Voglia di verde

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Ieri pomeriggio sono stata un po’ in giardino con mia mamma, un po’ perché non avevo voglia di andare lontano e un po’ perché mi era venuta l’ispirazione di scattare qualche fotografia, vista la bella giornata. Le ho raccolto questo mazzolino, era molto contenta (ultimamente non sorride quasi mai).

Poi mi sono messa un po’ a cogliere angoli di giardino…

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…e anche della parte orto, creata meticolosamente dalla badante:

Mi è venuta voglia anche di mettere un po’ più di verde al nostro balcone di casa!
Poi ogni volta che vado a casa di mia mamma mi sento un po’ più in campagna rispetto a dove abito io, nonostante il nostro palazzo sia al confine con le risaie a perdita d’occhio. Sarà che dove abitavo prima (appunto, al paese di mia mamma), sento la vicinanza del Ticino e di un ambiente molto più naturale rispetto ai campi coltivati.
Beh vedremo cosa combinerò sul balcone, per il momento! 🙂

 

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L’ora di religione: dubbi e perplessità

A lungo mi sono chiesta negli anni scorsi se avrei voluto iscrivere la piccola all’ora di religione a scuola e al catechismo.
“Se avrei voluto iscrivere” che è diverso dal “se avrei iscritto”, dato che non sono da sola a decidere e giustamente ogni decisione la prendiamo in due.

Di per sé non ero molto entusiasta all’idea.
Premetto che il mio percorso personale si è svolto abbastanza lontano dalla Chiesa: dopo la classica infanzia con catechismo, sacramenti, religione a scuola e una maestra ossessiva, a 15 anni ho mollato il colpo e sono diventata agnostica per alti 15 anni. Solo con l’arrivo dello yoga nella mia vita ho riscoperto Gesù e la spiritualità. Mi sono sposata in Chiesa, ma al di là di questo niente altro (l’alternativa del sindaco non mi piaceva).

Quindi, torniamo a noi: iscriverla all’ora di religione a scuola? Abbiamo deciso per il sì. Non può restare ignorante in materia, e noi non saremmo in grado di spiegarle più di tanto (a parte che non ci ascolta mai!!).
Quindi ok, all’atto dell’iscrizione alla primaria indico la scelta per la religione cattolica.
E con tutti i pensieri e le preoccupazioni che potevo avere verso il primo anno di scuola elementare (il cambio dei compagni, le nuove amicizie, le maestre in gamba o meno, i compiti a casa, l’ammalarsi…) MAI avrei pensato di includere tra le preoccupazioni quella sull’insegnante di religione.

La piccola ha iniziato a parlare di questa maestra e ad avere l’ansia il giorno in cui c’è religione a scuola.
Le ahimè numerose volte in cui si è ammalata, voleva andare comunque a scuola di martedì perché saltare la lezione di religione pare sia un problema per lei, perché poi deve recuperare nell’ora di disegno libero, saltandolo (e lei ci tiene molto). Ma fosse questo il problema…
Ha iniziato a non voler andare, nel giorno in questione (il martedì).
Al che ho iniziato a farle domande sull’ora di religione, e salta fuori che (eravamo a novembre, del 1° anno di 1° elementare) la maestra scriveva qualcosa alla lavagna, poi si girava e chiedeva “Avete scritto?” [credo che non avessero nemmeno fatto a A in italiano, per dire…], poi passava tra i banchi e commentava “Lento… lento… lento… lumaca…”.
Ma soprattutto pare che sia molto severa, nel senso che non ammette che i bambini parlino o ridano e li riprende in continuazione [ma le altre maestre che li tengono per ore e ore, come faranno?]
Alcuni li riprende sempre, la mia qualche volta (e l’ho capito perché aveva un’ansia terribile in quei giorni), e le ho chiesto cosa le dice per sgridarla, se la chiama per nome… e lei mi dice che (siamo ad aprile) non sa nemmeno il suo nome, la chiama “tu”.

Ho iniziato a chiedere un po’ alle altre mamme, che ancora però non conosco bene, al di là della chat di classe. Alcune mi dicono che anche le loro figlie hanno l’ansia al martedì. Anche alcune di altre classi 1e.
In particolare, una mamma mi ha raccontato che nella classe della figlia maggiore, la maestra in questione aveva dato del tonto a un bambino e i compagni di classe si erano ribellati, e la cosa è arrivata alle altre maestre, davanti alle quali ha negato.
Personalmente l’ho incontrata solo una volta al colloquio iniziale, credo fosse novembre, e mi aveva raccontato una storia strana su una domanda che avevo fatto per alcuni atti di vandalismo. Storia che poi cozzava con altri fatti successi. Non entro nel merito ma ho il dubbio che mi abbia liquidato inventandosi una storia.

Una sera, la piccola, a letto, aveva l’ansia di questa ora di religione. Al che le spiegavo che la maestra, che insegna cose tanto belle, avrà anche lei qualcosa di bello, no? La sua risposta?
“Forse queste cose belle le avrà dentro… perché fuori proprio no”.
Cosa dovrei fare?
Sinceramente la vorrei togliere dall’ora di religione, dato che cambiare maestra non si può.
Mi sembra controproducente.
Mi sembra la classica che predica bene e razzola male.
Insegnarle cose belle a che prezzo?
Non si dovrebbe essere per prima cosa di esempio, nell’insegnare determinati “valori”?

Proprio ieri ho letto una cosa che ha scritto la mia cara amica Catia (ricordate il blog “A Scuola con Matilde?”), catechista e insegnante yoga, e questo post mi sembra esattamente quello che dovrebbe pensare ogni insegnante, soprattutto se si insegnano cose così importanti:

Le mie motivazioni personali nascono da un profondo rispetto per il mondo dei bambini e dalla voglia di imparare sempre più cose da loro.
I bambini a mio avviso sono molto più saggi degli adulti, e nella loro genuinità sanno cogliere aspetti della vita che gli adulti non vedono più.
Mi piace l’idea di contribuire a cercare di mantenere il più a lungo possibile questa genuinità e spontaneità attraverso una disciplina che amo così tanto.

Ecco perchè trasmetto lo yoga ai bambini.
Con semplicità, con umiltà. Si, perchè il fatto di essere un’insegnante non significa che io abbia raggiunto l’eccellenza e guai a me se mi considerassi arrivata nel mio percorso di insegnante di yoga (e di catechista).

Grazie Catia! 🙂

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Banksy, genio di denuncia sociale!

Domenica ho avuto l’occasione di andare alla mostra su uno degli artisti attualmente più discussi ma certamente tra i più originali e geniali: Banksy!

Non amavo i cosiddetti “graffiti” finchè non ho iniziato a capirli (come tutte le cose, eh…) alla mostra su Keith Haring. Quindi ormai sono entrata nella mentalità della Street Art!!

Dunque intanto Banksy è certamente una figura particolare per il suo anonimato. Sa creare attorno a sé un alone di mistero che certamente aumenta la pubblica attenzione su di lui. Ma soprattutto, le sue opere sono qualcosa di innovativo e certamente hanno il sapore di un bel pugno assestato nello stomaco.

Sono uscita dalla mostra anche con questa sensazione: che per uno Street artist significa: “Ho fatto centro!”

Ma passiamo a qualcuno dei suoi “stencil”, definiamoli così, dai più noti, ai più “simpatici”, ai più… pesanti!
La bimba col cuore: è stata recentemente un fatto di cronaca, quando il quadro è stato battuto all’asta da Sotheby’s e non appena acquistato, si è tagliato a striscioline per un meccanismo inserito nella cornice…
In realtà la bimba è un riferimento alla guerra in Siria, come si vede in un suo video (che linko subito dopo)

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Il ragazzo che lancia fiori
Strafamoso anche questo, l’originale era comparso su un muro a Gerusalemme.
L’artista ha realizzato addirittura un hotel, “The walled off Hotel“, ovvero “l’albergo fuori dal muro” di Gerusalemme in Cisgiordania proprio davanti alla barriera di separazione eretta da Israele per impedire potenziali aggressioni da parte dei palestinesi.

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Alcuni suoi simboli: i ratti, simbolo dei Writers, “Esistono senza permesso. Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera civiltà”. Come i ratti popolano fogne, cunicoli, aree degradate e abbandonate delle metropoli moderne, così i graffitari si muovono nottetempo in spazi analoghi”. Discutibile, ma sicuramente è così.
L’uomo “armato” di cane. Ed è il cane di Keith Haring (vedi graffito sotto)

 

Ma veniamo ad un quadro che mi ha ispirato sui continui lamenti nel mio condominio sul gioco all’aperto dei bambini. Premetto che in condominio abbiamo un giardino enorme con tanto di laghetto. C’è sempre qualcuno che pretende di vietare il gioco. Già una volta ho tappezzato i palazzi con un cartello che diceva “Vietato vietare” con tanto di spiegazione. Alla prossima, si beccheranno questa opera di Banksy!

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La parte più simpatica o diciamo meno pesante è la lotta al consumismo. Davvero geniale!!!
Ecco qua:

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E infine, le cose che ho trovato più pesanti.
Ricorderete la fotografia premio Pulitzer sulla Guerra in Vietnam, con una bambina piangente irrorata dal napalm?

40 anni dopo, la foto 'Napalm girl' commuove ancora il mondo

ecco la denuncia di Banksy: simboli americani che divertiti la portano in giro…

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O ancora, la povera Doroty del Mago di Oz, innocente, infantile… che sta per subire un’ispezione integrale, come segnalato dall’azzurro dei guanti del poliziotto
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O ancora, la Madonna che allatta al veleno:

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Vi lascio però con questa, che ho trovato divertente sul movimento punk:

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La vorrei in casa! Le nonnine che ricamano “Punks not dead”!!!!!

Grandissimo!

Geniale!!!

Cosa ne pensate????

 

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Notte insonne, riflessioni sullo yoga e altro

Nelle notti insonni dovute a volte, come stanotte, a farmaci per aiutare a risolvere la bronchite (sempre il cortisone, anche questo inverno, come lo scorso anno), va a finire che mi alzo dal letto, scendo, bevo qualcosa, accarezzo la gattina che è sempre bisognosa di coccole, mi metto a leggiucchiare qualcosa, a girare su internet e a volte a farmi venire qualche nuova idea. Ad esempio ora ho appena capito cosa posso regalare a mio nipote per la maturità!!

Tornando a me, stanotte ho riaperto il libro “Come essere sempre felici” di Yogananda.

Vorrei rileggermelo con calma, senza fretta di volerlo terminare, assaporando un po’ le parole. È un libro di citazioni per cui poco impegnativo, ma sicuramente un buon ripasso per me per rimettermi sul punto.

Il mio yoga negli ultimi tempi non sta andando molto bene… tra le 3 settimane di tosse pesante e testa gonfia che mi hanno fermata fisicamente, tra la fatica di riuscire a presenziare al corso yoga con l’insegnante, dati sempre i turni di mio marito e l’essermi un po’ stancata di dover sempre chiedere ai miei suoceri di tenere la baby in quella sera specifica… tra che ho perso concentrazione nel volermi mettere a meditare, tra che non ho insegnanti che mi ispirino fino in fondo… mi sto quasi fermando.

Magari proverò a fare uno di quegli abbonamenti tipo al sito Yogare, in modo da mettermici un po’ da sola da casa. Trovare il tempo e il modo non sarebbe semplice, comunque.

Per questo spesso mi chiedo ultimamente in che direzione voglio andare, se questa sia ancora la mia strada. Sento che certamente sì, ma come, quando, e con quale guida che non mi faccia disperdere, non saprei proprio.

Sto anche rivedendo il manuale Raja Yoga ed. Ananda sempre interessante ma gira e rigira sono sempre le solite cose.

Forse banalmente mi servirebbe un buon libro di filosofia indiana, spesso la parte teorica è quella che mi stuzzica di più.

Quindi…nottata di pensieri, libri, riflessioni sullo yoga, sull’essere felici.

Vi lascio con una citazione sempre di Yogananda che apparentemente sembra piuttosto “mondana” ma che alla fine spiega l’importanza della felicità interiore come presupposto irrinunciabile

Buonanotte… per chi può :))

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Fotografie di mattina

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Stamattina ho perso il treno.

Oltretutto avevo anche saltato la colazione perché ero in netto ritardo (ho il vizio di spegnere la sveglia e girarmi dall’altra parte…!). Per cui, avendo una mezz’ora prima del treno successivo, ho fatto due passi in paese verso un bar dove mi sarei consolata con cappuccio e briosche. E con una bella visuale del Naviglio.

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Questa invece, un’altra alba dalla mia finestra… mi sto divertendo col telefono nuovo!

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L’alba… dal parcheggio della stazione

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Gita di famiglia a Verona

Per il compleanno di mio marito siamo andati a Verona, come dicevo nel post precedente.
Le giornate sono state belle, il tempo clemente, anzi per due giorni un sole splendente.
Peccato la febbre della piccola, il secondo giorno (in tutto erano 3 giorni).
Perciò non abbiamo visitato tutto quello che avremmo voluto, ma comunque il centro storico si gira a piedi in poco tempo e anche la piccola finché stava bene era molto motivata.

Addirittura nella visita al Duomo non le avevo preso l’audioguida ed è andata a finire che ha rubato una delle nostre perché voleva ascoltare tutto!!


Alloggiavamo in un b&b al di là dal Ponte di Pietra, per cui più volte abbiamo attraversato questo punto panoramico sul fiume:

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La piccola era davvero contenta di fare una gita in famiglia, di festeggiare il suo adorato papà e di visitare una città nuova. Figurarsi che lei avrebbe voluto andare a Varsavia, dopo che ne aveva visto alcune foto!

Le vie del centro storico, soprattutto quelle secondarie, lontane dai grandi negozi, sono suggestive. Le osterie hanno un che di antico che ti riporta indietro di qualche secolo (purtroppo ho perso la maggior parte delle fotografie).

Piazza dei Signori invece, così ad impatto mi ha ricordato un quadro metafisico.. chissà perché.

Peccato aver perso le foto dell’allucinante “Casa di Giulietta”. Peggio di un film di Muccino. Nel senso: la quantità di lucchetti, scritte e post-it che partono già dalla via esterna, “addobbano” tutto il portico per poi condurti verso la statua di Giulietta dove tutti fanno una foto con una mano sulla tetta di lei, è inverosimile. C’è anche un ristorante in piazza delle Erbe, “teta de Giulieta”… vabbè. Forse era destino perdere le foto!!

Il nostro tour non poteva non comprendere uno sguardo all’Arena, anche se solo da fuori.

Mi sono anche regalata una visita alla Galleria d’Arte Moderna (terribilmente deserta per essere un sabato pomeriggio in pieno centro, mentre fuori la gente imperversava nei negozi!!). Veniva ospitata la mostra “L’amore Materno”, di cui purtroppo non ho più foto, ma ricordo bene la tematica, affrontata in questa galleria d’Arte insieme ai dipinti di pittori tipicamente veronesi come – l’ho scoperto lì e mi piace molto – Angelo Dall’Oca Bianca. Un artista che ha saputo anche fare del bene: ha creato un Villaggio  (Villaggio dall’Oca) per i più bisognosi! Ecco un paio di suoi dipinti, rispettivamente “Foglie cadenti” e “Gli amori delle anime”.

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Mi ha colpito questa parte della mostra, c’erano quadri che ritraevano scene di vita quotidiana, Piazza Erbe era meravigliosamente vivace, un vero mercato dove si incontravano ricchi e poveri (ora è un tripudio di bancarelle di souvenir “cinesi”, per lo più inerenti la città di Venezia, oltretutto!)
Vi erano davvero opere notevoli, soprattutto dipinti divisionisti. Anche un Pellizza da Volpedo (da quando passando per Volpedo, andando all’Osservatorio astronomico tra Pavia ed Alessandria ho capito che era di quelle parti, mi è piaciuto!!)
Ecco il suo “Sacra famiglia”:

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Uno dei pezzi forti (oltre a diverse sculture di Medardo Rosso) era questa “Maternità” di Previati:

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Confesso che non ho capito cosa faceva parte della mostra e cosa era collezione permanente. va beh. Comuque sia, il giro artistico in solitaria (la piccola e suo papà erano in camera a curare la febbre) mi ha davvero rigenerato!
Vi lasco con questa “cartolina” di Verona di notte!

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La Giornata della Memoria spiegata a mia figlia

Alla riunione scolastica le maestre avevano detto che forse ci sarebbe stata qualche iniziativa per la Giornata della Memoria. Io ho chiesto in che modo sarebbe stata presentata ai bambini di 1° (elementare). La risposta è stata piuttosto evasiva (“Di certo non gli faremo vedere le camere a gas”), e comunque non so nemmeno se poi l’hanno trattato, l’argomento, dato che venerdì la piccola era assente (e forse anche domani).

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Era assente perché eravamo in gita a Verona.
Passando nella piazza dell’Arena, sabato, ho visto un’installazione per la Giornata della Memoria: un vagone ferroviario realmente usato per la deportazione e una mostra fotografica.
Ho visitato sia il vagone che la mostra, da sola, mentre mio marito e la piccola mangiavano un panino al parco, pi mi sono decisa ad affrontare l’argomento anche con lei.
“In fondo magari è abbastanza grande da capire qualcosa anche di argomenti dolorosi”, mi son detta.
Così le ho spiegato che saremmo andati a vedere quel vagone di un treno molto vecchio che durante la guerra alcuni uomini cattivi avevano usato per farci salire tante persone, anche bambini, anche donne che non avevano fatto niente di male, e poi li hanno uccisi.

Lei si è dimostrata molto colpita da questa storia, ha voluto vedere il vagone (davvero terribile, col filo spinato ai finestrini…) dove erano appese le foto dei deportati di Verona.
poi siamo passati alla mostra fotografica “L’infanzia rubata”, che narrava la storia di Janusz Korczak, pedagogista brillante, uomo altruista che gestiva un orfanotrofio, creatore di una carta dei diritti del bambino antesignana rispetto alla Convenzione dei Diritti del Bambino dell’Onu (che si avrà solo nel 1989!!!!) e che decise di seguire i suoi bambini dell’orfanotrofio al campo di sterminio di Treblinka.

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Nel percorso fotografico ho fatto osservare a mia figlia i disegni fatti dai bambini dell’epoca, era davvero molto colpita, poi vi erano alcune foto dell’orfanotrofio e una voce faceva risuonare tutti i nomi dei deportati. “Che cosa dicono ad alta voce?” mi chiede “Sono i nomi di tutti quelli che sono stati uccisi” e lei:”Oh… ma ha detto Giulia! Giulia è la mia compagna di classe! Ha detto Giorgia! Anche Giorgia è una mia compagna! ma..cos’ha detto adesso?” E io: “Sì, ha detto il tuo nome”.
Poi abbiamo guardato la foto di Korczak, le ho spiegato che era un uomo buono e che voleva aiutarli. “Li ha salvati?” “No, tesoro… non poteva salvarli”. 😦

[Purtroppo tutte le foto che avevo scattato sono andate perse, ho solo le parole…]

 

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Eclissi del 21 gennaio

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Dal cellulare… di fretta dalla stazione in attesa del treno stamattina… la mia foto dell’eclissi!!

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L’inizio del nuovo anno

Anche il nuovo anno è arrivato.

Per me è partito in maniera positiva… le vacanze e i giorni di ferie sono stati riposanti, ho visto molti amici, parenti, incontrato persone.
Quei giorni sono stati una fonte di riposo per me, di calma, non c’erano i soliti momenti di fretta e di ansie del doversi alzare presto per prendere il treno o andare a scuola.
Abbiamo trascorso la sera del 31 dicembre con amici e i loro bimbi a casa nostra con una piccola cenetta. Che dolci i loro occhi quando tenevano in mano le “stelline” cioè quei bastoncini che si accendono e fanno una piccola scintilla!
Dato che mio marito lavorava, ci siamo concessi una sola giornata “in gita” a Milano noi 3 (grande meta!!!), al Villaggio di Babbo Natale a Palestro. E’ stato bello pattinare sul ghiaccio con la piccola, poi era una bella giornata di sole.


Il nuovo anno mi ha portato un po’ più di energia, probabilmente mi ci voleva un periodo di riposo e di calma… ora siamo ripartiti già da un po’ con la “routine”, la mia vita è sempre suddivisa tra il lavoro, mia mamma, la piccola e la casa.
Mia mamma sembra essere stabile, la sua condizione è sempre la stessa, migliorare non potrà mai, ma per lo meno “ce la caviamo”.
Anche con la badante abbiamo sempre un legame abbastanza stretto e quotidiano, conosciamo un po’ la sua famiglia in Ucraina, proprio oggi una delle sue figlie che era stata anche da noi mi ha mandato la foto della laurea. Un altro figlio è diventato papà e abbiamo mandato i nostri regalini là per il nuovo nato, oltre a quelli per Natale, che da loro si festeggia il 7 gennaio. Ecco qua, vi regalo questo esempio di dolce tipico ucraino del 7 gennaio: grano, noci tritate, uvette, semi di papavero… Insomma io ho sbagliato ad assaggiarlo freddo… probabilmente va mangiato caldo…

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Poi c’è la piccola, in questi giorni è alle prese con il giocare il più possibile con i regali ricevuti a Natale (magari poi ne parlerò, ce n’è uno in particolare davvero carino!), è presa anche dalla scuola, sembra che le piaccia, dalle nuove amicizie, dallo stare un po’ a casa dai nonni qualche pomeriggio e dal passare là anche qualche notte (è sempre euforica all’idea!!).
Le giornate sono state di sole, di qualche passeggiata a Ticino

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E’ un luogo sempre distensivo, sarà stata la bella giornata, sarà il fiume… mi piacerebbe andarci più spesso e più a lungo, anche con mio marito!
Spesso quando ritorno lì, al Ticino, al mio paesello, mi sembra davvero di distendermi i nervi, le case sono basse, non c’è rumore, soprattutto “in periferia” da mia mamma, per non parlare appunto del fiume.
Una mattina ho dovuto prendere ferie per stare da mia mamma, mi sembrava quasi di esser tornata all’università, quando di mattina a volte stavo a casa a studiare.

Insomma.. credo di non aver mai scritto un post più positivo di questo, meglio finirla qui 😀

 

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