Primavera

Ben arrivata primavera, anche nel nostro giardino!
E’ proprio  un periodo di rinnovamento, quello che mi serve!

E abbiamo anche festeggiato a casa il 77° compleanno della nonna (mia mamma)…

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…Peccato solo per l’ennesima malattia della piccola :////

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Vita interiore e poco altro

I cambiamenti dell’ultimo periodo mi hanno portato ad una certa chiusura, me ne rendo conto. Anche qui sul blog trovo più difficile scrivere. Da tempo ormai sono anti-social (no facebook, per intenderci), ora lo sto diventando forse ancora di più, nella vita reale.
Ci sono giorni in cui i contatti con gli altri mi creano semplicemente fatica. Poi ne seguono altri dove ne sono pienamente contenta e appagata, ma solo dalle amicizie vere.
Per il resto, provo spesso un senso di distanza.
Sarà l’età, sarà che a 40 anni e fritti inizi a capire chi sei e cosa vuoi davvero. Sarà che da tempo sono finiti i giorni in cui ero portata a socializzare e a circondarmi di cento persone diverse (si fa per dire). Ora sono come tornata all’infanzia: alla chiusura in me stessa e ad accettare chi sono, a differenza di prima.
Ho partecipato ad un seminario di yoga e meditazione domenica, tutto bene, molto bello, un grande ripasso e una nuova spinta di interesse verso lo yoga. Ma è sempre lì, il senso di non-appartenenza. Quella cosa che mi fa dire “Ok, grazie, ora preferisco continuare da sola”. Come quando alla materna mangiavo da sola nel tavolo da 6, più o meno.
Solo che là forse gli altri mi facevano paura in un certo senso, ora mi disturbano, spesso.
Comunque sia, sarà il periodo. Saranno le incomprensioni irrisolvibili a portarmi qui. Al chiuso di me stessa.
Sarà la difficoltà di superare i momenti in cui tua mamma non si ricorda il tuo nome e la vedi dispiaciuta. O quando la accompagni ad una visita ed è agitata perché non sa cosa succede.
Poi. Ieri il papà di una mia cara amica è andato in cielo… oltre al dispiacere per lei, mi ha ricordato molto la vicenda di mio papà, di quando se n’è andato.
Ci sono cose di cui non ti va di parlare o di condividere. Sai che non verresti capito.
D’altra parte, la voglia di stare con la mia piccola aumenta sempre più. Quanto vorrei poterle dedicare più tempo!
Succede spesso che nei pomeriggi liberi che ho, ci si incontra con qualche altra mamma e/o bambina… ma spesso mi pesa anche quello, vorrei proprio starci io e basta con la piccola!!Passerà, poi come sempre accade vivrò la fase inversa!!

Al seminario yoga si faceva riferimento alla pratica di Titiksha, nell’ambito del 5° passo di Patanjali (Pratyahara, ritiro dei sensi o interiorizzazione). Titiksha è proprio il momento del non-coinvolgimento, né da stati di euforia, né da stati di tristezza.
Il punto è proprio questo: il non farsi prendere dalla propria reazione, non tanto o non solo da ciò che ci succede nella vita. E’ la reazione quella con cui non vale la pena identificarsi. Ed è quello che vorrei raggiungere. La pazienza, la resistenza.
Da “Supercoscienza” – S. Kriyananda:

Titiksha

Titiksha 2

Trovo maggior gioia a stare dentro di me che non fuori.
D’altra parte, è vero che l’eccessiva solitudine non ha mai giovato. La giusta via di mezzo.
I valori più importanti di amore e amicizia, valori veri.
Lo yoga.
Che altro volere?
🙂

 

 

 

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Gita all’Acquario

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Lo scorso week end stranamente c’è stata una concatenazione di eventi per cui: mio marito non lavorava, la piccola non era malata, idem per la coppi a di amici con bimbi con cui eravamo, e per giunta c’era anche il sole!
Così ci è venuta l’idea dell’Acquario di Genova.
Spero tanto che la mia amica Lela mi perdonerà per esser andata a Genova senza incontrarla, ma certamente ci tornerò per vedere la città e magari ci potremo vedere con calma e senza pesci di mezzo 🙂

Siamo stati all’Acquario, dicevo, che ha visto la mia piccola esaltatissima, col suo amico di sempre poi erano davvero irrefrenabili! Anche noi grandi l’abbiamo apprezzato, anche se un pochino di tristezza ci è venuta pensando allo stato di cattività in cui vivono quegli animali. Mi son detta però che al di fuori di quel luogo non sopravviverebbero ormai, e anzi addirittura c’era una tartaruga marina recuperata dal mare con il carapace ferito, che stazionava lì provvisoriamente fino al completo recupero.
Insomma, la giornata è stata molto positiva, e davvero per noi è quasi  una rarità essere tutti e tre insieme per un giorno intero e poterci dedicare a qualche gita.

Il periodo appena passato è stato duro per tutti, tra malattie della piccola e stato di salute della nonna… per non parlare del mio umore peggiorato.
Invece ultimamente mi sento meglio.
Ho bisogno di pensare e vedere le cose belle, di aggrapparmi a ciò che mi da un po’ di gioia: le amiche, la mia famigliola, la tranquillità da ricercare. Lo yoga è sempre lì, ma mi sento un pochino… apatica ecco. Spero di ritrovare la voglia.
Intanto mi riguardo qualche foto di Genova… mi manca molto il vedere la città però (dopo 3 ore di acquario non ce la siamo sentiti di portare i bambini in città, non avrebbero retto…).
[E mi chiedo: perché ogni posto mi sembra migliore di Milano??? poi va a finire che torno a casa col nervoso!!! :D]

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Messaggi a yoga

Ieri sera la seconda lezione di yoga dell’anno (una al mese, praticamente, ma migliorerò!!)

Mi è servita tantissimo!!
Intanto, la schiena si è un pochino sciolta, sono settimane che è tesa e rigida e praticamente sempre dolorante.

Poi, cosa ancora più importante, la mente si è riposata. Concentrandosi sulle asana, non si pensa a molto altro.
Poi la mia insegnante sa sempre come infondere voglia ed energia, anche sono con il tono di voce. Non so come faccia, penso sempre che sia merito del suo segno zodiacale! Non che me ne intenda, ma lei mi ha sempre dato l’idea dell’Ariete. Arriva e sfonda.
Ultimamente mi è stata vicina, ci siamo confrontate parecchio sul tema “badanti”, dato che lei non è in una situazione rosea con suo marito che è semi-paralizzato.
Eppure, l’energia che ha lei non è cosa comune.
E io so che questa energia (ok, oltre che dal segno zodiacale) la attinge in gran parte dallo yoga.

Alla fine della lezione poi è arrivato il rilassamento.
Con concentrazione nell’occhio spirituale.
E lì ho sentito che c’erano dei messaggi per me.
Mi capita – forse capita a tutti – di sentire, in certi momenti di quiete un pensiero, che non mi sembra un pensiero mio, ma come di qualcuno che me lo sta inviando.

Ho raccolto questo messaggio.
Non sono in grado di ricordare esattamente le frasi che ho ascoltato, ma sono state efficaci, e il punto centrale mi è rimasto impresso. Un piccolo tesoro da custodire, a cui ripenserò quando ne avrò bisogno.
Sono uscita alla fine della lezione con un peso in meno.

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Equilibri…

La situazione con mia mamma si sta lentamente normalizzando.
Siamo entrati in una nuova fase, in cui lei purtroppo non è più la persona di prima, ma in cui esistono nuovi equilibri, ritmi e nuovi impegni.
Per lo meno ci sentiamo più sicuri, con la badante.
Io sto cercando di ritrovare la pace dentro di me, che per varie vicissitudini spesso mi manca.
Sto inseguendo un equilibrio, fatto di tante piccole cose. Ma mi sembra che tutto sia in miglioramento, per fortuna.
La piccola è ritornata a scuola ieri, dopo altri 10 giorni a casa. Quando sta bene lei, mi sento meglio anch’io. Spero che esca dalle continue ricadute di bronchite che sfociano di consueto con un’assunzione di antibiotico.
Beninteso, lei è felicissima di stare dai nonni e non alla scuola materna!! Ma così non si può continuare.

Comunque, l’altro giorno ci siamo date alla cucina e abbiamo fatto dei biscotti frollini e una crostata piccolina, oltre alla torta salata che stranamente ha mangiato anche lei ieri.
Abbiamo rivisto qualche amichetta e amichetto, e anch’io sto cercando di fare cose normali come vedere delle amiche e uscire un attimo di casa.

Ci sono giorni in cui tutto ti sembra più leggero. C’è il sole, uscirai a mangiare una pizza (con l’ufficio eh) e vivrai la tua giornata.
Altri meno. Come quando ad una tua amica succede qualcosa di brutto e si trova in uno stato di angoscia.
La vita è spesso un’altalena.
Cara amica mia, cerca di essere forte. Ti penso sempre.

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Una nuova alba

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Il periodo peggiore spero di essermelo lasciato alle spalle.
Ora mi sento molto meglio, anche fisicamente. I pensieri tornano ad essere un po’ più ordinati e non ho più quella sensazione di oppressione né quella, ancora peggiore, di essere costantemente di frettissima, in ritardo, di dover correre, di dover stare attaccata al telefono o a risolvere qualche urgenza.

Ieri sera e stamattina mi sono presa qualche decina di minuti per la meditazione. E’ sempre un toccasana.
Settimana scorsa sono andata ad una lezione di yoga, la prima del nuovo anno (!), ed è andata bene.
Cerco di recuperare un po’ di energia giorno per giorno, soprattutto mentalmente. E soprattutto nel fare cose “normali”.
Sempre quella normalità che sembra scontata ma che in realtà non lo è. Tante volte è un privilegio.

Questo nuovo periodo, questo nuovo febbraio, sarà anche l’inizio di una nuova fase, più positiva, certo, ma in cui si dovranno rimettere in ordine le priorità, in cui ritrovare e ritagliarsi momenti di calma, cercare nuove “risorse” interiori.

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Fluire con gli eventi

Alla fine è arrivata anche la luce in fondo al tunnel.
Sono stati giorni difficili, dove niente era mai abbastanza: non ero abbastanza presente al lavoro, dove creavo un po’ di scompiglio tra i colleghi e con i capi sul chi fa cosa e quando sarei rientrata… non ero abbastanza presente con la piccola, che ne ha risentito molto del mio andirivieni, del mio stare costantemente al telefono nelle ore in cui ero con lei, non abbastanza da mia mamma, non abbastanza alla ricerca di badanti, almeno per le prime 2 settimane. Tira di qua, tira di là, mi sentivo come una coperta troppo corta, che per fortuna non si è strappata.

Alla fine la “luce” è arrivata (almeno per ora!), una luce dall’est. Dalla Moldavia, per l’esattezza. Una ragazza che ci sembra come un angelo venuto a tirarci fuori da un casino totale, arrivata direttamente da là solo per incontrare me. E tra tutte, proprio lei è stata quella “prescelta” come badante.
Stranamente mia mamma l’ha subito accolta bene (non l’avremmo MAI detto!!!!), e sembra felice e tranquilla… nei limiti della sua malattia, beninteso.
E ora, a poco a poco, mi sto riprendendo un po’ la mia vita, il contatto con la piccola e con mio marito che mi ha fatto sempre da spalla, il lavoro rientrato nei ranghi, il sonno che era molto altalenante, e un po’ di serenità, in un nuovo equilibrio familiare ancora tutto da definire. Nuovi impegni da stabilire, nuove priorità.

In questi giorni mi sono state utili le parole della mia insegnante di yoga, che anche lei è in una situazione simile con la malattia del marito:

“Tutto ciò che arriva accoglilo come un dono. Non opporre resistenza. Cerca di fluire con la novità, e di affidarti al maestro”.
Così ho fatto e sembra essere “andata”.

Ora si aprirà un nuovo capitolo.

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Giorni così

La settimana è stata dura.

Duro organizzarsi a casa, al lavoro, andare a passare le notti da mia mamma e a casa la mia bimba che è stata malata con febbre alta e mal di orecchio.
Cerco sempre di mantenermi calma, anche se la stanchezza di sera si fa sentire e soprattutto i pensieri si sovraffollano. L’agenda di cose da fare e persone da chiamare è fitta.
La strada è ancora lunga e ancora non ne vedo la fine. Mi sento costantemente sotto stress, ma so che sarà una cosa momentanea e prima o poi riacquisterò “la mia vita”.
Il tempo che trascorro a casa, o sono a pezzi sul divano (dopo le 21,30 quando la piccola è a letto), oppure sono al telefono o in doccia a cercare un minimo relax. La piccola mi vede a spizzichi, ma al momento è così: se non risolvo la questione mi vedrà sempre a spizzichi…

Da mia mamma sto sistemando un po’ una camera in vista di qualcuno che possa trascorrere lì la notte. E facendo il repulisti di un armadio mi sono imbattuta in oggetti di altri tempi… la “dote” di mia nonna (cioè sottovesti o camicie da notte ricamate a mano) e alcuni ricami della mia bisnonna che risalgono a più di 100 anni fa.

Se avessi avuto più tempo, qualche cosa me la sarei provata… e credo che sarei stata la prima a farlo… ad ogni modo  stato un piacevole tuffo in un passato che mi sembra così lontano e sconosciuto…

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La lettera di mia mamma dice che la dote è stata ricamata nelle lunghe sere d’inverno alla luce di una candela… avrei voluto vederla, la mia nonna, e prima di lei la mia bisnonna, a realizzare questi oggetti aspettando il matrimonio. Vite che mi sembrano così lontane, di cui mi sembra mi sfugga sempre qualcosa, nonostante i racconti.

Oggi va così, un po’ di malinconia!

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Lunedì al fiume

L’altro giorno, approfittando della giornata di sole e delle mie ferie forzate con la mamma, l’ho portata a fare il solito giro al fiume, che è stato davvero un toccasana! Sembrava primavera, c’eravamo solo noi e qualche uccello selvatico, oltre ai cigni. Mia mamma mi sembrava rilassata. Si era messa in testa il cappuccio per nascondere la benda, ma comunque eravamo solo noi!





Ed ecco il paesaggio del mio risveglio a casa di mia mamma, erano anni che non dormivo qui


Per ora la situazione non è variata molto… Non abbiamo ancora una soluzione al momento, sto pensando davvero di chiedere una aspettativa..

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Restare a galla

Purtroppo la situazione con mia mamma è precipitata.

Ha avuto una brutta caduta dalle scale, con 7 punti di sutura alla testa.
Ma a parte questo, non può più stare sola, nemmeno un momento.
Pensavamo di avere un pochino più di tempo, invece ormai la cosa sta degenerando.
Per cui finché non troveremo una soluzione, dovremo essere presenti giorno e notte, con turni per dormire da lei e ferie dal lavoro per stare là anche di giorno.

Spero vivamente di sistemare un po’ le cose in tempi abbastanza rapidi da non dover prendere un’aspettativa… trovando però la soluzione giusta.

Il sonno non è dei migliori, ma soprattutto mi sveglio già con l’ansia, e di colpo mi arrivano i pensieri e le domande su cosa dovrò fare dopodomani o tra una settimana, mentre sono ancora tra le coperte e non ho ancora mosso un muscolo per scendere dal letto.

Il dispiacere nel vedere una persona così cara ridotta a uno straccio, è misto alla preoccupazione del “come farò a gestire la situazione”, cercando nello stesso tempo di non far ricadere tutto sulla piccola, ma di essere comunque abbastanza presente, andando a prenderla a scuola o cercando di fare qualcosa insieme, nei limiti del possibile e del tempo che mi rimane nell’arco della giornata.

Stamattina in treno ho finito di leggere questo libro, che in molte parti mi ha regalato serenità

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Ieri ho letto di quando l’autore si era perso sulla Sierra Nevada, a piedi, e stava calando la notte.
Inizialmente in preda al panico, ha poi capito che l’unico modo per non perdersi del tutto era rimanere centrato nel profondo, calmarsi, concentrarsi e placare l’ansia, che spesso fa fare cose avventate o prendere decisioni improvvisate.

Perciò ha concentrato la mente su Dio e si è messo nelle sue mani. Piano piano ha sentito la gioia e la pace crescere dentro di sé, finché il cammino è diventato gioioso, ha incontrato persone che l’hanno aiutato e alla fine era quasi dispiaciuto che la notte finisse.

So cosa significa restare nella presenza di Dio (o del Maestro, o dello Spirito). E’ una sensazione di pace “intoccabile”. Ti senti bene e vedi le cose diversamente. Niente ti sconvolge.
In queste sere questa sensazione mi ha un po’ accompagnato.
E’ la cosa che più sto ricercando e che mi dà conforto (oltre alla piccola, a mio marito, a tutti coloro che ci stanno aiutando e sostenendo!)

“Qualunque cosa venga da sé, ben venga. Nel profondo del mio cuore, sono sempre contento”
S. Kriyananda

 

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