIONE DI LAVORO DI 6 ORE.
No, non potete capire il nervoso che mi è salito. E, senza farlo volontariamente, ho gridato “Oeuuuu la Madonna!!!!!!!!!!!!”. In gran parte si sono girati verso di me a ridere.
La direttrice finta di niente.

Ma che concezione ha questa qui dei bambini? che sono degli automi che vanno programmati? in parte è quello che è emerso dall’auto-elogio che ha fatto del lavoro della sua scuola. MAI ha pronunciato la parola “imparare”, ma solo “è richiesto loro un impegno”, “un risultato”.

4) E voi vi chiederete: e le maestre della primaria presenti?
Zitte!!!!
Ad un certo punto abbiamo potuto finalmente fare loro alcune domande sulla scuola elementare. Anche qui… lo sconcerto in cui versavo è peggiorato!!
Sembravano due che si barcamenavano in un mare oscuro, tra bambini in continuo cambiamento a cui non riescono a star dietro, che si annoiano in classe, e probabilmente genitori che mettono i figli contro le insegnanti e loro che per tenerli a bada li mettono davanti a film alla “lim”.
Non hanno passato nessun messaggio positivo né trasmesso entusiasmo né voglia di fare né nulla che potesse invogliarci a mandare i nostri figli alla primaria.
“La cosa importante non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare.”
John Lubbock

“È bellissimo educare, significa tirare fuori e non imporre, come spesso si crede.”
Vittorino Andreoli

“Bisogna insegnare ai bambini a pensare, non a cosa pensare.”
Margaret Mead

“Non educare i bambini nelle varie discipline ricorrendo alla forza, ma come per gioco, affinché tu possa anche meglio osservare quale sia la naturale disposizione di ciascuno.”
Platone

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Lo yoga può distruggere? Cos’è l’ego?

L’altra sera sono andata a lezione di yoga.
Appena entrata al centro, la titolare e la mia insegnante stavano discutendo circa un post che la titolare aveva messo su fb che diceva grosso modo “possibile che quando si parla di yoga si vedono sempre foto di belle ragazze in posizioni perfette, aumentando l’ego, che non è ciò che lo yoga dovrebbe distruggere?”.
Bon, era scoppiata una polemica su internet per questa parola “distruggere”, abbinata allo yoga. Orrore! “Lo yoga unisce, non distrugge” diceva l’insegnante, che si era dissociata dal vocabolo utilizzato, dicendo che l’ego serve e tramite l’ego si progredisce. Io, sentendo l’argomento, subito mi sono “schierata” con la titolare :D:D
Che male c’è a dire che lo yoga distrugge un’illusione? Stando a ciò che mi è stato insegnato, l’ego è l’anima quando si identifica col corpo. Perciò avidya. Una non-conoscenza, un concetto errato.
Se guardiamo ai vocaboli “forti”, abbiamo Shiva il distruttore, abbiamo la posizione del “guerriero” (guerriero spirituale). Abbiamo tutta la Mahabharata che è un’epopea basata su guerre tra parenti!

Comunque, il dubbio (parzialmente risolto) che avevamo è: cosa dice Patanjali?
A me sembra che dica che l’ego è uno dei 5 klesha (le afflizioni), chiamato asmita nel Sadhana Pada degli Yogasutra. A causa dell’ignoranza (avidya) confondiamo la materia con lo spirito.

Yoga Sutra II,3:
Avidya-asmita-raga-dvesa biainivesak klesah
tradotto con:
“L’ignoranza, l’egotismo (asmita), l’attaccamento, l’odio, e l’eccessivo amore per la vita, sono questi ostacoli (klesah) che producono dolore. Sono le cinque sofferenze; sono i cinque legami che ci tengono stretti alla vita terrena”

Ma, c’è un ma. Nel passaggio che riporto qui di seguito, asmita è uno degli stadi del samadhi.

Yoga Sutra I,17:
Vitarka vichara ananda asmita rupa anugamat samprajnatah”

Secondo me il punto sta proprio nella difficoltà di traduzione del sutra. Di certo io non ne ho la competenza. In alcune traduzioni “asmita” è “egoismo”, “ego”, “egotismo”. In altre è “senso di identità con l’oggetto di conoscenza”.
Cioè non vi è distinzione tra oggetto e soggetto di conoscenza.

Con l’insegnante poi ci siamo scritte per chiederci a vicenda cosa ne pensassimo e così abbiamo avuto un confronto per concludere poi che certamente va superato il senso di “io sono” ma che comunque lo spirito si manifesta anche attraverso il nostro ego.

Mi ha fatto piacere questo confronto, anche perché ho capito che in ogni cosa va sempre fatto un approfondimento.
Ma comunque non ho ancora risolto del tutto “l’arcano”…

 

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Yoga con mia figlia

Da tantissimo tempo non provavo a coinvolgere la piccola nella pratica yoga.
L’altro pomeriggio mi è tornato tra le mani il  libro di Clemi Tedeschi “Piccolo Yoga” e sfogliandolo ho pensato “Perché no? e perché non oggi?”.

Piccolo Yoga

Così abbiamo preso i tappetini, i cimbalini, un tamburello, una tastiera giocattolo che emette delle musichette, dei fogli e dei pennarelli, e ovviamente il libro di Clemi e abbiamo fatto la nostra oretta di yoga!
Abbiamo iniziato con dei canti di Ananda, poi con la pratica del libro che prevedeva una storia raccontata e varie posizioni da assumere, poi ancora una pratica di Ananda, un rilassamento con la “Primavera di Vivaldi” della sua tastierina, e per finire una meditazione con visualizzazione. Ero davvero stupita di quanto mi seguisse.

Poi per concludere abbiamo disegnato quello che volevamo, qualcosa che ci era piaciuta durante la pratica o anche solo qualcosa a piacere!
E’ stato lo yoga che ho preferito negli ultimi… anni! 🙂
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Al Planetario di Torino

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Nell’ultimo mese sono stata di nuovo assente dal blog. In parte per mancanza di tempo, in parte perché mi sembra di scrivere sempre le stesse cose :D, però alla fine mi piace l’idea di tenere una specie di diario dove poter rivedere i momenti trascorsi in famiglia o i pensieri che mi sono passati per la testa.
Una delle cose che non mi vorrei perdere è la memoria della mia piccola in questi suoi primi anni di vita. Già ora quando riguardo le foto o i video di quando aveva 2 anni non mi sembra già più lei!

Un giorno, lo scorso mese, abbiamo approfittato di un giorno libero del papà (e di un giorno di ferie mio) per una piccola gita, ma dato che il tempo non era dei migliori, mi è venuta l’idea del Planetario di Torino.L’idea si è rivelata vincente,è stata una visita molto interessante e divertente, anche per la piccola che, come ho scritto altre volte, è attirata dai pianeti e dalle stelle.

Intanto il Planetario di Torino (di Pino Torinese)  è pensato per le scuole e per una visita interattiva. ci sono tantissimi “giochi” ed “esperimenti” da fare, e per fortuna quel giorno non c’erano molti ragazzi, per cui è stato facile per noi utilizzare un po’ tutte le postazioni.
Questo corpo celeste o stella azzurra è una postazione “spaziale” da dove si può partire per un bel viaggetto virtuale

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P_20180403_134116e da cui si vede il nostro pianeta che abbiamo appena “lasciato”…

Questi altri sono degli esperimenti di fisica. C’era anche un palo a cui aggrapparsi per sperimentare la forza centrifuga… io ne sono uscita barcollante, non ho più l’età!!
Questo qui sotto è un interessante esperimento sul magnetismo. Si poteva modificare il magnete, che andava poi a conferire diverse forme al ferro fuso. Il personale del planetario poi è disponibilissimo a spiegare ogni cosa!

Uno dei giochi più divertenti è il “salto” sulla Luna. In pratica si è posizionati su una pedana in diagonale e una telecamera ci “proietta” sulla Luna, e su questa pedana ci si può dare una spinta, che corrisponde ad un “salto” con la gravità lunare.

Insomma, non so se mi sono spiegata (forse no), ma ecco la piccola sulla Luna, anche se lei sta decisamente cadendo!

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E questa gigante rossa? E’ il vero e proprio planetario, dove proiettano il cielo del mese e altre lezioni di astronomia, ma anche cartoni animati “spaziali”!

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Un’altro affascinante divertimento è la passeggiata sulle stelle (vedi foto iniziale): si cammina su diversi schermi che mandano immagini dello spazio in movimento.
Per chi è interessato alle stelle, una vera pacchia e un modo per sognare anche da adulti 😀
Ecco il sito del Planetario, molto consigliato a tutti!!! La prossima tappa sarà visitare anche l’osservatorio!

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