Toscana… tra i colori del vento

Mi piace tenere questo blog come cassetto dei ricordi. Mi piace chiedermi cosa ho fatto 3,4 anni fa e poter scorrere indietro il blog e poterlo ritrovare. Ritrovare anche le due righe che scrivo in accompagnamento, perché a volte la foto da sola non basta a rievocare lo stato d’animo e l’atmosfera di un certo periodo.

Quindi vorrei ricordarmi un domani che cosa mi è piaciuto, o ci è piaciuto, della piccola vacanza toscana di quest’estate.

Intanto, uno su tutti: I TRAMONTI

Essere in un campeggio a pochi istanti dalla spiaggia, in Toscana, cioè a occidente, ha il vantaggio di regalare uno spettacolo ogni sera:  il tramonto. Eccone qui una piccola serie dei mille che abbiamo fotografato

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Poi, direi, il borgo di POPULONIA con il PARCO ARCHEOLOGICO ETRUSCO

Per fortuna abbiamo scelto una giornata inizialmente nuvolosa e quindi non afosa per visitare le tombe etrusche, ricche di mille sorprese… compreso il fatto di scoprire che questo sito archeologico esiste ed è vastissimo! Noi ne abbiamo visitato una parte perché sarebbe risultato un po’ impegnativo. Quindi ecco le tombe etrusche, conservate in uno stato molto buono!

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E il sito più in alto, a Populonia, di età romana, con i resti delle terme.

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Da questo sito si gode di una visuale ottima sul mare e sul borgo.

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Poi: BOLGHERI, una piccola frazione di Castagneto Carducci, dove ha vissuti indovinate chi? Proprio il Carducci. Lo abbiamo visitato però in una mattina di pioggia ma nella stranezza della cosa (acqua a rivoli e quasi torrenti per le strade!) è stato divertente.

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E poi LA VITA DA CAMPEGGIO. Noi avevamo affittato un bungalow, ma abbiamo comunque vissuto un grande senso di libertà, di colazioni, pranzi e cene all’aperto, in veranda, della spiaggia a pochi metri, del frinire insistente delle cicale.
La piccola si è divertita molto, si sentiva un po’ autonoma, andava e tornava da sola alcune volte, si è sbizzarrita in mare, sempre un po’ mosso per cui divertente, e in piscina. E anche il suo papà, che adorava letteralmente la pineta in cui eravamo.
Insomma, quando si dice una vacanza rigenerante…

(un paio di foto del mare sempre nella stessa giornata piovosa in cui siamo stati a Bòlgheri… sarà che le foto vengono meglio con il tempo brutto…)

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Vi saluto con una bella poesia, a mio avviso, di un’artista di strada “mangiafuoco” che abbiamo avuto il piacere di vedersi esibire una sera. Uno spettacolo oserei dire catartico, in quanto alla fine era prevista anche una partecipazione da parte del pubblico: ognuno poteva scrivere su un foglietto qualcosa di cui si voleva liberare, e poi eravamo invitati a bruciarlo in un braciere, e si poteva lasciare un’offerta in cambio di una poesia che vi riporto qui

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Visita alla mostra sui PreRaffaeliti

Una delle ultime uscite culturali organizzate per lavoro prevedeva la visita alla mostra “PreRaffaeliti” a Palazzo Reale, una vera chicca!!

Ho avuto il piacere di vedere dal vivo uno dei miei quadri preferiti in adolescenza… Quando vivevo quegli anni di pathos, di amore e odio, di sentimenti contrastanti, di amori che finivano e quant’altro…. come non innamorarsi dell’Ofelia di Millait? Ho avuto quasi un brivido quando l’ho vista dal vero!!!

Eccola qui (foto migliori si trovano sul web)20190715_171850

La nostra guida ci spiegava che la modella, Elizabeth Siddal, poetessa e pittrice a sua volta nell’ambito della confraternita dei preRaffaeliti, fosse stata talmente a lungo immersa in una vasca da bagno per poter posare, da aver sviluppato una forma di bronchite che pare abbia contribuito alla sua morte, avvenuta forse anche per una dose eccessiva di laudano, (probabilmente un suicidio).

Mi affascinava tantissimo all’epoca del liceo, e anche ora vista dal vivo…

La confraternita proponeva temi dal fascino decandente, naturalistico, esaltando anche un passato medievale un po’ idealizzato… comunque ho trovato la mostra molto accattivante, sono state realizzate delle scenografie un po’ medievali per esaltarne l’ambientazione…

Questa qui sopra vi sembra una Madonna con Bambino? Niente affatto… è la moglie dell’artista (Brown) che gli porge il figlioletto, forse non molto in salute… e quella che sembra un’aureola è in realtà uno specchio, dove troviamo riflesso lo stesso Brown (il pittore ha sposato la modella dopo la nascita del bambino).
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Ecco qui sopra un dipinto che ha fatto scalpore. Quello delle suore (Millait, “la valle del riposo”). Due suore stanno scavando una fossa per una sepoltura, una delle due sta lavorando a braccia nude, cosa mai vista in un quadro, e oltretutto si sta dedicando ad un duro lavoro non proprio conferme ad una religiosa dell’epoca… mentre l’altra guarda direttamente lo spettatore. Siamo nel 1859.

Ritroviamo poi la Siddal nella “Beata Beatrix” del fondatore del movimento, Dante Gabriel Rossetti di cui era stata la moglie e che le ha dedicato quest’opera 2 anni dopo la morte di lei. Si intuisce l’idea della morte dal colorito pallido di Beatrice (quella di Dante Alighieri), e dal fiore di papavero bianco che un volatile le porge, simbolo nonchè ingrediente del laudano:

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Ecco infine un’opera a mio avviso stupenda, “La Dama di Shalott” di Waterhouse.

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Racconta la storia (tratta da un poema) di questa dama condannata a vivere in una torre e a ricamare le scene di ciò che vede, pena la morte se smetterà di ricamare o se tenterà di uscire.
Vede però passare Lancillotto di cui probabilmente si invaghisce, e decide di rompere questa sua prigionia andando verso un destino certo…
Ampi ricami si trovano sull’imbarcazione con cui decide di fuggire, rompendo la catena che tiene ancora in mano. Lo sguardo afflitto, e la barca che sembra già una tomba, col crocifisso appoggiato sopra, tre candele di cui due già spente e la terza quasi.
Il tema della libertà femminile, che richiede sempre un prezzo molto alto.
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Due passi mattutini a San Lorenzo

Ieri ero in anticipo sulla tabella di marcia verso l’ufficio, e sentivo tanto il bisogno di passare in una chiesa. Tra le tante nei dintorni dell’ufficio (in una zona centrale di Milano), sono passata in San Lorenzo.

Intanto ho scattato qualche foto proprio classica, tipo alle Colonne e ai tipici tram. Ma seppur banali, non ho resistito…

Ed ecco l’interno della Chiesa, che ho pubblicato già altre volte… seppur frequentata da qualche turista, è sempre un luogo particolare da visitare per un attimo di raccoglimento

Alla prossima!

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La scuola è finita!

…e il primo anno è andato. La piccola ha ufficialmente concluso la prima elementare!

Tirando le fila di questi mesi, posso dire che certamente è cresciuta, maturata un po’, di certo non ha perso l’energia (nonostante in classe debbano stare ovviamente sempre seduti e seguire regole di silenzio e altro), ma anzi ha guadagnato in interessi e in entusiasmo da dedicare alle materie scolastiche.
Mi sembra che proprio le piaccia tutto, anche le famose ore di religione con la maestra severa.
Guardando tutti insieme i suoi quaderni, che la scuola ci ha restituito, mi rendo conto di quanto sia stato fatto in questo primo anno, e di quanto lavoro ci sia dietro da parte delle maestre.
Mi posso dire soddisfatta di tutti questi aspetti della scuola, mi sembra che ci sia in generale molta voglia di fare.

Oggi ci sarà il colloquio finale, o meglio, i saluti, anche perché salutiamo definitivamente la maestra di matematica che andrà in pensione, sperando in bene per chi verrà al suo posto a settembre.

Migliorerei forse proprio questo lato: la comunicazione con le famiglie. Mi aspettavo poi un po’ più di “pedagogia”, di riunioni che offrissero una visione generale di dove si sta andando, di quali sono i metodi educativi, i metodi didattici, di cosa ci si aspetta dalle famiglie (probabilmente che restino il più possibile fuori dalle scatole).

Sarà che a me piacciono i discorsoni teorici (!) però è un po’ svilente che alle riunioni si parli solo di che marca di pastelli si spezza di meno quando le temperi… insomma, non si sa nemmeno che domande fare, dato che non ci sono appigli per un discorso…

Ma sono sicura che questo sia un problema solo mio in classe, e forse di 1 o 2 altre persone, non di più.

Nel frattempo, è iniziato il centro estivo dell’oratorio, e ne siamo contenti. Pur con mille titubanze (se a scuola c’era poca comunicazione, qui è del tutto assente…), pur con le varie “dicerie” di paese (ci sono 2 centri estivi dell’oratorio e quello dove abbiamo iscritto la piccola è più gettonato dai bambini grandi mentre i piccoli vanno quasi tutti all’altro), la piccola quando esce da quel cancello è super contenta, forse solo a Leolandia l’ho vista così esaltata!!
Il programma comprende varie attività, alcune organizzate dagli animatori (giochi di squadra, baby dance, giochi d’acqua), altre di tempo libero, gioco spontaneo, laboratori di arte, piccole uscite (alle grandi uscite per ora non parteciperà), e ovviamente anche preghiera.
Credo che poi le piaccia il fatto di non essere sempre controllata in tutto dagli adulti!

Insomma, mi sembra che la piccola sia davvero nel pieno di una crescita e soprattutto che prenda le cose positivamente!

🙂

 

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Piccolo viaggio tra Toscana e Umbria

Lo scorso week end io e mio marito abbiamo fatto vacanza: eravamo invitati ad un matrimonio in Umbria, senza figli (discutibile o no questa richiesta degli sposi, ma comunque abbiamo accettato, forti della presenza dei nonni e anche un po’ desiderosi di fare una vacanza di coppia).

Perciò abbiamo inserito una prima tappa toscana, per la precisione ad Arezzo, vuoi perché era di strada verso l’Umbria, vuoi perché nessuno dei due l’aveva mai vista.

Inizialmente mi ero chiesta se fosse una città come dire… da visitare… non si sente molta pubblicità su Arezzo… ma cercando su internet era chiaro che fosse una bella città, e tale si è rivelata.
Particolare, un po’ sottotono, ha caratteristiche che la potrebbero rendere molto più tristica (ma per certi versi meglio cosi!)

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E ha delle chicche artistiche di Piero della Francesca nonché un crocifisso del Cimabue!

Il nostro giro proseguiva poi per Orvieto, molto molto carina, anche questa città, umbra stavolta, non l’avevo mai visitata. La prossima volta vorrei fare anche il percorso sotterraneo che per mancanza di tempo non abbiamo affrontato:

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Abbiamo poi proseguito per Todi, dove si sarebbe svolta la cerimonia del matrimonio a cui eravamo invitati. Anche questa è stata una bella occasione di vedere posti mai visti prima:
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Una volta tanto abbiamo fatto un piccolo viaggio itinerante. Come sempre poi avi a pensare a quanti posti esistono al mondo, alcuni così vicini, e che non hai avuto occasione di visitare.
Ma per ora ci accontentiamo di queste piccole perle che abbiamo avuto modo di vedere.
🙂

 

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Bambina mia, mi ascolterai?

“Tesorina, per favore, impara ad ascoltare la mamma… i genitori sono qui per insegnare ai figli, per proteggerli e per aiutarli. Quando ti dico come fare qualcosa o cosa non devi fare, non è per contrastarti, ma solo perché so che è meglio per te.
Poi tra qualche anno, quando sarai più grande, può darsi che ti interesserà poco cosa pensano i genitori, però ricordati di ascoltarci, per favore”

E lei: “Sì!!! allora, se ti tocco sul cuore vuol dire sì, se ti tocco sul naso vuol dire “ci proverò”, se ti tocco sulla spalla vuol dire no. Dai, chiedimelo”

Io: “Mi ascolterai?”
Lei mi dà un tocco sul naso, poi mi dice “anche se vorrei [tocco sul cuore]” … “Però qualche volta [tocco sulla spalla ridendo]”.

Realistica, comunque!!

😀
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Voglia di verde

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Ieri pomeriggio sono stata un po’ in giardino con mia mamma, un po’ perché non avevo voglia di andare lontano e un po’ perché mi era venuta l’ispirazione di scattare qualche fotografia, vista la bella giornata. Le ho raccolto questo mazzolino, era molto contenta (ultimamente non sorride quasi mai).

Poi mi sono messa un po’ a cogliere angoli di giardino…

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…e anche della parte orto, creata meticolosamente dalla badante:

Mi è venuta voglia anche di mettere un po’ più di verde al nostro balcone di casa!
Poi ogni volta che vado a casa di mia mamma mi sento un po’ più in campagna rispetto a dove abito io, nonostante il nostro palazzo sia al confine con le risaie a perdita d’occhio. Sarà che dove abitavo prima (appunto, al paese di mia mamma), sento la vicinanza del Ticino e di un ambiente molto più naturale rispetto ai campi coltivati.
Beh vedremo cosa combinerò sul balcone, per il momento! 🙂

 

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L’ora di religione: dubbi e perplessità

A lungo mi sono chiesta negli anni scorsi se avrei voluto iscrivere la piccola all’ora di religione a scuola e al catechismo.
“Se avrei voluto iscrivere” che è diverso dal “se avrei iscritto”, dato che non sono da sola a decidere e giustamente ogni decisione la prendiamo in due.

Di per sé non ero molto entusiasta all’idea.
Premetto che il mio percorso personale si è svolto abbastanza lontano dalla Chiesa: dopo la classica infanzia con catechismo, sacramenti, religione a scuola e una maestra ossessiva, a 15 anni ho mollato il colpo e sono diventata agnostica per alti 15 anni. Solo con l’arrivo dello yoga nella mia vita ho riscoperto Gesù e la spiritualità. Mi sono sposata in Chiesa, ma al di là di questo niente altro (l’alternativa del sindaco non mi piaceva).

Quindi, torniamo a noi: iscriverla all’ora di religione a scuola? Abbiamo deciso per il sì. Non può restare ignorante in materia, e noi non saremmo in grado di spiegarle più di tanto (a parte che non ci ascolta mai!!).
Quindi ok, all’atto dell’iscrizione alla primaria indico la scelta per la religione cattolica.
E con tutti i pensieri e le preoccupazioni che potevo avere verso il primo anno di scuola elementare (il cambio dei compagni, le nuove amicizie, le maestre in gamba o meno, i compiti a casa, l’ammalarsi…) MAI avrei pensato di includere tra le preoccupazioni quella sull’insegnante di religione.

La piccola ha iniziato a parlare di questa maestra e ad avere l’ansia il giorno in cui c’è religione a scuola.
Le ahimè numerose volte in cui si è ammalata, voleva andare comunque a scuola di martedì perché saltare la lezione di religione pare sia un problema per lei, perché poi deve recuperare nell’ora di disegno libero, saltandolo (e lei ci tiene molto). Ma fosse questo il problema…
Ha iniziato a non voler andare, nel giorno in questione (il martedì).
Al che ho iniziato a farle domande sull’ora di religione, e salta fuori che (eravamo a novembre, del 1° anno di 1° elementare) la maestra scriveva qualcosa alla lavagna, poi si girava e chiedeva “Avete scritto?” [credo che non avessero nemmeno fatto a A in italiano, per dire…], poi passava tra i banchi e commentava “Lento… lento… lento… lumaca…”.
Ma soprattutto pare che sia molto severa, nel senso che non ammette che i bambini parlino o ridano e li riprende in continuazione [ma le altre maestre che li tengono per ore e ore, come faranno?]
Alcuni li riprende sempre, la mia qualche volta (e l’ho capito perché aveva un’ansia terribile in quei giorni), e le ho chiesto cosa le dice per sgridarla, se la chiama per nome… e lei mi dice che (siamo ad aprile) non sa nemmeno il suo nome, la chiama “tu”.

Ho iniziato a chiedere un po’ alle altre mamme, che ancora però non conosco bene, al di là della chat di classe. Alcune mi dicono che anche le loro figlie hanno l’ansia al martedì. Anche alcune di altre classi 1e.
In particolare, una mamma mi ha raccontato che nella classe della figlia maggiore, la maestra in questione aveva dato del tonto a un bambino e i compagni di classe si erano ribellati, e la cosa è arrivata alle altre maestre, davanti alle quali ha negato.
Personalmente l’ho incontrata solo una volta al colloquio iniziale, credo fosse novembre, e mi aveva raccontato una storia strana su una domanda che avevo fatto per alcuni atti di vandalismo. Storia che poi cozzava con altri fatti successi. Non entro nel merito ma ho il dubbio che mi abbia liquidato inventandosi una storia.

Una sera, la piccola, a letto, aveva l’ansia di questa ora di religione. Al che le spiegavo che la maestra, che insegna cose tanto belle, avrà anche lei qualcosa di bello, no? La sua risposta?
“Forse queste cose belle le avrà dentro… perché fuori proprio no”.
Cosa dovrei fare?
Sinceramente la vorrei togliere dall’ora di religione, dato che cambiare maestra non si può.
Mi sembra controproducente.
Mi sembra la classica che predica bene e razzola male.
Insegnarle cose belle a che prezzo?
Non si dovrebbe essere per prima cosa di esempio, nell’insegnare determinati “valori”?

Proprio ieri ho letto una cosa che ha scritto la mia cara amica Catia (ricordate il blog “A Scuola con Matilde?”), catechista e insegnante yoga, e questo post mi sembra esattamente quello che dovrebbe pensare ogni insegnante, soprattutto se si insegnano cose così importanti:

Le mie motivazioni personali nascono da un profondo rispetto per il mondo dei bambini e dalla voglia di imparare sempre più cose da loro.
I bambini a mio avviso sono molto più saggi degli adulti, e nella loro genuinità sanno cogliere aspetti della vita che gli adulti non vedono più.
Mi piace l’idea di contribuire a cercare di mantenere il più a lungo possibile questa genuinità e spontaneità attraverso una disciplina che amo così tanto.

Ecco perchè trasmetto lo yoga ai bambini.
Con semplicità, con umiltà. Si, perchè il fatto di essere un’insegnante non significa che io abbia raggiunto l’eccellenza e guai a me se mi considerassi arrivata nel mio percorso di insegnante di yoga (e di catechista).

Grazie Catia! 🙂

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Banksy, genio di denuncia sociale!

Domenica ho avuto l’occasione di andare alla mostra su uno degli artisti attualmente più discussi ma certamente tra i più originali e geniali: Banksy!

Non amavo i cosiddetti “graffiti” finchè non ho iniziato a capirli (come tutte le cose, eh…) alla mostra su Keith Haring. Quindi ormai sono entrata nella mentalità della Street Art!!

Dunque intanto Banksy è certamente una figura particolare per il suo anonimato. Sa creare attorno a sé un alone di mistero che certamente aumenta la pubblica attenzione su di lui. Ma soprattutto, le sue opere sono qualcosa di innovativo e certamente hanno il sapore di un bel pugno assestato nello stomaco.

Sono uscita dalla mostra anche con questa sensazione: che per uno Street artist significa: “Ho fatto centro!”

Ma passiamo a qualcuno dei suoi “stencil”, definiamoli così, dai più noti, ai più “simpatici”, ai più… pesanti!
La bimba col cuore: è stata recentemente un fatto di cronaca, quando il quadro è stato battuto all’asta da Sotheby’s e non appena acquistato, si è tagliato a striscioline per un meccanismo inserito nella cornice…
In realtà la bimba è un riferimento alla guerra in Siria, come si vede in un suo video (che linko subito dopo)

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Il ragazzo che lancia fiori
Strafamoso anche questo, l’originale era comparso su un muro a Gerusalemme.
L’artista ha realizzato addirittura un hotel, “The walled off Hotel“, ovvero “l’albergo fuori dal muro” di Gerusalemme in Cisgiordania proprio davanti alla barriera di separazione eretta da Israele per impedire potenziali aggressioni da parte dei palestinesi.

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Alcuni suoi simboli: i ratti, simbolo dei Writers, “Esistono senza permesso. Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera civiltà”. Come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitari si muovono nottetempo in spazi analoghi”. Discutibile, ma sicuramente è così.
L’uomo “armato” di cane. Ed è il cane di Keith Haring (vedi graffito sotto)

 

Ma veniamo ad un quadro che mi ha ispirato sui continui lamenti nel mio condominio sul gioco all’aperto dei bambini. Premetto che in condominio abbiamo un giardino enorme con tanto di laghetto. C’è sempre qualcuno che pretende di vietare il gioco. Già una volta ho tappezzato i palazzi con un cartello che diceva “Vietato vietare” con tanto di spiegazione. Alla prossima, si beccheranno questa opera di Banksy!

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La parte più simpatica o diciamo meno pesante è la lotta al consumismo. Davvero geniale!!!
Ecco qua:

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E infine, le cose che ho trovato più pesanti.
Ricorderete la fotografia premio Pulitzer sulla Guerra in Vietnam, con una bambina piangente irrorata dal napalm?

40 anni dopo, la foto 'Napalm girl' commuove ancora il mondo

ecco la denuncia di Banksy: simboli americani che divertiti la portano in giro…

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O ancora, la povera Doroty del Mago di Oz, innocente, infantile… che sta per subire un’ispezione integrale, come segnalato dall’azzurro dei guanti del poliziotto
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O ancora, la Madonna che allatta al veleno:

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Vi lascio però con questa, che ho trovato divertente sul movimento punk:

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La vorrei in casa! Le nonnine che ricamano “Punks not dead”!!!!!

Grandissimo!

Geniale!!!

Cosa ne pensate????

 

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Notte insonne, riflessioni sullo yoga e altro

Nelle notti insonni dovute a volte, come stanotte, a farmaci per aiutare a risolvere la bronchite (sempre il cortisone, anche questo inverno, come lo scorso anno), va a finire che mi alzo dal letto, scendo, bevo qualcosa, accarezzo la gattina che è sempre bisognosa di coccole, mi metto a leggiucchiare qualcosa, a girare su internet e a volte a farmi venire qualche nuova idea. Ad esempio ora ho appena capito cosa posso regalare a mio nipote per la maturità!!

Tornando a me, stanotte ho riaperto il libro “Come essere sempre felici” di Yogananda.

Vorrei rileggermelo con calma, senza fretta di volerlo terminare, assaporando un po’ le parole. È un libro di citazioni per cui poco impegnativo, ma sicuramente un buon ripasso per me per rimettermi sul punto.

Il mio yoga negli ultimi tempi non sta andando molto bene… tra le 3 settimane di tosse pesante e testa gonfia che mi hanno fermata fisicamente, tra la fatica di riuscire a presenziare al corso yoga con l’insegnante, dati sempre i turni di mio marito e l’essermi un po’ stancata di dover sempre chiedere ai miei suoceri di tenere la baby in quella sera specifica… tra che ho perso concentrazione nel volermi mettere a meditare, tra che non ho insegnanti che mi ispirino fino in fondo… mi sto quasi fermando.

Magari proverò a fare uno di quegli abbonamenti tipo al sito Yogare, in modo da mettermici un po’ da sola da casa. Trovare il tempo e il modo non sarebbe semplice, comunque.

Per questo spesso mi chiedo ultimamente in che direzione voglio andare, se questa sia ancora la mia strada. Sento che certamente sì, ma come, quando, e con quale guida che non mi faccia disperdere, non saprei proprio.

Sto anche rivedendo il manuale Raja Yoga ed. Ananda sempre interessante ma gira e rigira sono sempre le solite cose.

Forse banalmente mi servirebbe un buon libro di filosofia indiana, spesso la parte teorica è quella che mi stuzzica di più.

Quindi…nottata di pensieri, libri, riflessioni sullo yoga, sull’essere felici.

Vi lascio con una citazione sempre di Yogananda che apparentemente sembra piuttosto “mondana” ma che alla fine spiega l’importanza della felicità interiore come presupposto irrinunciabile

Buonanotte… per chi può :))

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