In gita a Zoom

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A ottobre, nell’ultima domenica ancora “estiva”, siamo stati allo zoo di Torino con la piccola: Zoom.
La gita è stata molto piacevole, e non si finisce mai di imparare anche in tema di specie animali!

Ho trovato questo zoo molto “libero”, hanno ricreato gli ambienti originari in cui gli animali vivono (ok, a parte il clima…), e non ho visto reti né gabbie, a parte le piscine (quella degli ippopotami l’avrei fatta un po’ più grande).
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Le giraffe tra loro si prendevano a sonore cornate, i lemuri ci passavano di fianco e ci tagliavano la strada. Perfino le tigri erano libere, ovviamente in un’area irraggiungibile e difesa da un fossato…
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Poi era appena nato il cucciolo di gibbone, ma era troppo in alto e ovviamente ancorato alla mamma per poterlo fotografare bene.

In una zona dello zoo erano anche allestite delle tende dei nomadi dell’Est (Mongoli)
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Quello che mi ha colpito è che la Yurta, seppur così semplice, è curata in ogni dettagli nella disposizione degli oggetti, della porta, di dove sedersi. Soprattutto il punto 3. ha catturato la mia attenzione: un cassettone per collocare gli oggetti “più importanti e sacri”: le foto della famiglia, gli incensieri.
Da noi, nella complessità delle nostre abitazioni moderne, non abbiamo più un posto predefinito nemmeno per “le foto di famiglia”. Sì, qualcuno nette le foto dei cari, ma non c’è più quel concetto degli antenati, magari  mettiamo le nostre foto del mare.
Tanto meno allestiamo un altare (parlo in generale, noi ne abbiamo uno e magari tante altre famiglie, ma in generale non c’è questo concetto nelle nostre case)!
Insomma, ho avuto nostalgia di qualcosa, vedendo queste yurte e quelle donne in abiti confezionati a mano e immerse nella natura!
Di un passato un po’ archetipico, di un qualcosa che ormai abbiamo perso.
Del freddo che non sentiamo più e che non ci permette più di accorgerci del passare delle stagioni.
Degli animali, che ora guardiamo solo attraverso un vetro in uno zoo.
E’ stata comunque istruttiva questa giornata. E la piccola quanto era contenta del Gufo Reale! Ha voluto anche una foto con lui 🙂

 

 

 

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Mostra su Carlo Carrà

L’ultima mostra che ho avuto modo di visitare è stata quella su Carlo Carrà, sempre a Palazzo Reale a Milano. A memoria, mi ero fatta l’idea di lui come di un futurista, cosa che è anche stato, ma non solo.
Da quello che ho potuto vedere, è passato attraverso alcuni movimenti, le cosiddette Avanguardie, e da diverse influenze pittoriche, prima di approdare a quella che sarebbe diventata la sua arte.

Dal divisionismo al futurismo, per arrivare a fondare con De Chirico la Metafisica, passando anche per Modigliani e per il cubismo.

Di tutto un po’, sembrerebbe, ma a mio avviso è un artista che ha sperimentato, che ha contribuito ad alcuni tra i movimenti più in voga all’epoca, dando il proprio personale contributo.

Le sue opere, realizzate in diversi momenti della sua vita, non sembrano quasi appartenere allo stesso autore. Eppure è così che dev’essere, secondo me, avere il coraggio di cambiare, di seguire il proprio istinto. La Grande Guerra l’aveva messo alla prova (che pure come tutti i futuristi aveva appoggiato), soffrirà per la perdita degli amici, andrà in ospedale psichiatrico dove incontrerà de Chirico tutto questo non dovrebbe influire sull’interiorità di un artista? Certo che sì.

Ecco perciò alcune opere tra quelle viste alla mostra.
Un Carrà divisionista, in cui dipinge scene milanesi: la stazione di Milano (che era a Repubblica all’epoca), con la comparsa del treno, dei convogli, con i contrasti di luci e ombre, dove tutto è in movimentostazione-a-milano-1909e un’altra scena milanese, all’uscita dal Teatro alla Scala, con le scure carrozze in sottofondo e la gente mesta che torna a casa…leaving-the-theatre-1910

Un Carrà futurista, sempre ambientazione milanese: il tram, in movimento, che regala scorci cittadini sovrapposti tra loro…

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Un Carrà “Modigliani”-futurista:

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Per poi passare alla fondazione della Metafisica:

…per poi approdare a ciò che di Carrà mi sembra più “Carrà” (dopo esser passato indenne dal periodo del fascismo, in cui non ha “ceduto” alle aspettative di una pittura celebrativa di quel regime, mantenendosi fedele alla libertà dell’espressione artistica! Se non è un merito questo…)

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Un Carrà che ha abbandonato ogni attrattiva per la città, che si sente invece ispirato dalla natura, dalla campagna, dalla Liguria e soprattutto dalla Toscana, dove avrà una dimora vicino a Forte dei Marmi.
E’ stato un riscoperta per me, che al solito avevo dei ricordi liceali di questo artista, mai capito fino in fondo.

la cosa che più i ha colpito, tra tutto ciò che la nostra apprezzata guida ci ha spiegato? Che per Carrà la pittura è mentale. Non en plein air, quasi mai, non di getto. Ma studiata, meditata. La natura e i paesaggi vengono rivisti con gli occhi della mente. Questo concetto mi ha spiazzato.
E’ stato come se di colpo potessi guardare direttamente nella sua mente. I paesaggi, le geometrie, i colori tenui… tutto ha acquisito un significato.

 

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Gita nel Parmense e Piacentino

Dalla piccola gita nel piacentino- parmense, regalo per il mio compleanno, qualche foto di questi luoghi bellissimi! Salsomaggiore Terme: molto retrò ma vivissima, dove abbiamo trovato lo street food festival… non dico la piccola com’era felice di mangiare ai tavoli delle bancarelle! Ed era tutto squisito, oltretutto…

Poi Tabiano, che mi ricordava un sacco mia zia con i suoi innumerevoli soggiorni alle Terme per curare l’asma… noi eravamo in un hotel vecchio ma stupendo, con una piscina esterna a vetrate immersa in un bosco!

E poi il Borgo di Vigoleno col Castello…questa era la nostra vera meta. La mini vacanza è piaciuta talmente tanto a tutti, che abbiamo deciso che i nostri regali di compleanno saranno sempre gite o escursioni o visite da qualche parte! E anche la piccola ha deciso così per il suo compleanno!

Infine Castellarquato, già visitato anni fa senza la piccola, e che ora ha acquisito una nuova veste più interessante, con lei!!

Salsomaggiore

Castello di Tabiano

Castello e Borgo di Vigoleno

E infine Castellarquato

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Dal lago Maggiore

Qualche foto dalla mia trasferta lavorativa.

L’ultima foto è… l’alba!

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Il fatidico “primo giorno di scuola”!

…e anche il primo giorno di scuola è arrivato!
L’aveva aspettato tutta estate, e poi così, preannunciato e immaginato, il 12 settembre ci ha trovato, più o meno (im)preparati.

Parto subito dicendo che le maestre della materna avevano consigliato di non richiedere che la piccola fosse in classe con l’amica del cuore di sempre (della materna) perchè troppo attaccate e in simbiosi. E così abbiamo fatto, anche se io non ero molto d’accordo. L’avrei scritto comunque il nome dell’amichetta nelle preferenze all’atto dell’iscrizione, ma soprattutto i genitori di lei volevano seguire il consiglio della maestra (e avevano anche il nome di un’altra amica da scrivere).

Inoltre, qui da noi la scuola ha la odiata usanza di non esporre MAI le classi, ma di fare un mega-appello il primo giorno di scuola, perciò… le mamme (e le nonne) sono in fibrillazione per tutta l’estate, a chiedere per vie traverse all’amico dell’amica del parente del cugino dello zio di quella che lavora a scuola per sapere con chi sarà in classe il proprio figlio.
Morale: sapevamo già per certo che non sarebbe stata in classe con questa amica del cuore. Non dico quanto mi ero pentita di non aver scritto quel nome.

Comunque. Arriva il giorno 12 e siamo tutti in questo salone all’appello, di fianco all’amichetta. L’amica viene chiamata in una classe e la piccola no. Abbracci tra le due prima del distacco, piva della piccola e quasi-pianto mio, finchè non chiamano anche noi in un’altra classe dove… non c’è NESSUNA bambina che conosciamo.
Ottimo! La faccio sedere di fianco all’unica bambina che vagamente riconosciamo come viso noto (anzi la piccola non se la ricordava…) e a malincuore mi chiede: “mamma, ma quanto ci devo stare alle elementari?”
“Ehm… 5 a…. Un paio d’ore e poi torni a casa!!”

Non dico come sono uscita da quella scuola quella mattina. NERA è dire poco. Furente e molto incavolata, con chi non si sa. Anzi, si sa: con chi fa le classi in base alle preferenze e si deve barcamenare anche col numero di maschi e femmine.
Ero inconsolabile e davvero fuori di me.

Figuratevi che più di una persona poi si è informata per sapere come stavo. Immagino che faccia avessi avuto. Tipo occhi iniettati di sangue.

Ad ogni modo, alle 12.30, all’uscita, la piccola era miracolosamente raggiante! Si era divertita e aveva fatto amicizia con la bambina compagna di banco.
Poi è seguita per noi genitori l’assemblea, di pomeriggio (certo, GIORNO DI FERIE!), dove per 2 ore ci hanno parlato di modulistica, di come compilare il diario, del materiale scolastico (non avevo idea di cosa fosse un PORTALISTINO e nemmeno i REGOLI, ho dovuto chiedere a delle mamme incontrate al supermercato perchè pensavo fossero tipo dei righelli con i buchi…!). E io che mia aspettavo dicessero qualcosa sulla scuola, su come cercheranno di coinvolgere i bambini, sulla loro idea educativa, sui massimi sistemi del mondo… invece… moduli, moduli, cose pratiche.

Morale della giornata: fino alle 18 a comprare il materiale. Fino alle 22.30 a etichettare tutto (so di chi ha comprato le etichette su internet già con nome e cognome e di diversi formati). E nel frattempo mio marito si procurava le carte di identità dei miei suoceri da fotocopiare per le deleghe, e dovevano anche firmare il diario, che ci avevano venduto a scuola 3 ore prima. In pratica, se i nonni non fossero stati in zona quel pomeriggio, non avrebbero potuto ritirare la bambina il giorno dopo!

In farmacia ho incontrato gente che come me è andata a prendersi le pastiglie per il mal di testa. Per dire.

E il giorno dopo, ore 15: il colloquio individuale. In pratica uno deve mettere in conto un paio di giorni di ferie.
Ma comunque, ecco la svolta: le maestre mi hanno fatto un’ottima impressione!! Sorridenti, sveglie, attente, anche con voglia di fare. Almeno, dai 10 minuti di colloquio mi è sembrato così. Soprattutto, forse, hanno detto una piccola cosa che volevo sentirmi dire: “Per noi è fondamentale che i bambini vengano a scuola sereni, quindi il loro benessere è al primo posto”. tutto qui. Due parole che non speravo di sentire.

E la piccola? Sembra ci vada volentieri, sembra abbia fatto amicizia con la compagna di banco, poi è eccitata dal fatto di prendere il pullman da sola (c’è l’assistente che li porta fin dentro la scuola) e da tutte le novità che il nuovo ambiente comporta.
Io mi sono calmata, oggi ha passato il pomeriggio con la famosa amichetta del cuore che poi a volte ritirerò io da scuola e verrà qui a giocare… e via così.
E’ stato un inizio shock, diciamo, ma di certo così amplierà le sue amicizie e poi davvero confido in queste maestre che hanno saputo sorprendermi!!!

…sperèm!!

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Il cielo stamattina alle 6

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Vita… da gatti

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Ormai da più di un anno è con noi la piccola Neve (ne avevo parlato qui). Oggi è cresciuta e sembra un gatto quasi adulto, ma è stato bellissimo vederla crescere da piccolina piccolina fino ad ora.
Con me ci sono stati dei momenti un po’ difficili: ad esempio… quando distruggeva l’albero di Natale, quando saltava sul tavolo per arraffare cibo dai nostri piatti, quando continuava a srotolare il rotolo di carta igienica dal bagno… che sono cose divertenti.. ma tutti i giorni no!!

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E avanti così… poi un po’ è cresciuta, e si è calmata un filo… e con me è andata un po’ meglio. Ma poi quest’estate è successa una cosa per cui mi è talmente dispiaciuto che un pochino sono cambiata (in meglio) verso di lei.

Eravamo al mare io e la piccola, e una sera mio marito mi telefona agitatissimo… Neve era… caduta dal balcone! E abitiamo al 3° piano!
L’abbiamo sempre lasciata girare liberamente in balcone, anche se con un po’ di timore viste le sue spericolatezze, ma sembrava molto sicura di sé…
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Ma da quel giorno basta, non le abbiamo più fatto metter piede fuori.
…Nonostante l’enorme spavento iniziale, nonostante a terra non si muovesse più limitandosi a piangere e mio marito avesse fatto una corsa dal veterinario aperto sempre (i “miracoli” di Milano, un veterinario fino a mezzanotte!), nonostante la nostra veterinaria abituale al telefono mi avesse elencato tutti i possibili scenari (polmoni bucati, palato spaccato e altre atrocità…), la sfrontata micetta non si è fatta fortunatamente NULLA. Niente di niente. Niente di rotto, radiografia perfetta, polmoni a posto, palato a posto, tutto a posto.
“Solo” la botta che ha preso che l’ha resa abbastanza immobile per qualche giorno.
Alla piccola non l’abbiamo detto. Ci tiene talmente tanto alla sua gattina (e anche noi, sigh…) che sarebbe stato uno shock, inutile peraltro, dato che quando è tornata dal mare la gatta era vivace come al solito.
E vi ricordate il piccolo Zagorino? Adesso è “Zagorone”, e l’abbiamo ospitato anche quest’anno. Con la differenza che stavolta c’era anche Neve… lotte, graffi, corse pazzesche in tutta la casa, giorno e notte… adesso che è tornato a casa ci manca!

 

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La nostra estate

Stavo rileggendo qualche pagina del blog sulle estati degli scorsi anni, e mi sono sorpresa di non ricordare perfettamente alcuni particolari di cui scrivevo. Perciò mi son detta e riproposta di scrivere con più assiduità, mi piacerebbe rileggere scorci della nostra vita un domani!

Intanto, le vacanze sono ormai trascorse. La mia estate è iniziata a giugno con una tre giorni al mare (sono recidiva: a Varazze!). Io e la piccola siamo state da sole per 3 giorni prima dell’arrivo dei nonni che mi hanno sostituito:

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Sono stati giorni tranquilli dove abbiamo raccolto un sacco di vetrini e sassi carini sul bagnasciuga, che a casa abbiamo messo in vasetti di vetro come ricordo (insieme ad altri di Finale Ligure raccolti a maggio… abbiamo la libreria piena di vasetti :D), e soprattutto per me è stato uno stacco dal lavoro di cui avevo molto, molto bisogno.

A fine luglio-inizio agosto, poi, siamo stati in Trentino. Paesaggi stupendi, percorsi facili (quelli scelti da noi)… come dico sempre a mio marito: ho la piccola che mi “para” dai percorsi impegnativi e faticosi :D:D
Per cui ecco qualche foto dal nostro peregrinare.
I laghetti Colbricon:

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Le Pale di San Martino – Cima Rosetta: questa decisamente è stata la gita col paesaggio più stupefacente. Terreno lunare, vista… spaziale! Anche la neve in cima! Per la cronaca: siamo saliti in funivia ovviamente 🙂

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Baita Segantini: lo scenario migliore sulle Pale! Sembrava di essere a teatro

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Alpe Tognola a San Martino, con giochi per bambini e un bellissimo panorama!

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La vacanza era stata a lungo attesa e ci ha regalato una vista e percorsi meravigliosi.
E’ che quando torni vorresti riposarti giusto un po’ per poi ripartire per altre mete. Ti rendi conto che ci sarebbe così tanto da vedere e da scoprire!
Poi… poi abbiamo festeggiato i 6 anni della piccola, portandola a sorpresa a Leolandia, tra giostre vertiginose (almeno, per me!), la sua voglia di salire su tutto, il “papino” ritornato bambino di colpo :D, visitando anche la casa di Peppa Pig e il bosco di Masha e Orso. Non è mancata una non proprio divertente visita al rettilario, e una invece più serena visita all’acquario. Lei ovviamente entusiasta di tutto e senza paura!

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Non ci siamo fatti sfuggire la parte astronomica dell’estate. A luglio la famosa eclissi di luna, “luna rossa”, vista dal balcone (la foto è fatta col cellulare.. sigh)

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Purtroppo non siamo stati così fortunati con le Perseidi, abbiamo fatto un tentativo di andare in campagna dopo le 22.30 a guardar le stelle, ma il bagliore di Milano rischiarava le nuvole che a loro volta coprivano gran parte del cielo. La piccola e mio marito hanno giusto visto una strisciolina luminosa, io nulla.

Però, c’è un però. Abbiamo fatto una gita a Milano al Planetario, dove siamo stati immersi soprattutto nella spettacolarità di un cielo stellato (ovviamente proiettato) privo dell’inquinamento luminoso della città, dove si potevano ammirare moltissime stelle e soprattutto vedere la Via Lattea. E’ incredibile come siamo lontani dal contatto con la natura e anche con le stelle. In pochissime zone del mondo non c’è inquinamento luminoso.
Comunque, in queste sere ci stiamo dilettando a riconoscere le costellazioni che ci hanno spiegato, sono diventata abilissima a trovare la Stella Polare e Marte che in queste sere è inconfondibile! Crediamo di aver visto anche Saturno ieri!

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Ora sto cercando di godermi gli ultimissimi giorni… lunedì si ricomincia purtroppo!
Buone ferie a chi non è ancora andato!

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Diplomi e addii alla scuola…

La scuola materna è andata. Piano piano, con la festa di fine anno a maggio, col centro estivo sempre gestito da loro che proseguirà fino a fine luglio.

La piccola ormai ha terminato l’anno ufficiale, con tutta l’impazienza del mondo di voler iniziare la scuola primaria, con la voglia di imparare a leggere, scrivere e contare, di fare i compiti, di buttarsi in questa nuova avventura. È ottimista e come sempre entusiasta, io un po’ meno desiderosa di lei che venga “inquadrata”, lei così spontanea… ma certamente avrà da noi tutto il sostegno possibile e immaginabile.

Abbiamo avuto un ultimo colloquio con le maestre, dove mi hanno confermato tutte le qualità della piccola e quanto è maturata. Tutto bene care maestre, tanto di cappello a voi con 28 bambini ogni giorno… ma non mi mancherete più di tanto, ho voglia anch’io di un certo cambiamento.

La piccola ha trascorso al mare l’ultima settimana di giugno, un po’ con me e un po’ coi nonni, nella mia cara Varazze, e ora è tutta felice e rilassata da quante nuotate ha fatto tra mare e piscina, tra i giochi con le amichette della spiaggia e le serate sulle giostre! Ahh vorrei tornare bambina anche io e divertirmi così 🙂

Intanto si cresce, tra poco più di un mese compirà 6 anni la cucciola!

Ti voglio troppo bene piccola ***

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Lucciole dietro casa

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L’altra sera mio marito ha avuto un’idea insolita: premetto che lui ogni sera o quasi fa il “giro pipa” a piedi nel “quartiere” (abitiamo comunque al limitare della campagna), e ha proposto a me ma soprattutto alla piccola di accompagnarlo, con una meta ben precisa… guardare le lucciole!!!
Così, tutte esaltate, l’abbiamo accompagnato, e in effetti in un punto un po’ boschivo e zeppo di orti, c’erano decine e decine di lucciole. Solo lì, in quella vietta buia e al riparo dalla strada asfaltata e dalle risaie.

Le lucciole erano ovunque, sono persino riuscita a fotografarle col cellulare, che solitamente non fa una foto decente col buio nemmeno a pagarla.

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Una “serata” davvero particolare, che mi ha riportato agli anni dell’infanzia e adolescenza (non vedevo le lucciole da un secolo!), ma soprattutto spero che abbia regalato un bel momento e un grande ricordo alla piccola (le si erano posate addosso, addirittura).
Mio marito mi ha anche detto che più sul tardi, un prato qui dietro si riempie di coniglietti (o leprottini), per cui una volta dovremo tornarci 🙂

Ho poi scoperto che in un paese qui vicino organizzano delle vere e proprie gite serali in un parco per vedere le lucciole!! Almeno significa che a molte persone interessa ritornare al fascino di certe piccole cose infantili (non sono l’unica!!)

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